Theatre Of Tragedy: Assembly

Recensione di: fjelltronen , (il 27 giugno 2006 nel primo pomeriggio) | Voto: | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Theatre Of Tragedy Assembly

Il lavoro della discordia, il pandemonio sonoro del sestetto di Stavanger che ha fatto inorridire molti dei loro fans più scatenati e li ha trasformati, in ambito metal sia chiaro, in oggetto di derisione e bersaglio di sguaiate recensioni.

Quinto capitolo della discografia dei norvegesi questo "Assembly" si rivela, al contrario, un disco carico di pathos, sinuose partiture al limite della follia, seducenti loops al limite della trance più sgargiante, intriso di spudoratezza commerciale ma al servizio di pezzi sempre intriganti. Interessante il duetto vocalico tra Raymond e Liv, dove la sobrietà del primo abbraccia dolcemente il talento istrionico della seconda, capace di districarsi in territori assai diversi (soprano gothic-euro pop-dance) con un'abilità disarmante.

Ottimo il lavoro delle chitarre del duo Claussen-Thorsen imprimente un groove notevole ed in grado di donare quel quid di aggressività rock-metal a tracce dalle strutture leggere e sperimentali. Non da meno la sezione ritmica dai soffici ma sobri rintocchi del bravo Hein-Frode. La band si muove su territori di impossibile catagolazione regalando emozioni a dismisura nell'arco di tutto l'album, svariando da trame industrial rock a campionatori di richiamo electro-dance, a eteree note di synths sognanti fino ad arrivare a soffuse armonie pop-rock che, sicuramente, verranno additate di "svendita commerciale".
Stratosferica l'apertura di "Automatic lover", dal crunch chitarristico granitico che si accoppia follemente con keys allucinate. il modernismo elettronico domina la gradevole "Universal race", veloce e inguaribilmente agile in un refrain di semplice assimilazione. Segnalo le seducenti note della semi-ballata "Starlit", dove Liv e Raymond si incontrano tristemente in un effluvio di tristi melodie, il tutto scandito da tastiere progressive, teneramente romantiche ed il touch di un drumming sinuoso ed elegante. Perfetta.

"Flickerlight" ritorna sui territori dell'opener, catchy riffs rockeggianti ci introducono a soffici male-vocals per poi esplodere in un ritornelllo molto "easy"dominato dalla bravura di una splendida Liv. Emozioni a profusione anche nella sperimentale "Liquid man" e nel pezzo di chiusura "Motion", etereo sospiro di sole tastiere ethereal-ambient si sfogano in armonie dal tocco pop ed, ancora, il cantato femminile languisce e attira in una morsa di seducente malinconia.
Produzione perfetta, suoni moderni, arrangiamenti raffinati ed imprevidibilità sono gli ingredienti base di questa ricetta assai indigesta ai fans del duo "Theather of Tragedy"-"Velvet darkness they fear" ai quali posso solo rammentare che il combo norvegese ha sempre realizzato dischi assai diversi l'uno dall'altro, immolandosi all'altare della sperimentazione e, quindi, richiando forse "troppo".

Questo è un lavoro di qualità, idee e composizioni di rara efficacia.

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Sommario

Theatre Of Tragedy: Assembly;
Recensione di fjelltronen per DeBaser
, 6/27/2006 3:46:00 PM ()

Generi:

Informazioni nel web: electro-metal

Album collegati: Assembly, Assembly

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Voti e commenti

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Ha ricevuto 6 voti validi, totalizzando una media di 3.50
L'opera è stata votata validamente 8 volte, ottenendo una media di 3.38

  1. TEPES | il 27 giugno 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    teribbile!anzi, teribbili!...rispetto la tua posizione, ma non la condivido...colpa della mia limitatezza, questo cd non mi esprime una sega
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  2. FJELLTRONEN | il 27 giugno 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco: 5

    non so perchè non hanno pubblicato il voto che ho dato al disco.quindi lo sottoscrivo ora.xtepes:ti capisco,no problem:)
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  3. BRIZZ89 | il 28 giugno 2006 dopo mezzanotte | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Questo album è molto bello, non come Musique o altri, ma è stupendo. I Theatre, anche se "un po'" deludenti con il nuovo Storm, sono sempre stati dei grandi sia in lidi power, che in lidi gothic, che in lidi EBM (o comunque elettronici). Li stimo molto e questo album è sicuramente almeno da 4.
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  4. TEPES | il 29 giugno 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    caro fjeltronen, tu che te ne intendi di black, dimmi; cos'è qualcosa di simile a quel capolavoro di "blizzard beasts" degli immortal?
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  5. FJELLTRONEN | il 29 giugno 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    well,well..attualmente non considero"Blizzard beasts"un disco accostabile ad altri in ambito black,vista l'attitudine sonora più vicina al death del periodo"Altars of madness"dei Morbid Angel.a me piace molto,soprattutto "Frostdemonstorm"e"Monuntains of might"ed apprezzo la produzione secca e glaciale delle chitarre.non mi stupisce che ti sia piaciuto vista la tua passione per il death-grind in quanto certi riffs sono molto "atipici"in ambito black,ne converrai. credo che"Damned in black"degli stessi Immortal ne ricalaca lo stile con una produzione tre volte più accurata e un groove decisamente catchy,molto vicino anche ad un cert tipo di thrah tedesco(Kreator..).forse i vecchi demo-tape dei Thou Shalt Suffer(vecchi Emperor),pero'storcerai il naso di fronte ai suoni garage..ed in ultima gli Zyklon o i Myrkskog(norvegesi entrambi)che,pero',sono più vicini al death classico.spero di essere stato esauriente e ti saluto dal mio ultimo giorno di vacanza italiana.domani si rientra..
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  6. DARKNIGHT | il 2 luglio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 2

    non male la recensione,non vorrei mi influenzasse il basso parere che ho del disco.mah,assembly non fa schifo (specialmente liv mi piace nel disco) ma purtroppo io non riesco a staccarmi da aegis e velvet darkness they fear...hai ragione sul fatto che i TOT sono in continua evoluzione da sempre,infatti anche i primi 3 album sono estremamente diversi tra loro.ma da musique in poi è troppo.mi piaceva di più la sensazione di buio dei primi. Usi troppe etichette,per i miei gusti (pop,groove,electro-dance ecc ecc) ma magari è più facile comprendere una recensione in questo modo.io le scrivo più per me che per gli altri...forse sbaglio,ma non importa,fin quando nessuno me lo impedisce a me piace così.
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  7. DONZIA81 | il 8 luglio 2006 verso mezzogiorno | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    stupendo! ...l'unico disco che mi piace della band.
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  8. ALEX84 | il 25 aprile 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    I fan di vecchia data dei theatre, quando hanno ascoltato musique, devono avere avuto una sincope. Li capisco, perché musique e assembly non sembrano album dei theatre per niente, pur essendo molto belli. Io amo moltissimo la musica elettronica ed è per questo che li apprezzo, anche se il cambio di rotta è stato davvero drastico. Ma forse hanno fatto bene. Erano un gruppo così avanti nel loro genere che l'hanno esaurito in tre album e avrebbero rischiato di reiterare all'infinito i canoni da loro inventati.
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  9. YOSIF | il 24 novembre 2008 in mattinata | Voto: 1 | Voto al Disco: 1

    album che si tiene sugli stessi livelli del precedente,sebbene relativamente con piu idee e prodotto meglio,ma parliamoci chiaro .. siamo sempre su livelli scandalosi , concordo sulla voce di liv,sempre molto malleabile e adatta a diverse sonorità , ma sarà che non la vedo benissimo in questi contesti,io la preferisco sempre in veste da sirena al mic stile primi album tot o eterea come alcuni pezzi dei suoi album solisti, automatic lover è un discreto pezzo a livello di produzione, i synth e il vocoder creano un atmosfera futuristica degna di nota, il beat punge parecchio,peccato per le voci che non rendono al max . idem flickerlight altro ottimo pezzo con un ritornello veramente di ottima presa , universal race la mia preferita,autentica bomba , abbastanza anonime episode e let you down , superdrive sembra la peggior madonna del periodo music , play imbarazzante , starlit non è tutto sto capolavoro di tristezza di cui parli,anzi la trovo scialba e mielosa, cosiccome la successiva envision , noiosissima . stesso trattamento per liquid man e motion, indisponenti . nel complesso un altro buco nell'acqua dopo il suo precedessore..voto 1..la recensione è fatta male ed è molto breve..stesso voto.
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  10. JUZA | il 30 dicembre 2008 verso mezzogiorno | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Condivido il parere del recensore! dopo anni in cui ho disprezzato Assembly e Musique, nonostante sia un grandissimo fan dei ToT, e innamorato di Liv, da qualche tempo sono ritornato su questi album ed ho apprezzato in particolare quest'ultimo, dopo qualche iniziale titubanza e con un orecchio musicale forse più maturo. Ottimo lavoro, sognante e con qualche nota di malinconia e di oscurità.
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  11. GASTA | il 19 settembre 2009 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 2

    Molto meglio "Musique", se devo scegliere tra i due album del periodo industrial metal/electro-pop...
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