Copertina di System Of A Down System Of A Down
alCOOL

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Per appassionati di rock alternativo e metal, fan dei system of a down, amanti della musica etnica e delle tematiche sociali
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LA RECENSIONE

Quando ho ritirato fuori dalla pila dei dischi questo album, sono stato lì lì per fare un bel piantino, perchè già sapevo che riascoltandolo avrei provato 3 cose in rigido ordine di successione: PIACERE ALLO STATO PURO - RIMPIANTO - INCAZZATURA CRONICA.

Pultroppo questa serie di emozioni si ripresenta ciclicamente ogni volta che riascolto qualcosa dei SOAD e con mio immenso dispiacere devo ogni volta constatare come man mano cerco di salire con gli anni di album in album mi sembra di salire una scala con gradini sempre più instabili, fino a gli ultimi due che sono ormai quasi irrimediabilmente rotti (UN' PO COME I MIEI COGLIONI....).Ma ora mi voglio limitare a recensire questo disco che è veramente un SIGNOR DISCO CON I CONTROFIOCCHI....

Lavoro che vide la luce nel prolifico 1998, svezzato dalla levatrice Rick Rubin (Non ancora diventato la matrigna cattiva degli ultimi tempi), ancora sporco di quelle influenze tipiche dei ragazzi cresciuti nell'ambiente della "Città degli angeli" ( Slayer, Metallica, Faith No More.... per fare qualche esempio) ma inevitabilmente e stupendamente condizionato dalle fortissime radici etno-culturali del paese di origine dei 4 membri del gruppo: L'ARMENIA.
Il sipario si apre sul ipnotico rift di "Suite-Pee", canzone-denuncia (come solito dei SOAD) contro ogni forma di proselitismo umano, degno araldo di "Know" e della famosissima "Sugar", accompagnata da un video appropriatissimo e inattaccabile Hit nella mia classifica delle canzoni-incazzo. Segue poi "Suggestion", giusto viatico alle atmosfere intimistiche e cupe della straordinaria "Spiders", magistrale esempio per mostrare tutta la potenza e l'espressività vocale di Talkian ( di cui per fortuna i ragazzi rifiutarono di realizzare il video utilizzando scene di Scream 3, preferendo realizzarlo in proprio).

Cambiamo quindi subito ritmo con il trittico "Soil", "War?" e "Mind", canzoni che spiazzano l'ascoltatore per la loro eterogeneità ma che sono invisibilmente collegate tra loro. Subito dopo arriva all'orecchio il trascinante motivetto Folk di "Peephole" (una delle migliori tracce dell'intero lavoro a mio avviso), grido di denuncia contro le macchinazioni internazionali intorno al mercato dell'alcool ( eeeh...) e del tabacco seguita dalla gemella eterozigote "Cubert" e dalla velocissima "Darts". Il disco termina con l'appasionanta e sentita "P.L.U.C.K." (letteralmente "Vili Assassini, Sacrileghi, Politicamente Bugiardi"), vero e proprio urlo di rabbia contro i massacri perpetrati dal governo turco nel 1915 contro il popolo armeno; massacro non ammesso dai turchi e vigliaccamente negato anche dal governo americano (legato alla Turchia da rapporti politico-militari).

Arrivati in fondo non c'è molto da aggiungere, se non che questo lavoro che apparentemente può apparire come un accozzaglia rozza e non ancora ben delineata (cosa effettivamente vera) è la cosa più PURAMENTE SOAD che i ragazzi abbiano mai realizzato; un "polmone verde" di cui ora, dopo un sistematico disboscamento a colpi di Denaro e di Video su Mtv, non è rimasta che un'aiuola stentata.

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Riassunto del Bot

La recensione esprime un forte sentimento di piacere e un pizzico di rimpianto, celebrando il primo album dei System Of A Down come un capolavoro grezzo e autentico. L'autore sottolinea le radici culturali armene insieme all'influenza del metal classico, mettendo in luce brani emblematici come "Suite-Pee" e "P.L.U.C.K.", emblematici per la denuncia sociale e politica. Nonostante alcune criticità nell'evoluzione del gruppo, l'album rimane la quintessenza del suono SOAD. La produzione di Rick Rubin concilia l'energia grezza con una maturità ancora in divenire.

System of a Down

System of a Down è un gruppo musicale armeno-statunitense, formatosi a Los Angeles nel 1994 e famoso per l'inconfondibile miscela di metal alternativo, influenze etniche e testi sociali e politici.
49 Recensioni

Altre recensioni

Di  Darksoul

 La musica proposta dai System Of A Down è un crossover molto originale, in cui convivono la velocità del punk, i riff del death/trash metal e le affascinanti melodie armene.

 Un grande album, con suono duro e vario, che unisce emozioni e impegno politico.


Di  Thoughtless

 Ogni song ha una sua «anima» che ti invogliano ad ascoltarle sempre di più.

 Serj Tankian riesce a dare il meglio di sé cambiando tonalità in una maniera a dir poco FANTASTICA!!!