Jethro Tull: Benefit

Recensione di: the green manalishi , (il 16 agosto 2006 dopo mezzanotte) | Voto: ●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Jethro Tull Benefit

Benefit fu il proseguimento di Stand Up: conteneva riff di heavy rock insieme a pochi episodi più acustici e delicati. Per certi aspetti credo sia un album più cupo, privo dei calore, dell’ ironia e della luminosità di Stand Up”.

Queste erano le parole di Ian Anderson, il grande leader, flautista, cantante, nonché chitarrista dei Jethro Tull riguardo a 'Benefit', album del 1970. Ma se a lui ai tempi non piaque, di parere ben diverso sono tutti i suoi fan che lo considerano un album fondamentale e una pietra miliare delle discografia della band.

Forse Ian intendeva solo dire che questo è un album di transizione che sta giusto un gradino sotto i due album fra cui è nato, ossia 'Stand Up' e 'Aqualung'. Già dalle prime note di flauto con effetto eco si avverte la potenza di 'Benefit': With you there to help me è uno dei grandi classici della band, con una bella chitarra elettrica in evidenza. Un altro bel riff apre Nothing to say, con una linea melodica molto bella soprattutto nel cantato con la chitarra acustica in sottofondo.
Ian Anderson ha una voce meravigliosa in questa canzone. John Evans, che si fa chiamare John Evan “per motivi puramente commerciali” come lui stesso afferma, è un vecchio amico di scuola Ian Anderson e membro fondatore della John Evan Band, una primitiva versione rhythm’n’blues degli anni ’60 dei Jethro Tull.. Ian lo richiama per suonare le parti di tastiera di questo lp, facendolo apparire come guest musician.. Il suo lavoro di pianoforte in Alive And Well And Linving In è notevole e mostra già quanto questo tastierista fantastico sia destinato a lasciare un segno indelebile nei Jethro Tull, dato che rimarrà nella band fino al 1979, il periodo migliore.

Son è forse la canzone meno convincente dell’album, dove Anderson non suona ma canta solamente. E’ comunque un breve e piacevole episodio musicale. Quando però Ian imbraccia l’acustica, nasce uno dei più bei e appassionati brani melodici: For Michael Collins, Jeffrey And Me è semplicemente sublime dall’inizio alla fine, con anche delle lyrics particolari. Narrano difatti la gelosia dell’astronauta Michael Collins, membro della missione Apollo 11, che restò in orbita intorno alla luna sulla navicella mentre Armstrong e Aldrin cammanvano sul suolo lunare (I’m with you L.E.M./Though it's a shame that it had to be you).
Del resto Ian Anderson è uno dei più grandi lyricist della stroia del rock. La chitarra di Martin Barre suona ad un ritmo granitico e solido nel fenomenale riff di To Cry You a Song, un hardrock duro come il sasso. Ian Anderson canta con la voce filtrata e doppiata, creando un affetto magico. Spesso la critica ha pensato che To Cry You A song fosse dedicata alla droga (Flying so high, trying to remeber / How many cigarettes did I bring along), ma in realtà la band è sempre stata contro le sostanze allucinogene ed ha sempre smentito.

A Time For Everything è una canzone sulla scia di Son, purtroppo finita nel dimenticatoio, che presenta uno stacco di flauto molto interessante, accompagnato dal pianoforte di John Evans. Inside è un altro capolavoro, dove il basso diavoletto del bravissimo Glenn Cornick parla sei lingue. Il riff di Play In Time è un raro esempio di hardrock eseguito con il flauto. Ah! Quel flauto! E’ stato grandioso che Ian Anderson abbia deciso di importarlo nel mondo del rock! Martin Barre si diverte con il wha-wha negli stacchi e Clive Bunker dà una bella permformance dietro alla sua batteria. Con un bel arpeggio di acustica comincia Sossity; You’re a Woman, primo assaggio di una derisione sarcastica verso la società moderna, specie quella piccolo-borghese d’Inghilterra (anche se Anderson si scaglierà contro questa classe sociale in modo agguerrito in 'Aqualung' e parzialmente in 'Thick as a Brick').

Se vogliamo trovare un difetto a 'Benefit', bisogna dire che non è registrato in modo ottimale e il suono ne risente parecchio. In particolare la sezione ritmica risalta di meno e sembra quasi di sottofondo; inoltre in alcuni mancano quasi totalmente i bassi. Nella versione rimasterizzata si cerca di salvare il salvabile, ma i miracoli non li sa fare nessuno.
Ai tempi il “Beneficio” fu l’album che diede l’impulso a creare IL capolavoro per eccellenza dei Jethro Tull, quel fantastico 'Aqualung' che tutti conosciamo. Già durante il tour del 1970 dal vivo i Jethro eseguivano una prima versione di My God, con lyrics e intermezzo leggermente diversi da come li conosciamo. 'Benefit' ha dunque anche un’importanza storica per la band.

Segnò anche la rottura con il bravo bassista Glenn Cornick, che lasciò la band per motivi ancor oggi non del tutto chiari (anche se si vocifera che il motivo sta nel fatto che fosse un grande donnaiolo e che troppo spesso preferisse unirsi a qualche festino piuttosto che arrivare in tempo alle prove della band). Lo rimpiazzerà Jeffrey Hammond, che è sempre stato un grande amico di Ian Anderson. Spesso gli ha fatto delle dediche: le avevamo trovate in This Was (A song for Jeffrey) e in Stand Up (Jeffrey goes to Leicester Square) e a quindi anche su 'Benefit'. Difatti oltre alla già citata For Michael Collins, Jeffrey and me, gli dedica una frase di Inside (Get someone to bring our friends here for tea in the evening / Old Jeffrey makes three).

Anche se Ian Anderson oggigiorno continui sostenere che è un album buio e cupo, non esiste fan dei Jethro Tull che non conosca e soprattutto non ami questo gioiellino

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Sommario

Jethro Tull: Benefit;
Recensione di the green manalishi per DeBaser
, 8/16/2006 12:52:00 AM (●●●●)

Anno: 1970

Generi:

Informazioni nel web:

Album collegati: Benefit, Benefit, Benefit

Artisti collegati: Jethro Tull «Prendete un rivoluzionario modo di suonare il flauto da parte di un leader carismatico, che, oltre ad essere un…»

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Voti e commenti

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  1. FLOYDMAN | il 16 agosto 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    grande. solo,semplicemente,grande. qu esta è grande musica
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  2. ROBY86 | il 16 agosto 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Disco eccellente... oscurato dal fatto di essere in mezzo a due capolavori come "Stand Up" ed "Aqualung". Stupende "With you there to help me", "To Cry You A Song" e "Sossity, You're A Woman" - Recensione piacevole e sensita come sempre.
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  3. THEWICKERMAN | il 16 agosto 2006 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    To Cry You A Song è un capolavoro, per il resto è inferiore (leggermente) ad Aqualong.
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  4. BEATBOY | il 16 agosto 2006 in prima serata | Voto: 4 | Voto al Disco:

    mmmm, il disco non lo ascoltato... la rec anche se può stancare, rende bene l'idea...
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  5. COSMICBOY | il 16 agosto 2006 in seconda serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Benefit e' il disco che amo di piu' dei Jethro Tull. Siamo nel 1970, la band e' al massimo della forma e delle idee. Questo album non mi stanchero' mai di ascoltarlo, un vero e proprio capolavoro. Venuto alla luce dopo il gioiello Stand Up, Benefit esplora per la prima volta suoni piu' hard grazie alla gran vena di Martin Barre, senza tuttavia abbandonare l'anima piu' folk e gentile del lavoro precedente. Paradossalmente lo ritengo piu' fresco dell'acclamato lavoro successivo " Aqualong" che, per quanto grande anche esso, mostra gia' qualche timido accenno di stanchezza e ripetivita'.Insomma se volete scoprire i "Grandi Jethro Tull" Benefit non puo' mancare all'appello.
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  6. BRAINWASHED | il 17 agosto 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 4

    Magnifico, anche se preferisco altri lavori. La recensione è molto curata e completa...forse anche troppo però...
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  7. SHOOTING STAR | il 17 agosto 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    bella recensione, ricca di informazioni che neanche io sapevo (!!!!). Il disco è veramente bello, della prima fase dei Tull, quella piu spontanea e aggressiva per certi versi.
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  8. NUMBER NINE | il 17 agosto 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Stand up!!!Aqualung,(senza nulla togliere alla sua grandezza) pecca un pò di narcisismo da parte di Anderson Benefit non lo ricordo..la bella rece mi suggerisce di riascoltarlo.
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  9. PIBROCH | il 17 agosto 2006 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    Non ho parole! Bravissimo!! La band è da leggenda, tutto qua.
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  10. PIBROCH | il 17 agosto 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Ah, piacque... cq! :D
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  11. VIVA Lì | il 20 agosto 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 3

    Recensione come sempre ottima, album un pò meno bello dei soliti, e forse, del primo periodo dei Jethro Tull, è il meno convincente. E comunque sì, definirlo buio e cupo non è un eresia, "Stand Up" (che continuo a considerare il loro capolavoro) non era così chiuso e introverso. Musiche come al solito di alto livello.
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  12. BARTLEBOOM | il 21 agosto 2006 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Gran bella recensione per un disco eccezionale.Complimenti.
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  13. HOBBIT | il 10 novembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    bah secondo me non è tutto questo capolavoro, rispetto a stand up e aqualung non c'è paragone..ma secondo me perde anche rispetto al blueseggiante "this was" e al proggettaro "thick as a brick"
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  14. HOBBIT | il 10 novembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    scusa ma perché non hai parlato di "teacher"? la consideravo la migliore (insieme a cry you a song e a time for everything)
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  15. THE GREEN MANALISHI | il 11 novembre 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Non ne ho parlato perchè ne parlo già nella mia rece di living in the past, e soprattutto perchè Teacher nella versione europea origniale non compare sull'album benefit. Per quello...
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  16. STE@ | il 27 marzo 2007 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Mai letta recenzione cosi bella.
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  17. COOLERMASTER | il 3 aprile 2008 in seconda serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    benefit viene considerato da molti il ero capolavoro dei Tull... non so... Peròsenz'altro è uno dei miei preferiti dopo aqualung
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  18. PI-AIROT | il 30 luglio 2008 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Bella recensione. Quest'album mi piace più di Aqualung (in particolare "Nothing to Say")
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  19. PIBROCH | il 6 aprile 2009 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    Dannatamente bello; di una bellezza malefica, che ti entra sottopelle e provoca brividi sottili ed inevitabili. Incredibile!
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  20. WOW, THE GREEN MANALISHI è divèrs_!!! THE GREEN MANALISHI | il 8 aprile 2009 in mattinata | Voto: | Voto al Disco: 5

    È un commento divèrs!

    se non fosse scritto qui non lo crederei...o comunque non lo avrei creduto fino a poco tempo fa, caro Pibrocchio
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