Neil Young: Prairie Wind

Recensione di: MAR1973 , (il 22 agosto 2006 nel tardo pomeriggio) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Neil Young Prairie Wind

Appena ascoltato questo disco, pensando che poco tempo prima Neil Young era stato colpito da aneurisma cerebrale e aveva perso il padre, ho provato una grande emozione.

L'album, il migliore degli anni 2000 di Young, trasmette un senso di pace e rilassatezza straordinari. Già dall'apertura, con la magistrale ballata acustica "The Painter" (dedicata alla figlia) si rientra in quello che è uno dei mondi più conosciuti dell'artista canadese. Il picco dell'album è raggiunto poi da "No Wonder" in un entusiasmante crescendo fino al memorabile ingresso del violino e dalla traccia n. ro 5, "It's a dream", un vero e proprio sogno (con quegli archi...) che si vorrebbe non finisca mai.

Notevolissima anche "He Was The King", ovviamente dedicata ad Elvis, canzone con venature rock, ma pur sempre rientrante nel country-rock che fa da sfondo a tutto il disco. "Prairie Wind" è probabilmente la canzone forse meno riuscita, nonostante dia il titolo all'intero album, cui avrebbe giovato un minutaggio minore, ma il ritornello ossessivo ripetuto dalle donne alla fine ti entra in testa e non ti lascia. Così come non ti lascia questo album strepitoso di un Neil Young tornato a livelli altissimi, ancora una volta dopo che è stato segnato dal dolore. Dolore da cui evidentemente trae sempre spunto per grandi lavori, basti pensare all'epico "Tonight's The Night".

"Prairie Wind" è un disco caldo, cullante, da sentire e risentire. Da soli o in compagnia, non importa. L'importante è farsi rapire da questo vento di prateria.

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Sommario

Neil Young: Prairie Wind;
Recensione di MAR1973 per DeBaser
, 8/22/2006 5:33:00 PM (●●●●●)

Anno: 2005

Generi:

Informazioni nel web:

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Artisti collegati: Neil Young «my my, hey hey»

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Voti e commenti

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L'opera è stata votata validamente 7 volte, ottenendo una media di 3.29

  1. POWERDRIFT | il 23 agosto 2006 verso mezzogiorno | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Bello bello bello
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  2. THE PUNISHER | il 23 agosto 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 3

    A me, sinceramente, mi è sembrato la solita brodaglia tiepida mascherata da "old ways" country folk ma che, in tutta onestà, nulla aggiunge e nulla toglie a quello che il nostro ha già detto nei vent'anni prima. Poi la storia del padre e della sua malattia la lascio ai gossippari e ai romantici in cerca di giustificazioni. Di un disco così se ne poteva a fare tranquillamente a meno: Gran Mestiere e Artigianato Soprafino e poco più...
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  3. ZARATHUSTRA | il 23 agosto 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Si indubbiamente è un bel disco, suonato con gran mestiere, dopotutto la classe non è acqua. Però non mi pare aggiunga molto alla parabola artistica di Neil Young, per quanto vi siano diversi pezzi degni di nota, e suonati magistralmente, fra tutti The Painter. Naturalmente da un artista sessantenne o quasi non è generoso aspettarsi di più.
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  4. ZARATHUSTRA | il 23 agosto 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    I voti
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  5. ZARATHUSTRA | il 23 agosto 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Cazzo The Punisher aveva già detto le stesse cose... sottoscrivo allora :-)
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  6. ROBY86 | il 23 agosto 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    Lo considero anch'io un buon album... è vero non aggiunge molto, però è di piacevole ascolto. Il suo voto il decimi, per me, sarebbe un 7. Recensione breve ma scorrevole: un netto passo avanti rispetto alla prima. - Prima di chiudere volevo chiedere una cosa che non c'entra molto con quest'album... Visto che si parla di Neil, vorrei sapere cosa ne pensate delle sue bizzarrie anni '80: io personalmente adoro "Re-Ac-Tor" ed ancor di più "Trans". Sono l'unico che la pensa così o qualcun altro concorda con me? Grazie. Saluti! :-)
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  7. ZARATHUSTRA | il 23 agosto 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Credo che negli anni ottanta abbia perso lo spunto e il furore creativo che lo avevano caratterizzato nei settanta; personalmente non amo nessuno dei dischi di questo periodo, in particolare Re-ac-tor mi pare troppo impetuoso e rumoroso, poco intimo, l'altro invece semplicemente poco ispirato. Poi sono gusti, del resto nemmeno il Neal del 70 è tra i miei artisti preferiti (Van Morrison gli è avanti anni luce tanto per fare un confronto...)
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  8. GEN. NORIEGA | il 24 agosto 2006 dopo mezzanotte | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    "Van Morrison avanti anni luce negli anni 70"...mò nun t'allarga!
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  9. ZARATHUSTRA | il 24 agosto 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    No, intendevo che mi piace molto di più...
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  10. THE PUNISHER | il 24 agosto 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Pensa che invece, per me il Van è anni luce fermo alle stesse cose...
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  11. ZARATHUSTRA | il 24 agosto 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    adesso forse si, ma un tempo.. Dai, non smontiamo pure Van Morrison! :-)
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  12. DELDAVID | il 22 agosto 2007 in seconda serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 2

    MAH, sara una mia impressione, l'ho ascoltato molto appena uscito e mi piaceva abbastanza, però a parte IT'S A DREAM che reputo una canzone molto emiozionante, non è un disco che mi incoraggia a riascoltarlo spesso...per intenderci, se dovessi scegliere una decina (beh facciamo una quindicina vista la mole di produzione) di dischi di neil da portarmi su un'isola deserta questo non ne farebbe parte....
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  13. ROMA | il 14 settembre 2007 in mattinata | Voto: | Voto al Disco: 3

    Questo disco non l'ho mai apprezzato come altri. Le canzone sembrano terribilmente muffose e mi sanno tanto di già sentito.
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