Già dalla copertina si può respirare la malinconia di questo secondo album dei Red House Painters.
Un disco lento e struggente, con la meravigliosa voce di Kozelek che dipinge paesaggi aridi e deserti. Un viaggio più che un album... nonchè un susseguirsi di emozioni incredibili. Quando lo ascoltai per la prima volta ero in macchina e mi aspettava un viaggio piuttosto lungo... erano più o meno le sette di pomeriggio di agosto quando imboccai l'autostrada e inserii il disco nel lettore... man mano che i brani si susseguivano il paesaggio intorno a me cambiava e miracolosamente mi ritrovai in America, lungo una di quelle strade dove ci sei solo tu con la tua cabriolet e il deserto, dove all'orizzonte la terra tocca il cielo e i tuoi pensieri si perdono in voli pindarici. Il sole tramontava e con il suo colore rosso acceso proiettava nel cielo e sulle poche nuvole vicine sfumature meravigliose.
Da GRACE CATHEDRAL PARK, passando dalle due versioni di MISTRESS e dalle struggenti TAKE ME OUT, ROLLERCOASTER (che secondo alcuni funge da titolo del disco, vista anche la copertina) e NEW JERSEY fino al capolavoro STRAWBERRY HILL il cd scorreva in tutto il suo malinconico splendore, raggiungendo in molte occasioni vette ispirative davvero ragguardevoli. Terminati i 75 minuti dell'albo in questione, mi ritrovai di nuovo immerso nel traffico autostradale... e mi accorsi con tristezza di trovarmi al raccordo di Mestre. Vabbè, pensai, tanto vale farlo ripartire e rituffarmi in quel sogno ad occhi aperti!!
Uscito nel 1993, questo a mio parere è il vero capolavoro della band di San Francisco e non l'esordio 'Down Colorful Hill', che nonostante sia un disco eccellente rimane un gradino sotto questo colosso degli anni '90. Grazie Mark per la tua emozionante e struggente voce.
IMMENSO.