Neil Young: Mirror Ball

Recensione di: Donjunio , (Monday, September 11, 2006) | Voto: ●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Neil Young Mirror Ball

“Mirror Ball” uscì nel 1995, e fu il disco che suggellò il ruolo di primo piano ripreso da Neil Young nell’arena musicale anni 90.

In quel periodo Young aveva infatti tenuto a battesimo la scena alternativa, sdoganando i Sonic Youth presso il grande pubblico e ispirando quel grunge che all’epoca era il fenomeno musicale dominante. L’epiteto di “Padrino del grunge” era stato sancito dall’influenza riconosciuta dalle più importanti band del periodo – dai Dinosaur Jr agli Afghan Whigs – nonché nella celebre citazione di un suo verso nel biglietto di addio di Kurt Cobain. Lo stesso Young contribuì a comporre uno dei più toccanti affreschi di quella stagione, col crepuscolare “Sleeps with Angels”, capolavoro che aggiornò i tetri lavori del Neil di metà anni 70 nella babilonica America dei primi anni 90. Non stupì quindi che per il passo successivo a quell’ impresa, appunto “Mirror Ball”, il loner dell’Ontario avesse cooptato i Pearl Jam come backing band. La band di Gossard e Vedder ha sempre avuto i lavori del Young elettrico nella propria bussola stilistica, mantenendo inoltre l’estetica younghiana impressa nel proprio immaginario. Ciò si evinse in particolare con la pubblicazione di “Vitalogy”, struggente requiem che stava al grunge come “Tonight’s the night” stava al movimento di Woodstock. Il risultato fu un lavoro felice e ispirato, certamente orientato nel cuore degli anni 70 (del resto il “ supergruppo” era una delle icone di quel decennio, e lo stesso Neil ne sa qualcosa), rileggendo gli archetipi guitar rock di opere paradigmatiche come “Zuma” e “Rust never sleeps” .

L’iniziale “Song X” denota subito quali saranno le coordinate sonore di questa ennesima avventura musicale: una coltre di feedback avvolge la struttura melodica tra riff poderosi e assoli incalzanti. Le successive “Act of love”, “I’m the ocean” e “Truth be known” sono grunge songs a tutti gli effetti, con quell’inconfondibile marchio di fabbrica di un suono di chitarra pastoso e distorto. Niente di nuovo sotto il sole, ma certamente grandi pezzi rock. Menzione speciale per “I’ m the ocean”, il cui turbinoso incedere ricorda certe cose del “Versus” della band di Seattle, in particolare grazie alle pulsanti linee di basso di Jeff Ament. Anche a livello lirico tale episodio definisce uno degli estremi del lavoro, dipingendo un’epopea americana oscura ed eroica alla “Powderfinger”, con versi emblematici come “Homeless heroes walk the streets of their hometown /Rows of zeros on a field that's turning brown/ They play baseball They play football under lights They play card games / And we watch them every night” oppure “I'm not present, I'm a drug that makes you dream / I'm an aerostar I'm a cutlass supreme In the wrong lane /Trying to turn against the flow I'm the ocean /I'm the giant undertow “ . Decisamente più leggeri sono invece i classici numeri rock and roll di “Downtown” e “Peace and love” , pregni di riferimenti all’età d’oro del rock e all’era hippie, oppure la conclusiva “Fallen angel”, ballata per organo e voce che esalta il celeberrimo falsetto di Neil. Il meglio dell’opera arriva però alla fine, con “Throw your hatred down” , una “Rockin’ in the free world” nuova di zecca, attacco al curaro di Neil alla legislazione americana sulla vendita di armi e la lunga, dilatata “Scenery”, che rinnova il canovaccio di “Cortez the killer” in una torbida cavalcata, il cui testo evoca fantasmi cobainiani di morte e celebrità. “People my age / They don’ t do the things I do” sospira Neil in “I’m the ocean”, e “Mirror Ball” fu dunque la conferma di come Young avesse sempre una marcia in più. Ciò che mancò alla joint venture Neil Young-Pearl Jam fu forse la capacità di andare oltre gli stilemi del classico guitar rock younghiano, il coraggio di osare che aveva fatto di “Ragged glory”, di “Weld” e poi del successivo “Dead Man” vere e proprie pietre miliari della discografia matura del Canadese. “Mirror Ball” è un “sussidiario illustrato” dei miti di una Icona rock per le giovani generazioni cresciute a pane, Nirvana e camicie di flanella. Nonostante sia esattamente come ci si aspetta che suoni, i trucchi usati dal vecchio prestigiatore dell’Ontario ammaliano anche stavolta.

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Sommario

Neil Young: Mirror Ball;
Recensione di Donjunio per DeBaser
, 9/11/2006 10:42:43 PM (●●●●)

Anno: 1995

Generi:

Informazioni nel web: sito italiano neil young

Album collegati: Mirror Ball

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Voti e commenti

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Ha ricevuto 13 voti validi, totalizzando una media di 4.69
L'opera è stata votata validamente 14 volte, ottenendo una media di 4.21

  1. TABBA IN D-SHIRT | Data: 12/9/2006 16:4 | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    yep, altro trascinante disco, magari come originalità non è il massimo, ma si sa dai pearl jam e da young noi vogliamo nostalgia, grunge and roll e camnicie di flanella, basta e avanza, song X e cmq grande
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  2. IO SONO INTERISTA | Data: 12/9/2006 16:38 | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Grandissimo disco!
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  3. LEWIS TOLLANI | Data: 12/9/2006 16:47 | Voto: 5 | Voto al Disco:

    le tue recensioni sono le pagine di un libro su young... (perchè non ti cimenti...?)... purtroppo questo lavoro non lo digerisco, per colpa delle corde di Ament e Gossard, che dopo ten mi hanno regalato veramente pochissime emozioni.
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  4. KILLGOD | Data: 12/9/2006 17:21 | Voto: | Voto al Disco: 5

    grande hai fatto una recensione di un ottimo disco ritieniti fortunato che non hai toppato altrimenti te ne dicevo a milioni di smerdate, invece smerdo solo questo sito che non offre niente di nuovo se non una rivisitazione generale della musica scadente sottoacculturata e sopratutto in maniera del tutto mediocre in due parole debaseriani sparatevi
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  5. FESTWCA | Data: 12/9/2006 17:21 | Voto: | Voto al Disco: 4

    Gran disco di rock'n'roll senza troppe pretese. I'm the Ocean mette i brividi.
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  6. CONDORBARS | Data: 12/9/2006 17:26 | Voto: 5 | Voto al Disco: 3

    yeah! bella recensione, come sempre molto accurata e attenta nell'analisi di Neil. Francamente credo che il disco sia un po' deludente rispetto alle attese. I pearl jam non hanno certo il tocco e la classe dei crazy Horse: soltanto molti muscoli, e il sound di "mirrorball" è certamente molto muscolare, perfetto per quel periodo storico. MA come ha scritto il recensore, i dischi fatti coi Crazy Horse nello stesso decennio erano ben altra cosa. Poi è sempre Young che le canta, e ci sono gioiellini come "throw your hatred down" o "I'm the ocean". Tre stellette credo sia la giusta valutazione rispetto ai classici da te citati però. saluti
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  7. QZERTY | Data: 12/9/2006 18:29 | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Ricordo benissimo quando uscì, vedevo sempre il video di mirrorball sulle frequenze della neonata Mtv italia. Forse è stato anche il primo digipak che ho comprato... bel ripescaggio...
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  8. LEMURO | Data: 12/9/2006 18:36 | Voto: | Voto al Disco:

    una rece di sinistra.........in homepage, naturalmente..........album bellissimo.
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  9. CONDORBARS | Data: 12/9/2006 19:21 | Voto: | Voto al Disco:

    si lemuro, non si capisce perché non l'abbiano messa a sinistra..recensione ricca, intrigante e culturalmente motivata..boh
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  10. SADEYEDPOCAHONTAS | Data: 12/9/2006 20:54 | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Per me un disco da 5 pieno,certamente non innovativo - ma i pearl jam si sa sonoabbastanza conservatori - ma caldo, eccitante e piacevole come pochi nel catalogo recente di Neil. Meno claustrofobico e ossessivo di "sleeps with angels", ma ugualmente affascinante. forse l'ultimo grande disco di Neil.
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  11. ZIGGHIO | Data: 12/9/2006 21:49 | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    si anche per me è l'ultimo di Neil che possiede ancora una certa virilità (escludento la soundtrack di dead man si intende), dopo quel capolavoro introspettivo di sleeps with angels come spesso gli è capitato in carriera aveva deciso di rialzare il gain degli ampli, l'uno due iniziale (song x e act of love) vale il prezzo del cd, Donjunio a questo punto aspettiamo una biografia del loner in libreria.
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  12. DONJUNIO | Data: 12/9/2006 22:7 | Voto: | Voto al Disco:

    @ lewis e zigghio: se mi pagano il viaggio in california, e mi fanno intervistare neil, la scrivo pure gratis....
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  13. POLKSTREET | Data: 13/9/2006 12:1 | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    In effetti Young da "freedom" a " mirrorball" non aveva sbagliato un colpo, ma non mi dispiacciono neanche certe sue cose recenti, tipo "greendale". Recensione zzeccata, "throw your hatred down" è un pugno nello stomaco.
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  14. TEPES | Data: 13/9/2006 18:57 | Voto: | Voto al Disco:

    non mi piace...dopo Zuma Neil Young mi è scaduto
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  15. JEREMY | Data: 13/9/2006 20:2 | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    bello bello bello.la semplicità del rock
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  16. EN-RIC-O | Data: 15/9/2006 18:47 | Voto: | Voto al Disco:

    Dopo Zuma è scaduto???
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  17. TEGUCIGALPA | Data: 16/9/2006 0:0 | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    macché scaduto, dopo zuma fece altri due capolavori come "american stars and bars" e sopratutto "rust never sleeps"...senza contare la rinascita nel periodo grunge. Questo è forse l'ultimo dei grandi dischi fatti, da allora un po' ha messo il pilota automatico. "Scenery" è da brividi.
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  18. SURFERJOESHOT | Data: 28/10/2006 19:5 | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    fore l'ultimo capolavoro
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  19. ROMA | Data: 14/9/2007 11:15 | Voto: 4 | Voto al Disco: 2

    Troppo 4 stelle. Meglio 3. Recensione valida comunque.
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  20. RIKARDO | Data: 18/4/2008 23:37 | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    per chi ha il cd originale: potrebbe dirmi una cosa? il volume delle traccie 3 e 4 (im the ocean e big green country) non sembra piu basso rispetto ad altri pezzi come per fare un esempio scenery e downtown? grazie se me lo dite
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