Serge Gainsbourg: Couleur Café

Recensione di: morningstar , (il 18 settembre 2006 nel tardo pomeriggio) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Serge Gainsbourg Couleur Café

La Mercury nel 1996 ha sfoderato ben tre raccolte di canzoni di Gainsbourg risalenti agli anni '60. Tutte e tre sono secondo me estremamente ben realizzate per la scelta dei pezzi, se proprio si vuole essere pignoli mancano dei capolavori come "La chanson di Prevert" e "Le poinçonneur de lilas", comunque Gainsbourg è un autore che di canzoni ne ha scritte veramente tante e di buona qualità, e non si può pretendere di sintetizzarlo facilmente nelle sue varie sfaccettature.
Questa qua, "Couleur cafè", prende in esame l'aspetto più prettamente latino-percussionistico della sua vulcanica produzione. In particolare contiene quasi l'integrale dell'album "Gainsbourg percussions", probabilmente uno dei migliori del primo periodo e di reperibilità un po' difficile fuori Francia. Mix di cha-cha e mambo e di testi di una qualità straordinaria.
Mi viene in mente un paragone un po' fuori luogo con Vinicio Capossela, comunque se vi piacciono le sue morne, rembetike, mambi e cha-cha penso che avete il tipo di gusti giusti per gustarvi questa raccolta.

Ritmi e parole letteralmente danzano insieme, assonanze rime e tempi in levare, prendete per esempio queste (mi scuso coi puristi e i francesi sciovinisti che non metto gli accenti che son troppo pigro):

"Je t'aime ma belle Aphrodite,
A l'ame noir antharacite,
Mais plus t'aime t'aimerai,
Plus me mine minerai"
da "L'anthracite". Il minerale di natura in sè per sè amorfo diventa un canovaccio di improvvisazione verbale, ricorrendo circa dieci volte nella canzone con significati diversi.

In "Ces petits riens":
"Mieux vaut pleurer de rien
Que de rire de tout
Pleurer pour un rien
c'est deja beaucoup
mais vous n'avez rien
dans le coeur et j'avoue
je vous envie
je vous en veux beaucoup".
Monumento alle capacità sonore della lingua francese, in italiano non si potrebbe concepire niente di simile.

Oppure prendete "Tatouè Jeremie", storia di un tapino che si fa tatuare sul braccio e sul cuore (e pure più in basso, dove non batte il sole) il nome dell'amata e che poi si ritrova con la pesante eredità ad amore finito.
Ma pure se ve ne fregate dei testi in realtà la musica basta ed avanza. Ci sono pure un paio di pezzi strumentali realizzati per colonne sonore di film.

Erotico, ironico, cinico, disperato, ricerca scanzonata dell'assoluto come il fumo di una sigaretta che sale in cielo. 

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Sommario

Serge Gainsbourg: Couleur Café;
Recensione di morningstar per DeBaser
, 9/18/2006 6:22:00 PM (●●●●●)

Anno: 1996

Generi: , ,

Informazioni nel web: gainsbourg.org

Artisti collegati: Serge Gainsbourg «Genio del Novecento. Altro?»

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Voti e commenti

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L'opera è stata votata validamente 8 volte, ottenendo una media di 4.75

  1. LEWIS TOLLANI | il 19 settembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    fUMO COME UN TURCO... E SOTTOSCRIVO. BRAVO MORNING
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  2. ODRADEK | il 19 settembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    Bella bella quella raccolta, questo dei tre è forse quel che mi piace di meno, ma è sempre un bel sentire. Come già detto altrove è naturale che per l'autore di canzoni più prolifico del novecento qualche pezzo non proprio perfetto ci scappi. E poi effettivamente la scarsa conoscenza del francese è handicap non da poco, per l'ascolto. - Sempre delicate e azzeccate le pagine di Morningstar.
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  3. MAURI | il 19 settembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Io anche ho una raccolta,ma di quelle molto poco originali,quelle che si trovano nei cestoni dell'autogrill o dai benzinai vari.Le versioni però quelle sì sono originali.Nonostante non mi piacciono i francesi ed il francese lo ascolto(a dir la verità quando spolvero)e non mi dispiace,proprio per la particolarità e solarità della musica,che non mi dispiace.Bella rece e quoto il commento di odradek,riguardo le tue pagine. Cià....
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  4. EXTRO91 | il 19 settembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    La rece è bellissima, mi kiedo xke nn sia fra quelle consigliate
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  5. KOSMOGABRI | il 19 settembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    francesi sciovinisti? :D
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  6. FOSCA | il 19 settembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Mi associo al commento di odradek, e aggiungo che delle tre raccolte per me questa sta al secondo posto (al primo Du Jazz..). Io il francese non lo parlo purtroppo e lo capisco quanto basta, e sono conscia per questo di quanto il mio ascolto sia menomato perchè i suoi testi sono famosi per inventiva ed originalità. Adoro Gainsbourg, letteralmente. Bravo morning..
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  7. LELLO | il 19 settembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Tutto molto gradevole.
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  8. HAL | il 21 settembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    A volte non amo le raccolte però c'è da dire che è meglio una bella raccolta originale come questa/e per omaggiare Gainsbourg di altre operazioni. Ho sentito infatti un disco intitolato "Monsieur Gainsbourg revisited", una raccolta con gente come Franz Ferdinand Cat Power ecc ecc sulla carta interessante ma alla lunga debole, forse inutile. Meglio allora le canzoni originali oppure se sulle cover ci si vuol buttare meglio i vecchi omaggi di Mick Harvey (intoxicated man e pink elephants) bye bye
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  9. MORNINGSTAR | il 21 settembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie a tutti per i commenti, veramente troppo gentili, sono contento di non essere l'unico italiano che ascolta questa musica. "Monsieur Gainsbourg revisited" l'ho ascoltato poco, ma in effetti non sembra malaccio, anzitutto tradurre Gainsbourg in inglese non è impresa da poco. In particolare sono interessanti la versione di Michael Stipe dell' "Hotel Particulier", "I just came to tell you that I'm going" di Jarvis Cocker dei Pulp e "Those little things" di Carla Bruni, che e' proprio la "Ces petits riens" che citavo nella recensione. Certo naturalmente gli originali sono ben altre cose. Comunque la traduzione di canzoni e' un'operazione parecchio difficile, ben lontana dalla traduzione letterale.
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  10. FOSCA | il 21 settembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ciao Hal, ogni tanto ci si rivede... Questa manovra della Polygram fu davvero pregevolissima, innanzitutto perchè i tre cd uscirono in un periodo in cui reperire materiale del Nostro era un'impresa quasi impossibile, inoltre il materiale raccolto è davvero rappresentativo e molto buono. Insomma, tre raccolte ricche e ben fatte. Il "Revisired" è curioso ma nulla di più, non aggiunge nulla, molto meglio allora la raccolta dei '90 Jewish Culture con l'apporto dei singoli gruppi agli arrangiamenti assolutamente innovativi e diversi dal solito. Il lavoro di Harvey poi è altra cosa ancora essendo il tentativo di "inglesizzare" canzoni che nella loro lingua d'origine avevano una forza incredibile senza troppo snaturarne i contenuti e il senso.. A me piacciono molto in effetti. I"revisited" sono una manovra commerciale e nulla più. Ma non mi faccio più fregare... Un bacio
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  11. HAL | il 21 settembre 2006 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    Ciao Fosca, già ogni tanto ci si incrocia :) del lavoro di Harvey mi piaceva il fatto che si tratta di un progetto musicale che secondo me alla fine riesce abbastanza (almeno per quel che riguarda intoxicated man), invece Monsieur Gainsbourg revisited mi ha lasciato l'idea di un collage insicuro fragile, lo ascolti un paio di volte e poi via nel mucchio a raccogliere acari. Per me almeno, ma del resto non ha per niente torto morningstar nel sottolineare le difficoltà di queste operazioni, ciao :)
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  12. WANDERER | il 23 settembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Che classe!
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  13. PANAPP | il 10 agosto 2008 dopo mezzanotte | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Gainsbourg è chiaramente una figura fondamentale della musica del '900, peraltro purtroppo ignorata da troppe persone. I suoi arrangiamenti col basso elettronico, giusto per dire una delle tante cose che ha portato alla musica, sono assolutamente imprescindibili per la musica contemporanea. Questa raccolta ha sonorità meravigliose che Gainsbourg raccoglieva da un po' tutto il mondo, e poi "latinizzava": basta ascoltare la breve e stupenda "Érotico-tico" per capire che è un brano meltin' pot di mille culture in salsa brasilera. Un genio, insomma.
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