Nel 1999 si affacciano sulla scena musicale tre giovanotti bergamaschi, all'anagrafe Alberto (chitarra e voce), Roberta (basso) e Luca (batteria).
Dal preciso istante in cui viene pubblicato questo album d'esordio si capisce che la musica italiana vuole cambiare e che non è rappresentata solo da squallide canzoncine d'amore, ma anche da un sound un po' piú pesante, a tratti grunge, a tratti psichedelico, a tratti semplicemente rock'n'roll...
Si parte a mille con "Ovunque" e "Valvonauta" (il loro primo singolo), caratterizzate da un sound molto grezzo tra Nirvana e Motorpsycho (loro stessi hanno detto piú volte di ispirarsi a questi ultimi), per arrivare a brani di altrettanto ottima fattura e coinvolgenti come "Dentro Sharon", "Viba", "Ultranoia" (con liriche chiaramente riferite alla droga). Presenti anche due ballate, "Vera" ed "Eyeliner", capaci di colpire al primissimo ascolto per la loro bellezza e originalità, come tutto il cd del resto...
Nel mezzo dell'abum anche un gradevolissimo intermezzo strumentale da 4 minuti ("Caramelpop") che sta a dimostrare tutto il talento del trio lombardo.
Finalmente è giunto qualcuno che, come Afterhours e Marlene Kuntz (ma con caratteristiche differenti) ha il coraggio di innovare un tipo di musica (quella italiana) ormai immersa solo nelle canzoni d'amore sdolcinate e scontate...
Attualmente possono essere considerati tranquillamente tra i migliori gruppi italiani in circolazione ...e vi assicuro che non sono una meteora, visto il seguito che hanno dato nel 2001 a questo stupefacente debutto.
Il suono grunge è udibile, visibile, palpabile e scorre come sangue in tutte le vene del disco.
"Dentro Sharon", la canzone simbolo dei Verdena, quella più attesa nei live, quasi come "Dentro Marilyn" a un concerto degli Afterhours.
A parte che non ho capito n cazzo de quello che diceva, qualche canzone me pura piaciuta.
Con sti Verdena qualche settimana ce l’ho passata però volevi mette co 'Rock in Rio' ce passavo i mesi!
I Verdena di questo primo album ... lasciando intravedere il segno di una profonda impronta stilistica.
Il rock ... si ripiega tanto più su se stesso nella contemplazione e sublimazione dell’ideale dell’adolescenza.
Il live comincia a entrare nel vivo quando è il turno della splendida "Starless", sempre attuale con il suo riff in 5/4 e la sua psichedelia nella parte centrale.
Dal vivo i tre (quattro, data l'aggiunta di un nuovo turnista per questo tour) non deludono mai grazie alla loro energia e all'impatto sonoro dei loro pezzi: provare per credere!