Fates Warning: Awaken The Guardian

Recensione di: fippo , (il 19 ottobre 2006 dopo mezzanotte) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Fates Warning Awaken The Guardian

Il gruppo che mi accingo a recensire è probabilmente uno dei più sfortunati che esista perchè non si merita assolutamente la ridotta notorietà di cui gode; pochi altri gruppi metal hanno saputo e hanno avuto il coraggio di cambiare direzione musicale ad ogni album come loro hanno fatto, e di sfornare sempre dischi dall'ottima qualità.

Questo è datato 1986 (è il terzo) ed è un vero capolavoro progressive metal. Il chitarrista Victor Arduini all'epoca era appena uscito dal gruppo ed era stato rimpiazzato prontamente dal grande virtuoso (purtroppo non troppo conosciuto) Frank "X" Aresti che era un perfetto binomio con la grande mente compositrice del chitarrista fondatore Jim Matheos e anche se in questo disco non è Frank l'elemento dominante è comunque un rimpiazzo azzeccato. Invece il cantante John Arch è semplicemente perfetto e le sue melodie vocali sono qualcosa di stupefacente e quasi magico come i temi delle canzoni del disco, in quest'album è finalmente solo lui stesso e non ci ricorda più Dickinson (così come i Fates si staccano definitivamente dal suono Maiden) ed è lui la vera forza trainante di "Awaken The Guardian", che strumentalmente parlando comunque è perfetto.

La opening track è "The Sorceress", che inizia con un arpeggio straziante proprio come ci aveva già abituato Matheos su "Epitaph" (contenuta nell'album precedente "the Spectre Within"), che lascia posto a un pesante riff dal ritmo incalzante; ed ecco arrivare la voce di Arch che spiazza l'ascoltatore per forza e precisione d'intonazione. In più a metà pezzo arriva la parte che da sola può dare un bel dieci e lode al cantante, perchè a una melodia simil araba in un pezzo metal veramente nessuno ci avrebbe creduto, figo poi l'assolo armonizzato dei due guitar heroes. Poi arriva "Valley Of The Dolls" che è una perfetta prova di quanto heavy metal siano i Warning, anche qua (come d'altronde in tutti i pezzi del disco) ci sono repentini cambi di ritmo e di tempo e una superba prova della voce. Traccia n°3: "Fata Morgana", cioè bellezza pura. Ciò che la differenzia dai precedenti due pezzi è che il ritornello è un vero inno che entra subito in testa e non ti lascia più, e in generale è più orecchiabile.

Oh... "Guardian". Il pezzo più calmo dell'album ma anche il più "vero", nel senso che non comprende complicate parti artificiose (in senso positivo ovviamente, il progressive dopotutto è questo), ma lascia spazio maggiormente alla pura e semplice melodia che è un marchio di fabbrica del malinconico Matheos. Dopo queste traccie più orecchiabili arriva "Prelude To Ruin" che è il pezzo a mio parere più tecnico dell'album, ma è forse anche quello che più rispecchia con le sue soluzioni armoniche la gravità del testo. Mmm... "Giant's Lore (Heart Of Winter)" è una buona canzone ma non raggiunge la completezza musicale delle altre, comunque mette in risalto le doti compositrici di Aresti che è l'autore di questa. La penultima traccia si chiama "Time Long Past" ed è il regalo commovente che ci dona Jim, è un pezzo totalmente strumentale che possiede una melodia davvero struggente ma bellissima. Ed eccoci arrivati ad "Exodus", che è la sintesi dell'album perchè racchiude le soluzioni più interessanti delle precedenti canzoni ed è purtroppo anche l'ultima cantata da John che lascierà posto per l'altrettanto stupendo vocalist Ray Alder. Ad ogni album i Fates Warning hanno cambiato rotta musicale e sinceramente questa tappa è stata fondamentale.

Unico neo, (che però non varia assolutamente il numero di stelline!!!) è la qualità di registrazione che penalizza la definizione del suono delle chitarre in primis delle quali a volte è veramente arduo capire in quale tonalità siano, ma anche della batteria di Steve Zimmerman e del basso di Joe DiBiase.

Comunque pazienza, il disco resta un tassello fondamentale nella storia del progressive metal (e non solo).

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Sommario

Fates Warning: Awaken The Guardian;
Recensione di fippo per DeBaser
, 10/19/2006 12:19:00 AM (●●●●●)

Anno: 1986

Generi:

Informazioni nel web:

Album collegati: Awaken the Guardian, Awaken the Guardian (bonus disc)

Artisti collegati: Fates Warning (non è DeFinit_)

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Voti e commenti

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  1. BARTLEBOOM | il 19 ottobre 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Sono abbastanza incazzato perchè la volevo fare io e l'influenza me l'ha impedito. Comunque buona rece, anche se odio il track by track. A proposito:..beh.. proprio progressive direi di no.. (però c'è pure chi definisce Trascendence come progressive..anzi!..ho deciso di rifarmi recensendo proprio Trascendence!!non fottermi pure quella, ne?!?:)!) forse più power anni '80.. ma alla fine chi se ne fotte?!..il disco è superbabà!!!Bravo.Bravissimi.C iao.
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  2. SAPUTELLO | il 19 ottobre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 2

    Mah... non sono gli album degli anni '80 a piacermi dei fates warning, perchè li trovo piatti come suono e con linee vocali abbastanza banali. Ray Alder, Mark Zonder (!!!) e Kevin Moore aiuteranno Jim Matheos a sfornare album decisamente migliori.
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  3. SAPUTELLO | il 19 ottobre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Da perfect simmetry iniziano a piacermi
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  4. OCRAM | il 19 ottobre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 4

    credo che la svolta prog dei fates parta dal successivo No Exit (se non sbaglio il titolo) l'album dalla copertina più brutta della storia, e dalla sua siute finale... quest'album lo accosto maggiormente a un buon metal di stampo maideniano ma comunque molto buono... diciamo 3,5 arrotondato và...
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  5. | il 27 febbraio 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Recensione perfetta e che rende giustizia a uno dei dischi più sottovalutati della storia. Il disco poi, è uno dei capolavori dei Fates Warning, uno dei pochi gruppi ad aver applicato correttamente alla loro musica il significato della parola Progressive Metal.
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