Talvolta vi sono album dimenticati. Si tratta, però, di capolavori. Come questo ('97).
Bastano un basso sfasciato, due voci stonate, una chitarra usata come un giocattolo ed i poveri resti di una batteria. A questo aggiungere testi minimalisti ed infantili, ripetitivi, ingenui e spontanei. Sembrano sciocchi, ma ci dicono che il vero spirito dell'artista è nel recupero della dimensione infantile della creatività (cfr. anche "Giro Giro Tondo", Area, "Maledetti" '76). La massima creatività si raggiunge e consuma in due, massimo tre minuti. Il resto è superfluo (cfr. "Blitzkrieg Bop", Ramones, "Ramones", '76). Punto.
P.S. : molti si chiederanno, non a torto, perché una recensione di tal fatta. Cerca di rispecchiare lo spirito dei Wolfango, essenziali ed espressivi, ed è, pertanto, un omaggio alla loro Arte. Il miglior gruppo italiano di tutti i tempi. Un orgoglio per la nostra scena musicale, fidatevi.