Paradise Lost: Draconian Times

Recensione di: OzzyRotten , (il 19 novembre 2006 verso mezzogiorno) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Paradise Lost Draconian Times

Quanti che abbiano amato alla follia, e amino ancora questo album, saprebbero desciverne le migliaia di sensazioni ed elucubrazioni positive e negative, in sole due parole?
Nessuno, credo. Ed a ragione.

Stiamo parlando di un lavoro che per tanti, tantissimi, ha rappresentato la summa e il capitolo più alto della carriera della band di Halifax, e, seppur uscito all'epoca per un mercato che ancora non era di massa, ma bensì di "nicchia", riscosse un sì tale successo da proiettare, inevitabilmente, i Paradise Lost nell'Olimpo delle stelle affermate ed inarrivabili del genere "Gothic".

E gotica è tutta quanta l'atmosfera che permea questo album: dalla prima nota di pianoforte di "Enchantment", sino all'ultimo accordo di chitarra di "Jaded".

Grandi e piccoli sconquassamenti dell'anima accompagnano i passi lenti e veloci, furiosi e disperati, tragici e decadenti, delle dodici canzoni di questo lavoro. Niente più che ritratti enormemente crudeli di esistenze vacue, senza senso, senza percorso preciso, con tutte le conseguenze che ne occorrono e tutte le tediose constatazioni che ne vengono generate.
Ogni passo è una coltellata atroce al fianco della persona umana, quì considerata come una bellezza sfatta e decadente, sommessa e piangente, assassinata della propria giovinezza, persa nei ricordi belli, e per questo più dolorosi, dell'esistenza che fu.

"Enchantment" è il preludio esatto e preciso di quanto "Draconian Times" rappresenta: l'evanescente e dimenticata dolcezza che si muove nell'immediato e presente mondo di soprusi, prevaricazioni e violenze. Nel suo incedere maestrale e a tratti quasi epico, s'allarga poi in visioni di tono aspro e vibrante, e Nick Holmes a ripetere ossessivamente: "All I need is a simple reminder...".
Mentre il mondo d'abisso dei Paradise Lost si materializza, chiudendo gli occhi, assorbendo le energie negative e grottesche dei primi gemiti sotterranei dell'opera, ci si ritrova ad essere innalzati in alto, verso cime grette e irragiungibili con "Hallowed Land", che dimostra più di ogni altra cosa, quanto siano dotati di talento i componenti di questa band, partendo dalla voce aggressiva di Holmes, per arrivare al drumming incessante e variegato, alle chitarre raschiate e striscianti, seppur estremamente potenti, agli assoli sospesi di un pianoforte che sembra andare e venire nelle folate di vento freddo ed intangibile dei testi.

E' un continuo districarsi in sulfuree ed ancestrali paure questo album. Mai un momento in cui si possa, con sincerità constatare uno spiraglio di sollievo o di luce: niente. "The Last Time", che all'epoca fu dato come primo singolo, è forse il brano più pompato e potente del cd. Cadenzato e con una linea di basso che si sente chiaramente, voglia quasi pestare sulle corde, acquisisce quella che si chiama "consapevolezza"; quella, non illudetevi, della miseria umana e della sua impotenza, e, con rabbioso piglio, i Paradise Lost ci fanno capire che non c'è altra via da seguire, non c'è altro scopo da sottendere, che non sia quello di vivere dolendosi delle proprie pene e della propria idiozia.

I tratti, i profili, poi, di tutto questo marasma di pessimismo oggettivo, vengono bene esplicati ed eccezionalmente dati nel brano cardine di "Draconian Times": "Forever Failure" (che tante polemiche suscitò, viste le sovra-incisioni, all'inizio, al centro, e alla fine, di una frase dell'assassino seriale Charles Manson, mandante tra gli altri, la sera del 7 agosto 1969, dell'omicidio efferato e abominevole di Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski, all'epoca incinta di otto mesi, e di tre suoi ospiti nella villa dell'attrice a Cielo Drive, Los Angels) è il brano più caustico e disperato che i Lost in quel frangente abbiano mai composto; in esso, non c'è, come al solito, nulla che rimandi alla "normalità", ma bensì una pioggia acida intrisa del sapore delle cose morte o morenti, quasi volesse essere una impossibile catarsi verso lidi lontani e non immaginabili di sensi compiuti e non più di restrizioni di qualsiasi foggia.
La bellezza del brano, che da solo potrebbe rappresentare in un esempio il "Gothic" come genere, è talmente grande e svilente che ci si sente a disagio nel volerlo descrivere, e solo chi lo ascolterà, o lo ha già ascoltato, potrà descriverne le immani pene che riesce a comunicare.

Se esagero, non me ne vogliate, parlo certamente in maniera faziosa, ma null'altro mi viene da dire riguardo a quanto possa essere immenso e drammatico questo album che per me, ha segnato l'inizio di un periodo tra i più travagliati della mia vita, che mi ha dato la volontà, se non la voglia, di riuscire ad essere quanto sono stato, e sono, in questo momento. A suggello di quanto io possa essere legato ai Paradise Lost e a questo disco in particolare, qualche anno fa mi tatuai la famosa corona di spine con il logo della band al centro sul braccio, segno che, qualcosa, nelle scalfitture e negli anditi nascosti e marcescibili dei Lost, è stato tale e quale anche per me, ed i legami contano eccome. Continuando, si potrebbero fare rilievi e lanciare sonde in decine e decine di aspetti variegati per i successivi brani. Non lo farò perché non voglio annoiare nessuno.

Vorrei solo che, chi, anche con occhio distratto leggesse queste righe, riuscendone a capirne il senso, voglia ascoltare questo capolavoro e farlo suo, solo perché, lo si capisce bene, esso lancia segnali negativi e plumbei, seppur effettati e modernisti, per ravvivare le coscienze di tutti, e per far comprendere che i meandri della vita non sono mai, o quasi, rose e fiori, ma piuttosto spine e catene, e nessuno può dimostrare il contrario.

Se i brani che ho citato non vi sembreranno all'altezza di quanto ho scritto, allora, continuate con "Shades of God", con "I See Your Face", con "Jaded"; non farà differenza: sarà sempre la voce di un abisso vicino eppur profondo che vi avvolgerà, solo che, anziché dalle braccia o dalle gambe, vi prenderà alla testa e al cuore, e voi non avrete scampo.

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Sommario

Paradise Lost: Draconian Times;
Recensione di OzzyRotten per DeBaser
, 11/19/2006 12:26:00 PM (●●●●●)

Anno: 1995

Generi:

Informazioni nel web: Sito Ufficiale

Album collegati: Draconian Times, Draconian Times (bonus disc)

Artisti collegati: Paradise Lost «Epici e maestosi.»

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Voti e commenti

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Ha ricevuto 16 voti validi, totalizzando una media di 4.38
L'opera è stata votata validamente 15 volte, ottenendo una media di 4.67

  1. FIDIA | il 20 novembre 2006 all'alba | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Quando vidi il clip di Forever Failure ed ascoltai la canzone, in effetti, fu come una folgorazione. Rimasi un po' deluso però quando constatai che sulla cassetta acquistata la song in questione non aveva il suono delle tastiere che, invece, stava nella canzone trasmessa nel clip. L'album, insieme ad Icon, credo sia il punto massimo della loro discografia. La recensione è buona ma, personalmente, avrei evitato di parlare dettagliatamente di Manson (un po' di cattivo gusto), così come avrei omesso la storia del tatuaggio. Saluti.
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  2. FIDIA | il 20 novembre 2006 all'alba | Voto: | Voto al Disco:

    Il cantato di Nick, però, mi ricorda tantissimo quello di Hetfield.
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  3. CORE-A-CORE | il 20 novembre 2006 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Paro paro come Fidia. Comunque bravo.
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  4. SENMAYAN | il 20 novembre 2006 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    si il cantato di holmes si può dire che qui è identico a quello di Hetfield. Anch'io ho ascoltato quest'album in un periodo un pò tetro, anche per questo ne ho potuto apprezzare di più l'atmosfera triste e malinconica di cui è impregnato. E' un capolavoro, con canzoni che proprio per il loro contenuto emozionale, ogni volta che le ascolti è un colpo al cuore!
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  5. PATAWEB | il 20 novembre 2006 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    E'un gran disco, decadente al punto giusto. Dopo anni che non lo ascoltavo l'ho dovuto rimettere su quando mi hanno fatto sentire un pezzo dei Lacuna Coil (non so quale e non mi interessa)...cazzo è uguale all'ultima canzone di questo album. Musica nuova di merda, flippano il cervello ai ragazzini di quindici anni facendo pensare che è roba loro.
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  6. LUX | il 20 novembre 2006 in mattinata | Voto: 3 | Voto al Disco: 2

    S O P R A V V A L U T A T I
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  7. FIDIA | il 20 novembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Non sono affatto d'accordo. Hanno avuto il successo e la considerazione che si meritano. Niente di più, niente di meno. Smettiamola di credere sempre alle baggianate di Scaruffi. Gli ultimi non saranno un granchè ma i primi sono fondamentali sia per il gothic (senza i quali il genere, forse, non sarebbe nato) che per il doom.
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  8. SENMAYAN | il 20 novembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco: 5

    un commento un pò qualunquista lux. Era meglio che aggiungevi secondo me. Che piacciano o meno sono stati importanti per un genere. Quoto ciò che ha detto fidia
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  9. NEKRO | il 20 novembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Forse l'apice della loro produzione (insieme ad Icon). E' vero che la timbrica di Holmes assomiglia a quella di Hetfield, ma reputo Holmes molto, ma molto più espressivo. I Paradise Lost hanno sempre avuto un solo difetto: li ho visti due volte dal vivo e mi hanno deluso entrambe le volte. E' pur vero che il tipo di musica che suonano è difficile da riproporre dal vivo (non ovviamente dal punto di vista strumentale), ma gruppi affini come Anathema o My Dying bride dal vivo sono molto più ficcanti, incisivi ed emozionali.
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  10. BARTLEBOOM | il 20 novembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Sottoscrivo chi mi ha preceduto (in particolare Fidia): non direi proprio che i Lost siano stati sopravvalutati, anzi!@Nekro:..i Lost dal vivo, a dir la verità, non li ho mai visti, ma ricordo un cacchio di concerto dei MDB in cui la morte mi è sembrata, in alcuni momenti, una piacevole via di fuga.. Se mi dici che Holmes e soci erano pure peggio, direi che non mi sono perso niente!
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  11. NORVHEIM | il 20 novembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Che dire? Bn ce ho amo tuttora alla follia e Draconian Times rappresenta un apice della band e del genere. E' impossibile citare tutte le emozioni e i messaggi che questo disco racchiude in se...un mondo a parte davvero quello dei Paradise Lost. Il confronto con i My Dying Bride o gli Anathema è inopportuo sebbene sia un tranello in cui è semplice cadere. Anche se vengono catalogate (almeno i primi anni) nello stesso genere sono assolutamente band diverse in tutto l'una dall'altra.
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  12. NORVHEIM | il 20 novembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    "Inopportuno" volevo dire
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  13. SENMAYAN | il 20 novembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    che triade grandiosa my dying bride-anathema e paradise lost! A livello emozionale ci aggiungerei anche i Katatonia, che pur con notevoli differenze, hanno seguito lo stesso percorso di anathema e paradise lost: dal death doom al rock più rilassato e malinconico, tranne i my dying bride, gli unici ad essere rimasti ancorati agli esordi o almeno nel giro.
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  14. TEPES | il 20 novembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    gruppo grandioso e importantissimo.recensione ottima, disco buono.
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  15. NEKRO | il 20 novembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Per "affini" intendevo legati alla scena inglese "gloomy", sono conscio del fatto che sono band diverse tra loro, ma sono sempre state considerata la sacra triade inglese del doom/death poi gothic metal.
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  16. LETHE | il 20 novembre 2006 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    grande rece, mi ricorda la mia ultima sugli Opeth ;) ecco perchè, ad esempio, la citazione del tuo tatuaggio può essere serenamente perdonata. Sull'album non si discute ma... sono l'unico a non sentire tutta sta somiglianza tra Holmes e Hetfield? PS. che gran cosa che è Forever Failure!
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  17. FRANCESCOBUS | il 20 novembre 2006 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    Disco che ho ascoltato a fondo fino all'ottava-nona traccia,una bella prova della band,anche se successivamente hanno dichiarato che mentre componevano il disco già pensavano al successivo e si sono visti i risultati.Bella la rece,complimenti.
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  18. ANDRE86 | il 21 novembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    mai sentiti...fanno doom / death ? no...me gusta
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  19. ANDRE86 | il 21 novembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    azz..i voti...
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  20. LUX | il 25 maggio 2007 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    No io cmq non ne facevo una questione di genere, non è il ghotic in sè che non mi garba. è proprio sto disco che lo sento di una vuotezza esasperante nascosta da arrangiamenti barocchi e freddini. I primi dischi saranno anche ok, ma questo non lo reggo proprio. Ah senmayan, secondo me.
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  21. SUPERVAI1986 | il 24 febbraio 2008 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    il miglior album gothic metal in assoluto
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  22. ALE9T0 | il 27 maggio 2008 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Recensione splendida come sempre. L'album però, anche se considerato un capolavoro, non mi piace proprio e non vorrei dire una bestemmia ma trovo che il sound sia troppo sporco, quasi trash, e non vedo proprio come si possa neanche lontanamente equipararlo a quei due masterpiece che sono The Silent Enigma e The Angel and The Dark River.
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  23. KINGJUDAS | il 20 giugno 2008 verso mezzogiorno | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    figata di album, epico e macabro al punto giusto forse il migliore lavoro dei Paradise.
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  24. WOW, HELL è divèrs_!!! HELL | il 14 dicembre 2009 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    È un commento divèrs!

    Ce ne ha messo di tempo per piacermi... Ammetto di essere stato viziato non poco a furia di trastullarmi col doom dei My Dying Bride e primi Anathema che, pur rimanendo nello stesso ambito, sono gruppi sostanzialmente diversi. Forse è un po' il motivo per cui questo album mi è parso inspido e poco espressivo durante i primi ascolti, e anche oltre: Draconian è più "sporco" e diretto, ma non per questo meno lancinante di un album dei MDB o Anathema... Ha semplicemente un approccio differente. È molto probabile che chi si è già gonfiato inizialmente di MDB poi rimanga indifferente ascoltando Draconian. Comunque meno male che tutte 'ste innumerevoli sessioni d'ascolto son servite a qualcosa, quindi il mio 5 adesso posso piazzarlo :))
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  25. NOSEBLEED | il 14 dicembre 2009 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Io invece ho amato e amo talmente tanto questo disco che tanti se non tutti i gruppi dello stesso genere a confronto mi sembrano piccoli piccoli :-). Hell, poi mi dirai come è stato il concerto se ci sei stato, e soprattutto se ti va.
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  26. WOW, HELL è divèrs_!!! HELL | il 14 dicembre 2009 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    È un commento divèrs!

    Detto fatto: Hai un pvt!
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