Igor Fëdorovič Stravinskij: La Sagra della Primavera

Recensione di: EthosAntropoDaimon , (il 30 novembre 2006 all'alba) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Igor Fëdorovič Stravinskij La Sagra della Primavera

"La Sagra della Primavera" di Igor F. Stravinskij è uno dei capolavori mondiali della musica classica, nonché un manifesto della cultura musicale contemporanea. Il balletto venne presentato nell'ormai lontano 29 maggio del 1913, scatenando un vero putiferio già durante l'esecuzione della "prima". Questi "quadri della Russia pagana", come ebbe a definirli lo stesso autore, rappresentano una delle svolte nell'orizzonte musicale occidentale; un'opera i cui contenuti e linguaggi altamente espressivi ed innovativi influenzarono l'intera generazione di compositori a venire: le orchestre, le interpretazioni, le forme e formule espressive non sarebbero mai più state le stesse.

La "Sagra" è uno dei primissimi lavori del giovane Stravinskij, che, se aveva ben studiato la lezione dei Glinka, Korsakov, Mussorgsky, i grandi compositori russi che per primi avevano saccheggiato la tradizione musicale popolare russa, si preparava, d'altro canto, ad istruire Copland, Gershwin e Schönberg, che di lì a pochi anni faranno tesoro dei suoi fondamentali insegnamenti. Tale fu la portata rivoluzionaria di questo straordinario esperimento. Ma passiamo ad analizzare l'opera da vicino, nei suoi tratti principali.

La scelta avanguardistica di inserire dissonanze ed inediti intrecci tra strumenti tonali e percussioni è uno degli aspetti più noti e visitati dalla critica. Sorprendente è ancora l'uso spregiudicato dei "crescendo" e delle accelerazioni, oppure, al contrario, delle pause e delle repentine cesure (su tutte, l'inattesa "caduta" degli ultimi secondi). Quanto alla struttura delle armonie, i temi, a volte melodici, altre veementi ed orgiastici, si rincorrono e sovrappongono per poi scomparire, manifestandosi poi, irriconoscibili, quando ormai il contesto è cambiato. Le melodie creano così delle trame euritmiche uniche ed inconfondibili, un vero e proprio "marchio di fabbrica" dello Stravinskij dei primi anni. Per quanto riguarda le scelte orchestrali, invece, vistoso è l'apporto dei fiati di colore più svariato, dagli ottoni ai fagotti, ai flauti, agli oboe, come anche degli strumenti a corda, fondamentali non solo per il "tappeto" di sfondo. Massiccia è anche la presenza delle percussioni più svariate: triangoli, campane, gong, timpani e tamburi. La numerosa e ridondante orchestra della "Sagra" rimane, infatti, uno degli esempi più grandiosi e stravaganti dell'intera produzione sinfonica a cavallo tra '800 e '900.

L'opera si struttura in due macro-movimenti, distinti, a loro volta, in vari episodi:

Prima parte: L'adorazione della terra

Introduzione
Gli auguri primaverili - danze delle adolescenti
Gioco del rapimento
Danze primaverili
Gioco delle tribù rivali - corteo del saggio -adorazione della terra - il saggio
Danza della terra

Seconda parte: Il sacrificio

Introduzione
Cerchi misteriosi delle adolescenti
Glorificazione dell'Eletta
Evocazione degli antenati
Azione rituale degli antenati
Danza sacrificale dell'Eletta

Come si può facilmente evincere dai nomi delle varie parti, l'azione che le musiche descrivono si svolge durante un rituale pagano di propiziazione. La Primavera, dopo un lungo Inverno, esige il sangue d'una fanciulla per rigenerarsi e tornare a donare vitalità alla stanca e gelida terra russa. Ecco quindi la presenza, nel balletto, di figure come il saggio, le fanciulle danzanti e l'Eletta, destinata ad una triste (ma inevitabile) sorte. Così i tempi e le melodie dell'opera variano relativamente ai vari episodi: da quelli pacati e tenui degli auguri, alle ritmiche tribali delle danze, ai toni drammatici delle evocazioni e dei rituali che preparano il sacrificio. L'uso sapiente dell'orchestra aggiunge inoltre quel senso di mistero e di ancestrale sgomento che s'esalta principalmente grazie ai legni ed alle percussioni. Il valore descrittivo è dunque di fondamentale importanza, tanto che estratti dalla "Sagra" sono spesso utilizzati per accompagnare immagini di cerimoniali religiosi o magici. Attenzione però: di primitivo ed oscuro c'è solo il senso che a volte si percepisce dall'ascolto di alcuni episodi; in realtà, grazie all'attentissimo lavoro di Stravinskij, la varietà dei registri si manifesta anche grazie alle differenti emozioni che l'ascolto provoca, così alle atmosfere più cupe si susseguono (o, genialmente, si sovrappongono) quelle più ariose e gioviali.

Un'opera, per concludere, straordinaria e di non semplice ascolto, ma che, appunto per questo, risulta una volta assimilata doppiamente appagante.

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Sommario

Igor Fëdorovič Stravinskij: La Sagra della Primavera;
Recensione di EthosAntropoDaimon per DeBaser
, 11/30/2006 4:14:00 AM (●●●●●)

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Voti e commenti

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L'opera è stata votata validamente 13 volte, ottenendo una media di 5.00

  1. GRASSHOPPER | il 30 novembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    L'opera che ha posto la parola fine al tardo romanticismo e ha introdotto le dissonanze della musica classica moderna. Come tale dovrei odiarla, ma come non riconoscere a questo balletto, e a Stravinsky in genere, una forza dirompente e rivoluzionaria che merita di essere comunque apprezzata ? Recensione intelligente e molto analitica, come piace a me
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  2. TRELLHEIM | il 30 novembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    ah, storia della musica contemporanea, quanti orizzonti mi stai aprendo! non posso dire di aver ascoltato l'opera per intero, ma penso che le mie orecchie rimangano decisamente romantiche.
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  3. GODBOWL | il 30 novembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    compliments..stravinsky era amico di tutti i più importanti di inizio XX secolo..o forse era il contrario...
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  4. ETHOSANTROPODAIMON | il 30 novembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Grasshopper complimenti per i gusti musicali e per le ottime recensioni. Quella su "The Passion" in particolare l'ho trovata davvero esemplare.
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  5. MALLOY | il 30 novembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Bellissima opera: un rito pagano messo in musica. La prima a Parigi fu uno scandalo anche grazie alla (Stravinskij direbbe per colpa) coreografia ed interpretazione del grande Nijinsky.
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  6. ANTONIODESTE | il 30 novembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Tutte le volte che son passato davanti all'isola di San Michele, a Venezia, mi ha emozionato sapere che dietro quelle mura giacevano i sepolcri di Richard Wagner e Igor Stravinskij. Mi emozionò sapere anche da Mirco, il barman di un Hotel in cui lavorai tanto tempo fa serviva personalmente in camera il "maestro". Io ascoltai "La Sagra" per la prima volta a dodici anni e fu, per me, una vera ( e difficile) rivoluzione. Adesso ho qualche annetto in più ma quella rivoluzione, quando lo riascolto, in qualche modo è ancora in atto. Bella recensione.
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  7. DANTECRUCIANI | il 30 novembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    beh, questa è una di quelle opere che definire epocali è poco: facendo una similitudine storica, la Sagra della Primavera è stata un pò la rivoluzione francese della musica.......@antonio: per curiosità, in che anni più o meno Mirco portava la colazione al buon Igor? :)
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  8. DANTECRUCIANI | il 30 novembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    ....ah, il voto ovviamente non si può dare a un'opera come codesta.....
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  9. ETHOSANTROPODAIMON | il 30 novembre 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Infatti volevo evitare le stelline, ma poi un gesto inconsulto e... puf! Votato come l'ultimo della Pausini... Aiaiaii!
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  10. ETHOSANTROPODAIMON | il 30 novembre 2006 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    Io ancora non ho ascoltato l'Uccello di Fuoco, ho il disco del babbo a casa ma ancora non ho avuto il coraggio di approcciarlo... Me lo consigliate?
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  11. SAPUTELLO | il 30 novembre 2006 in seconda serata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Buttati a bomba fratello. L'Uccello di fuoco è più accessibile della sagra della primavera ed è una sbombradata. Unisce guerra e pace, poesia e satira, fuoco e cenere. Mi fa godere cazzo!! Sono stato coercitivo?
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  12. ETHOSANTROPODAIMON | il 30 novembre 2006 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    ...Abbastanza... ;)
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  13. SAPUTELLO | il 30 novembre 2006 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    io la considero a livello estetico l'opera più bella di Stravinsky. Si sentono ancora un po' le influenze di Tchaikovsky e Rimsky, ma è già un'opera che afferma l'esuberante personalità di Stravinsky la sua genialità nell'orchestrazione.
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  14. ETHOSANTROPODAIMON | il 30 novembre 2006 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie del consiglio ed a presto (torno alle sudate carte della tesi... sigh!) !
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  15. SAPUTELLO | il 30 novembre 2006 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    cosa fai all'uni di brutto?
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  16. ETHOSANTROPODAIMON | il 30 novembre 2006 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    Storia delle religioni (non c'entra nulla con il seminario... anzi!)
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  17. GRASSHOPPER | il 1 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Mi associo al Saputello nel consigliare vivamente l'ascolto dell'"Uccello di fuoco", opera forse meno rivoluzionaria della "Sagra" ma certamente più comprensibile e gradevole, anche per un orecchio "romantico" come il mio
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  18. ARMOLODICO | il 1 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Una delle 4 o 5 opere più belle e sconvolgenti dell'intera storia della musica. Ogni volta che ascolto il Sacre mi domando come sia stato possibile concepire un pezzo simile. L'uso dell'orchestra è di una sapienza e di una genialità mai vista. Inoltre, pur essendo avanguardia è perfettamente ascoltabile e godibile, sintesi perfetta di passato, presente e futuro. Epocale, punto e basta.
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  19. SQUALO | il 1 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Io l'ascolto da anni. Io l'ascolto da 10 anni (cioè da quando avevo 10 anni). E ogni volta non capisco. Cosa non capisco? Non capisco come abbia fatto Stravinsky a scrivere una cosa del genere. Io credo che abbia avuto una folgorazione, l'immagine celeste di un nuovo linguaggio. La sagra non è bella (non solo), e nuova. è una taglio talmente madornale a decine di tradizioni della musicale mitteleuropea che sembra provenire da un'altra popolazione vivente. Tutto è cambiato: L'orchestrazione, in maniera pesante. dalle percussioni utilizzate come mai prima, fino agli archi, delle marionette in mano al compositore che non trasudano più passione e armonia, ma dissacranti ritmi, danze sacrificali, aritmie e svolazzi privi di logica tonale. L'intera logica di quest'opera trascende la sinfonia e tutti gli schemi orchestrali fino ad allora precostituiti. Il programma di Stravinsky consta nell'inscenare una sacralità dissacrante, ossimoro che io utilizzo per trascrivere in parole ciò che mi comunicano i vari periodi dell'opera. Stravinsky con quest'opera si è posto al livello di genialità che si può dare ad un Beethoven, ad un Bach e, forse (ma è solo una mia opinione), ad un Mozart. Anch'io avevo fatto la recensione dell'opera (furbacchione eh.. non hai resistito :-)), ma questa recensione è diversa dalla mia sicuramente quasi complementare. Compliments!!!
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  20. ETHOSANTROPODAIMON | il 2 dicembre 2006 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco:

    Caro squalo, mi avrebbe incuriosito vivamente leggere la tua recensione, ma... non l'ho trovata! Che fine ha fatto? Davverò la Sagra è un'opera speciale, anche se io non sono legato ad essa da questioni nostalgiche, avendola ascoltata non più di due anni fa (ed in un periodo comunque non felicissimo della mia vita...).
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  21. SQUALO | il 2 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Forse non la trovi perchè è sotto questo nome: James Levine - The Met Orchestra: Mussorgsky : Pictures At An Exhibition - Stravinky : Le Sacre Du Printemps
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  22. ETHOSANTROPODAIMON | il 2 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Grandi i Quadri da un'Esposizione! Io ho scoperto questa geniale opera grazie al rifacimento rock-progressive degli Emerson Lake & Palmer, anche se di Mussorgsky adoro soprattutto "Una Nottes sul Monte Calvo".
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  23. KOSMOGABRI | il 2 dicembre 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    pagina brillante!
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  24. BIRBABIRBA | il 2 dicembre 2006 in prima serata | Voto: 2 | Voto al Disco:

    Ma dai
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  25. STEFANET | il 3 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Senza dire nulla di originale, è il grande spartiacque tra il classico e il moderno. Ma la grandezza del compositore, secondo me, sta anche nell'avere esplorato più mondi musicali, con grande coraggio e con grandissima competenza. La reinvenzione della forma balletto, certo. Ma a differenza del grande.. scandaloso innovatore del novecento, Schoenberg, che avrebbe qualche anno dopo la Sagra, sconvolto tutte le regole dell'ortodossia musicale, il russo è un cosmopolita della musica. Segue più percorsi, con varia fortuna, ma sempre con coraggiosa e artistica curiosità, passando dal ragtime al neocalssico, dalla politonalità alla dedacofonia del suo ultimo periodo. Fu un grande ammiratore della tradizione (ma odiava la musica di Vivaldi!!). A chi vuole rimanere aggrappato (quasi) fermamente al tonale (come me) consiglio di ascoltare uno dei suoi "non-capolavori": il Pulcinella. Secondo me piacevolissimo. La sagra è anche uno spartiacque "per me", perchè rappresenta, insieme agli altri due balletti che lo precedono (l'Uccello di Fuoco e la Petrhruska) il punto massimo di moderno che riesco ad apprezzare. Un altro "vulcano russo" è Prokofiev. Continuo a sorprendermi di fronte alla "bellezza" del Romeo e Giulietta. E non mi dispiacerebbe affatto leggere una bella recensione. Qualcuno si cimenterebbe???
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  26. STEFANET | il 3 dicembre 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Voto scontato ma dimenticato...
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  27. ETHOSANTROPODAIMON | il 3 dicembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    "Romeo e Giulietta"... Fantastico vero. Il fatto è che per scrivere recensioni di "classica" sono necessari tempo ed energie, anche perché i potenziali lettori sono più difficili da accontentare e spesso decisamente ferrati nell'ambito (cosa che non posso dire di me stesso, ad esempio). La proposta è stata lanciata... chi la raccoglierà?
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  28. APPESTATO MANTRICO | il 3 dicembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    In materia di musica classica mi dichiaro ignorante ad honorem, ma quest'opera è geniale...e anche la rece (che rece non è, ma qualcosa in più) è magnifica.
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  29. ETHOSANTROPODAIMON | il 3 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie...
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  30. ZIGGHIO | il 3 dicembre 2006 in seconda serata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    il primo periodo di Stravinsky è per forza di cose quello dove sento maggiormente la genialità della sua proposta, the firebird, la sagra e sopratutto petrushka (la mia preferita) formano un terzetto di capolavori difficilmente raggiungibili per chiunque, per lui stesso che consono della scossa di novità che aveva iniettato alla musica non gli restò che superare se stesso misurandosi con la cosa più ostica partorita dalla musica fino a quel momento: Schoenberg.
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  31. MASSIMOF | il 4 dicembre 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Ottimo.
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  32. STOOPID | il 4 dicembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Che altro dire...
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  33. SQUALO | il 4 dicembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Io vorrei fare la recensione di romeo e Giulietta. Se me lo permettete.
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  34. ETHOSANTROPODAIMON | il 4 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Prego...
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  35. WANDERER | il 4 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Tutto bello, recensione e commenti. La Sagra è il punto di non ritorno del Novecento musicale: dopo di essa ogni concetto, idea, innovazione avrà un nuovo parametro di valutazione e un diverso modello cui rapportarsi per progredire.
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  36. ETHOSANTROPODAIMON | il 4 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Caro Wanderer, ho appena letto la tua recensione su Edvard Grieg... Ben fatta e godibilissima, un solo appunto però: troppo poco spazio dedicato al Peer Gynt (...sono particolarmente affezionato all'opera musicale e letteraria)!
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  37. WANDERER | il 4 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Hai ragione Ethos, mi sono reso conto di avere "sbroccato" troppo nella descrizione del concerto e ho dovuto abbreviare un pò sul Peer Gynt; una recensione dedicata alla sua versione integrale e non solo alle Suite, comunque, potrebbe porre maggiormente l'accento su questa partitura meravigliosa. Salutissimi.
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  38. ETHOSANTROPODAIMON | il 4 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Sono perfettamente d'accordo. Tra un paio di settimane ci penso io! :)
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  39. SANJURO | il 5 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    AHAHAH questa rece bannata è fantastica :D http://www.debaser.it/leggirecensione.asp?ID=14710
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  40. METAMATIC | il 5 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    ci vuole fegato a recensire certa roba su deb.. bravo
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  41. DAVEJONGILMOUR | il 8 febbraio 2007 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Senza i commenti idioti di babibirba e sangiuro, questa pagina sarebbe da incorniciare.
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  42. ETHOSANTROPODAIMON | il 9 febbraio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie Dave
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  43. FRAXINUS | il 20 marzo 2009 dopo mezzanotte | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    La Sacre du Printemps è totale, è senza tempo, è trascendenza musicale che ci strappa dalla nostra razionalità e ci priva del nostro ego. Uno dei capolavori massimi della musica di tutti i tempi... l'Eletta è morta, l'Eletta vive per sempre!!!!!
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  44. POPOPO | il 20 marzo 2009 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco:

    franxius il tuo commento e un delirio,un'accozzaglia di frasi fatte e cliche' vomitevoli.quanto godo nell'essere diverso da te!
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