Gianmaria Testa: Da Questa Parte Del Mare

Recensione di: primiballi , (il 16 dicembre 2006 nel primo pomeriggio) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Gianmaria Testa Da Questa Parte Del Mare

Sempre cantautorato minore. O post-cantautorato. O quel che volete. Magari semplicemente belle canzoni. Ma ha senso oggi ostinarsi a scrivere belle canzoni ? Ha senso donchisciottare contro un sistema, contro un mercato, una pletora d’imbecilli che credon d’essere discografici e produttori, contro un popolo che mentre cena preferisce avere come sottodfondo un quiz e non della buona musica…? Ha senso, sì, anche se non parrebbe.

Perché la canzone, in molte e svariate forme, esiste da un sacco di tempo (recentemente anche il buon Sting ne ha dato un esempio saggio), e sarà difficile liberarsene. Un po’ come se fosse una bella prostituzione, provocatoria se intelligente, divertente se divertita. Gianmaria Testa fino a qualche anno fa si trovava solo d’importazione dalla Francia. E sul giudizio ci si potrebbe pure fermare qui. E ciascuno pensi quel che vuole. Oggi, per fortuna, dopo che un giornale ha pubblicato una raccolta acustica molto interessante qualche anno fa (si trattava dell’ottimo “Il Valzer Di Un Giorno”) -e si sa che gli italiani almeno davanti all’edicola ci passano- dopo che qualche jazzista di pregio (Rava su tutti) s’è accorto di lui accettando di collaborarci, dopo che il popolo del teatro ha fatto capire di esserci, ecco che Testa ha potuto incredibilmente riconquistare la patria, quasi fosse un condottiero della chitarra e della parola cantata. Ma un condottiero mesto, molto tranquillo e molto, molto, molto piemontese. E del miglior Piemonte, del suo Piemonte, ha una caratteristica fondamentale e (per me) bellissima: l’inversa proporzionalità tra la qualità e la forza del messaggio e la capacità di fare e farsi marketing (che ultimamente, per gli altri, è sempre più che altro marchètting…).

In altre parole: non si sa vendere e non sa vendere un prodotto eccellente quali sono le sue canzoni. Una caratteristica che in Piemonte hanno molti vini: ci sono Barbareschi e Nebbioli che si mangiano tutte le toscane e le sicilie che volete (non parliamo neanche degli altri…), ma che l’enoteca snobba, l’enologo o l’assaggiatore famoso (guardacaso) non considera e che il servizietto prezzolato di mediarai non parla mai. Il prodotto del Piemonte, spesso, si vende poco perché non si sa vendere, e perché non “compra” nessuno che l’aiuti a vendere.

Dunque, ragazzi, preparatevi a vedere le vetrine prenatalizie stracolme del modestissimo ultimo disco del modestissimo Cammariere, e magari solo in un piccolo angolino sperduto nell’ultima vetrinetta, questo splendido concept album (sì…altra cosa estremamente antica e out…: un concept album !) profondissimo, scritto, interpretato e suonato in maniera eccellente dall’unico vero erede del cantautorato classico (scuola immensa che meritava molti più allievi e molto più studio…). Un disco interamente dedicato all’immigrazione, con canzoni belle, dirette, mai buoniste o banali, ed anzi, in periodi di semplicismo razzistico come quelli che viviamo, anche un disco scomodo e provocatorio, ma talmente “stiloso” da far arrivare la propria profondità e la propria provocatorietà a troppa poca gente. In mezzo anche una “cover”: l’antichissima “Miniera” (Bixio-Cherubini, 1927) che i meno giovanissimi, come me, avranno probabilmente sentito cantare da qualche mamma o da qualche nonna (ahi…poveri i ragazzi che ricorderanno la mamma che li culla cantando “Terra Promessa” di Eros o, peggio, “La Regola Dell’Amico" di Max…).

Insomma, un disco imperdibile e un ottimo regalo per le orecchie di chi può, sa e vuole capire. Perché a Natale è bello poter anche riflettere su cose serie, in maniera non populista, stronzetta o banale, magari anche grazie a quella cosa vecchia, bella, che spesso sembra morta o morente, ma che in fondo ce la fa sempre, che è la canzone. Quella vera.

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Sommario

Gianmaria Testa: Da Questa Parte Del Mare;
Recensione di primiballi per DeBaser
, 12/16/2006 2:56:00 PM (●●●●●)

Generi:

Informazioni nel web: Gianmaria Testa

Artisti collegati: Gianmaria Testa «L'esempio migliore che grandi cantautori come Faber o De Gregori oggi non sarebbero stati cacati neanche di striscio...proprio come…»

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Voti e commenti

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L'opera è stata votata validamente 5 volte, ottenendo una media di 4.60

  1. DAVEJONGILMOUR | il 16 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco:

    C'era già una recensione di Hal, molto migliore di questa
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  2. BISIUS | il 16 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Quoto Dave. Anche se do un po' più della sufficienza.
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  3. ADRIANO BERNARD | il 17 dicembre 2006 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco: 5

    9/4 una delle canzoni più romantiche di sempre sigh! 4,5
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  4. SABATINO | il 17 dicembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Lucio Battisti docet, attenzione a che la musica non sia solo accompagnamento
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  5. KOSMOGABRI | il 17 dicembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Io l'ho letta volentieri.
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  6. TOM TRAUBERT | il 18 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    @primiballi: io sarei interessato a qualche buona dritta su barbareschi e nebbioli! intanto incassiamo l'interessante proposta musicale che al momento, ahimè, è una lacuna.
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  7. GRASSHOPPER | il 18 dicembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Come toscano l'unica cosa che non ho gradito è il paragone vinicolo: mi sembra che ultimamente abbiamo fatto passi di gigante, anche se a questi "supertuscan" tanto di moda e accessibili solo agli evasori fiscali continuo a preferire il buon vecchio e classico Chianti, anche se poi come vino di tutti i giorni pure questo è inarrivabile per le mie tasche, quindi ben vengano i corposi vini siculi e pugliesi, buoni e a poco prezzo (per dirla con Guccini "quello forte del Sud che fa assaggiare l'infinito a tutta la gente di bocca buona...). Non solo Piemonte insomma, anche se il Piemonte ovviamente non si discute. Chiusa la parentesi vinicola, sottoscrivo in pieno la premessa e la difesa accorata della qualità contro l'imbecillità dilagante e trionfante, più che mai arrogante in clima prenatalizio. Proprio in questo momento mi è passata davanti una collega che confonde Paolo Conte con Carlo Conti, e ritiene quest'ultimo un grande esperto di musica (faceva il dj in una radio di Scandicci, pensa un po' che curriculum...). Costei naturalmente non è neanche al corrente dell'esistenza di Gianmaria Testa, e non lo sarà mai. A 42 anni suonati continuerà a cullarsi nei sogni adolescenziali ormai marciti di un Renato Zero da tempo ridotto alla caricatura di sé stesso, continuerà a ritenere "forte" il finto-rock loffio di un Vasco Rossi bollito e strabollito, continuerà ad attendere ogni anno Sanremo per avere qualche motivetto di scorta nella sua testolina, da dimenticare entro un mese, e per sempre. Con gente del genere è inutile anche tentare di parlare di musica, ma comunque continuiamo a "donchisciottare contro un sistema, contro un mercato, una pletora d’imbecilli" Ne vale sempre la pena.
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  8. NIKMAN | il 18 dicembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Di Testa conoscevo solo il primissimo "Montgolfieres" che ho trovato stupendo. Ma ultimamente mi sono avvicinato a questo nuovo lavoro, e devo dire che non mi ha per niente deluso. Reputo geniale e coraggiosa l'idea di realizzare un concept album, specialmente nei tempi che corrono. La voce di Testa si abbassa molto di tonalita rispetto a "Montgolfieres" e diventa un po soffiata che mi ricorda tanto quella di Fossati. Una curiosità. Sapete, non appena ho visto Gianmaria Testa in fotografia, per un po non l'ho scambiato per il regista Maurizio Nichetti. Anche voi avete notato la somiglianza?
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  9. PRIMIBALLI | il 18 dicembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    @grass: speravo di stimolare un toscano. Ovviamente la mia era una provocazione: amo la Toscana, i suoi vini e i suoi splendidi colli e paesi. Quello che è indubbio, però, è che tanto i toscani (bontà loro...) si sanno vendere, quanto i piemontesacci (come il sottoscritto, ovvio) no. Per il resto, su imbecillità dilagante e forza dei testi e dell'album, non posso che riconfermare quanto già scritto. Purtroppo l'unico limite di Testa è una discreta carenza di personalità forte. Il dubbio è: oggi, se avesse il carisma di un De André o di un Battisti, avrebbe più successo...? oggi, e sottolineo oggi ? @dave: il mio stile non ti piace, evidentemente, e, citando l'inarrivabile Sassaroli, ho sofferto come un cane quasi 45 secondi (licenza poetica)
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  10. KID_A | il 18 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Beh, un po' impietoso con i Barbareschi e i Nebbioli che hanno saputo conservare una loro personalità ed un loro mercato, senza scendere a compromessi come i vari Sassicaia, Ornellaia etc etc...stessa cosa per Gianmaria Testa. Visto dal vivo dimostra un umorismo arguto ed una presenza di spirito inimmaginabili. De Andrè aveva un po' la tendenza ad arringare le sue folle, mentre Testa ha scelto di far parlare solo la sua musica e di tenere in disparte il suo personaggio. Una scelta che non dimostra assenza di personalità, semmai assenza di protagonismo.
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  11. PRIMIBALLI | il 19 dicembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    @kid_A: tutto vero, salvo l' "arringare le folle" di DeAndré, che (per ora) non contesto, ma che vorrei capire meglio
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  12. TOM TRAUBERT | il 19 dicembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Quell'"arringare le folle" mi fa un pò rizzare i peli, confesso. De André non ebbe mai l'atteggiamento del tribuno, ma anch'io non vorrei equivocare...
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  13. PRIMIBALLI | il 20 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    lo spiegone richiesto, però, non arriva....
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  14. GRASSHOPPER | il 21 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Anch'io sarei curioso di sapere in che modo De André "arringava" le folle, proprio lui che aveva una paura tremenda del palco e per salirci a volte doveva ingurgitare quantità industriali di whisky. A proposito, meglio avrebbe fatto, e con meno danni per la salute, se si fosse incoraggiato con un maestoso Brunello di Montalcino (lui poteva anche permetterselo), o con un fragrante Nobile di Montepulciano, e perfino con un succulento Morellino di Scansano (la Maremma, dove qualche secolo fa a nessuno sarebbe passato per la testa di piantare una vite, è un po' la nostra California, e promette molto bene)
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  15. TOM TRAUBERT | il 21 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Grass m'hai fatto venir sete...
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  16. PRIMIBALLI | il 21 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    e vai di singolar tenzon vinicola !! : il buon Faber era de Zena, dunque certamente di braccino corto. Come tutti i zeneisi, sicuramente non ignorava d'aver il signor Piemonte alle spalle. E poi è nota la sua passione per le terre Sarde. Dunque, prima d'avvivar nell'ottima (e un po' paracula) Toscana, avrebbe certamente dato di bianchini alla Vermentino o Pigato, buoni ed economici (per il vero sempre meno...)o, voltandosi un poco, Gavi o Cortese, per arrivar sino al timorasso. Poi, se la voglia era di rosso, e non voleva andar solo di Cannonau, probabilmente la Barbera d'Asti era molto vicina, come vicinissimi erano i dolcetti d'Ovada e d'Acqui. Ma certamente non disdegnava il calarsi nelle nebbie di Pavese per odorar di Barbareschi, Nebbioli e magari anche Baroli.... (e ho detto la mia) (primiballi.blogspot.com)
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  17. PRIMIBALLI | il 21 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    si fa per ridere, ovviamente: sono un cultore di tutto il "sangue di Cristo" che producete in Toscana, questo è ovvio, ma bisogna far finta di sfidarsi per bere di più...
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  18. FUSILLO | il 21 dicembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: 4 | Voto al Disco:

    A proposito della questione "De Andrè arringatore di folle", citerei un episodio avvenuto dalle mie parti: nei primi anni ottanta Fabrizio doveva fare un concerto credo alla discoteca Caravel di Mantova (non ero presente: questione di età...). Si presentò sul palco ubriaco non so se di whisky o di vino. So però che invece di fare il concerto voleva parlare di anarchia... Al pubblico non piacque l'iniziativa e si creò un certo trambusto. Invece della forza pubblica, intervenne l'allora aspirante scrittore Alessandro Gennari per calmare il pubblico e difendere De Andrè. Negli anni novanta Gennari e De Andrè hanno scritto un romanzo insieme. Poi Gennari è finito a recitare poesie nella trasmissione di Paolo Limiti. Oggi riposa in pace come Fabrizio...
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  19. TOM TRAUBERT | il 21 dicembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Io da buon veneto sono ecumenico ;) e soprattutto quando si parla di vino. l'altro giorno ho dovuto rimpinguare un poco la "cantina" vistosamente e pericolosamente a lutto e al Cabernet Franc d'ordinanza per l'occasione ho accostato una boccia di Nebbiolo, vino di cui ho ancora insufficienti esperienze, ispirato proprio da questa discussione. Potenza di debbbaser eeeehhhh....
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  20. HAL | il 21 dicembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Credo di aver detto già la mia su questo disco, non mi dilungo dunque, semmai confesso che mi sarebbe piaciuto leggere in quella circostanza una tua opinione in merito. Quanto a Testa piuttosto che non sapersi vendere, credo che non si voglia vendere, nel senso che le sue canzoni nascono prima di tutto per l'autore, hanno così una loro (alta) dignità a prescidere dal fatto che qualcuno le compri e le ascolti, almeno a detta del suo autore. Orientamento al prodotto non al mercato. Ciò fa capire che nel suo caso le intenzioni musicali e espressive superano certe condizioni tanto care al mero music businness. E per fortuna. Forse molti non ascolteranno questo bellissimo lavoro, ma quei pochi che lo apprezzeranno basteranno. Ciò detto, ho letto con piacere questo scritto, anche devo ammettere che l'ho trovato un po' disorientante rispetto ai contenuti del disco per chi non lo conosce ovviamente. Quanto a Faber arringatore di folle forse non ho compreso cosa volesse dire kid A quindi attendo che chiarisca - se vuole - in relazione alle diverse repliche. Infine, rispetto ai prestigiosi vini piemontesi mi suona un po' strana questa posizione di "cenerentola" delle vendite di questa importantissima regione, semmai mi riguarderò i dati su largoconsumo. Prosit
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  21. GRASSHOPPER | il 21 dicembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Presi dalla tenzone, più virtuale che vera, tra Piemonte e Toscana ci stavamo dimenticando la "macroregione" Veneto + Friuli + Trentino Alto Adige, una vera potenza vinicola, specie se considerata nel suo insieme. Meno male che il buon tom traubert, dal nick waitsiano e quindi presumibilmente non insensibile al fascino del buon bere, ce l'ha rammentata. Tutto sommato ha ragione lui nell'essere ecumenico, visto che qualche vino notevole si trova in quasi ogni regione italiana, tranne forse il Molise, ma solo perché è troppo piccolo (proprio lì vicino ci sono dei Montepulciano d'Abruzzo che come vino "da battaglia", cioè da pasto, vanno benissimo e non prosciugano le tasche)
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  22. PRIMIBALLI | il 22 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    beh...cominciamo dunque col dire, goliardicamente, che potremmo quindi ritrovarci uniti nella guerra al Molise (...!). Poi si potrebbe buttare là un altro piccolo sottogruppo iper-provocatorio: vabbè il Veneto, vabbè il Molise...ma non mettiamoli sul piano del Trentino-Alto Adige, splendido microcosmo paradisiaco che enogastronomicamente parlando è (quasi) all'altezza del Piemonte. @Hal: ottimo intervento, pienamente condivisibile. Ultimamente mi trovo molto spesso a riflettere sul valore "in sé" della produzione artistica, discorso a mio avviso tanto altissimo quanto completamente "out", al giorno d'oggi. Mentre è proprio al giorno d'oggi, quando tutto o quasi è già stato detto (tanto Coltrane che Faber ci son già stati...), che si dovrebbe rilavutare (e io nel mio piccolo cerco di farlo) l'aureo principio del "fare le cose per farle, e per il solo piacere di farle".
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  23. TOM TRAUBERT | il 22 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Vedo che mi si vuole trascinare sul terreno della polemica campanilistica a sfondo enogastronomico, e che faccio adesso, mi metto a parlare di Cartizze e a pensarlo nel contesto di un pranzo a base di pesce sulla Riviera del Brenta? O parlo di Amarone, o dei salumi delle mie parti? Suvvia... Piuttosto qua che ci sono quei tre gatti che su Debaser si occupano di canzone d'autore, mi permetto di segnalarvi un bel prodotto "artigianale" di quel Veneto che in campo musicale sì che produce ahimè assai poco... è un gruppo che dovrebbe risultarvi interessantissimo, sono la mia più recente recensione, dateci un ascolto. Magari con un bicchiere di Cabernet, è raccomandato ;).
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  24. PROS12 | il 25 gennaio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    Bella recensione! E bella e divertente la tenzone enogastronomica... Su una cosa ha ragione Primiballi, e vorrei estenderla: i supertuscan saranno anche un gran bere (e lo sono!), ma da un punto di vista della loro autenticità devono molto al gusto americano portato alla ribalta anche da riviste tipo "wine spectator" che a sua volta si rifà ad uno solo dei cliché del vino francese (il bordeaux stagionato). L'autenticità della tradizione quindi, si perde giusto un po'.. Una volta il chianti era un buon vino leggero abbastanza profumato da bersi giovane! Quelli importanti erano i piemontesi, cha tra l'altro hanno conservato di più (forse solo per minore capacita di "marchetting", chissà..) le loro storiche caratteristiche. Nel mondo musicale, per arrivare a noi, non c'è grande differenza di tendenza: abbiamo perso molto ottimo artigianato (perchè come diceva Schoenberg "un artista è in primo luogo un ottimo artigiano"), e ci siamo trovati di fronte ad un rassicurante (per i più...) livellamento fatto da produzioni anche buone in cui non corri certo il rischio di sentire qualcosa di unico o di particolare. La nostra (povera!) industria discografica vive assai poco della propria originalità, rischia assai poco, e riferendoci all'esempio di Testa (ma ne potremmo fare decine), premia qualcuno quando è già stato premiato altrove! Ma è la storia del nostro paese in tutti i settori perchè, come diceva Ennio Flaiano, "gli italiani son sempre pronti ad andare in soccorso ai vincitori!..". Eh sì, "Io non mi sento italiano, ma per fortuna e purtroppo lo sono"..
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  25. GUSTAVOTANZ | il 27 agosto 2008 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Bravo Primiballi, recensione bella come sempre. Il disco lo conosco (grande Testa) e devo comprarlo a tutti i costi...intanto ti rimando alla mia recensione di "Extra-Muros" che sicuramente conoscerai come conosci "Montgolfières" e "Lampo"... :D
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  26. PRIMIBALLI | il 27 agosto 2008 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    vado subito a leggere! e ovviamente mille grazie. Baci
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