Jethro Tull: The Jethro Tull Christmas Album

Recensione di: the green manalishi , (il 20 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio) | Voto: ●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Jethro Tull The Jethro Tull Christmas Album

Anche loro dovevano cascarci. Un presagio si intravede dalla mielosa copertina. Cliché. I mostri sacri del rock sembrano essersi abbarbicati come patelle allo scoglio del cliché, incomprensibilmente immune all'erosione di pubblico e critica. Chi con l'orchestra, chi con le cover di altri gruppi che non valgono neanche la metà di loro, chi trasformando il proprio glorioso repertorio di tempi passati in una misera versione acustica (grazie MTV!!!): quasi tutti gli inossidabili gruppi musicali sono finiti nella trappola. Se poi ci mischiamo il mero consumismo mascherato col nome di Natale a fare da sfondo, la frittata non è fatta, ma bensì ultrastrafatta e bruciata nella padella dello show business. I Jethro Tull, la cui ultima uscita discografica ufficiale di studio risale al 1999, con il buon Dot Com, tornano nel 2003 con il "Christmas Album".

L'album si può dividere in tre parti.

Cominciamo dalla sezione migliore, ossia i pezzi nuovi, scritti appositamente per "l'occasione". Ian Anderson dedica Birthday Card At Chrismas alla figlia Gale che compie gli anni il 25 di Dicembre. Buon flauto, atmosfere orientaleggianti, e bel pezzo di chitarra di Martin. Grande è Last Man At The Party, davvero un brano eccellente, con il mandolino mischiato al faluto magico di Ian Anderson che intessono trame notevoli. Il testo e un'allegorica parodia sul Natale. Tutta un'altra musica invece è First Snow On Brooklyn, una sorta di sdolcinato polpettone natalizio travestito da canzone, che tanto piace ai fan. E mi chiedo perché, dato che è orrenda. E poi lo strumentale A Winter Snowscape, un pezzo che tutto sommato è buono. Per la prima volta in ben 35 anni appare un brano esclusivamente firmato da Martin Barre, anche se in realtà Ian Anderson l'ha voluta in prestito dall'album solista 'Stage Left' di Zio Martino, aggiungendo qua e là il flauto.

Passiamo alla parte mediocre (e inutile) dell'album: le tradizionali Christmas Carrols inglesi, riarrangiate da Ian Anderson. E così abbiamo Holly Herald, nata dalla fusione di Holly And Ivy e Hark! The Herald Angels Sing!; abbiamo God Rest Ye Merry Gentlemen, che Ian eseguiva in maniera rack già negli anni '70, collegandola all'assolo di flauto (in Bursting Out, ad esempio), qui reinterpretata in chiave jazz; abbiamo Pavane, il tradizionale componimento di G. Faurè; abbiamo Greensleeved, forse l'unica canzone riarrangiata veramente carina, sul tema trito e ritrito di Greensleeves; abbiamo We Five Kings, ossia We Three Kings, ma i Jethro sono 5.. quindi Five; abbiamo le balle gonfie, insomma. Diciamocelo.

Infine giunge la parte orrenda, quella ancora più inutile della seconda e altro non è che il cliché sopraccitato. I vecchi successi dei Jethro Tull rifatti con la formazione odierna, chi più chi meno, in tema natalizio. E allora perché commentarli tutti? A Christmas Song, Another Christmas Song, Jack Frost And The Hooded Crow, Weathercock, Fire At Midnight, Ring Out Solstice Bells e Bourée erano tutti dei gran bei brani musicali, ai tempi. Perchè rovinarli? La voce di Ian Anderson non è più quella di un tempo, e questo si sa, ma ricantare i vecchi brani è un puro e semplice autogol. In più la band non ci mette a mio giudizio lo sprint giusto, né la passione, né tanto meno la grinta che caratterizza gli originali. E che dire infine della band stessa? Grandi musicisti tutti, ma qui non c'era più niente da dimostrare. E' sostanzialmente una band tenuta a bacchetta da Ian Anderson. Nessuna suona una nota extra o non prevista senza il suo permesso. A turno Doane Perry e Jonathan Noyce lasciano il posto rispettivamente a Dave Pegg e James Duncan, il figlio di Ian. Da ciò risulta che non in un solo brano suoni la formazione attuale e ufficiale (addirittura il tastierista Andy Giddings suona il basso in un paio di pezzi). Roba da richiedere indietro i soldi per truffa e usare il cd per tirare al piattello.

Consiglio questo album solo a chi vuole fare un regalo di Natale abbastanza originale e a chi è un profano dei Jethro Tull. Chi invece vuole disfarsi del Cd, beh.. questa è l'occasione è ideale, sotto Natale... E' altresì il regalo ideale per la morosa che ascolta solo Eros Ramazzotti e vi fa un mazzo tanto, o per la nonnina sensibile allo spirito natalizio, che si commuove facilmente. Ma i veri fan dei Jethro Tull sanno che questo rappresenta un fiacco momento di scarsa ispirazione, superato nel male solo da 'Under Wraps', e attendono con ansia il disco della ripresa. Tenendomene alla larga, dunque, auguro un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo a tutti!

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Sommario

Jethro Tull: The Jethro Tull Christmas Album;
Recensione di the green manalishi per DeBaser
, 12/20/2006 5:39:00 PM (●●)

Anno: 2003

Generi:

Informazioni nel web: Sito ufficiale

Album collegati: The Jethro Tull Christmas Album

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Voti e commenti

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L'opera è stata votata validamente 7 volte, ottenendo una media di 2.71

  1. DAVEJONGILMOUR | il 20 dicembre 2006 in seconda serata | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Beh questo non l'ho ascoltato, ma da come capisco non ne vale la pena..vedrò di ascoltarmelo lo stesso, magari il giorno di Natale. Cmq la copertina mi piace! Bella rece green, auguri anche a te!
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  2. PIBROCH | il 21 dicembre 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 2

    Bellissima recensione. Grazie, auguri anche a te, Green.
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  3. ENACOID15-18 | il 21 dicembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Beh ste cose sono fatte solo per raggranellare soldi sotto le feste, tanto si sa: a Natale siamo tutti più buoni e poi quale miglior occasione di regalare il disco natalizio dei Jethro Tull a un nostro amico (prova a dire che non ti piace amico e te lo spacco in testa...che c'è volevi l'album natalizio di Tiziano Ferro per caso). Non lo vedo indicato per la propria ragazza invece, pena l'astinenza sessuale per tutto il periodo festivo. Queste operazioni le ha fatte chiunque quindi non c'è da scandalizzarsi, anzi molti fanno il classico best of con qualche porcata inedita, qui per lo meno si sono sforzati di riandare in sala di incisione. Cmq sono sempre più convinto che i grandi gruppi non debbano andare avanti finchè sono vivi con il loro nome, ma sarebbe più indicato cambiarlo per non scalfire il mito del passato. Anche i gruppi che dopo tantissimi anni continuano a produrre musica di buona qualità, e i Tull sono fra questi, non saranno più all'altezza di fare dischi come "Aqualung" o "Thick as a brick", perchè hanno 20-30 primavere in più sul groppone, quindi sono oramai persone diverse...però il mercato ha leggi impossibili da eludere. recensione che spiega perfettamente il disco e fa capire anche se è il caso oppure no di comprarlo...bravo!
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  4. REVOLVER | il 21 dicembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco: 1

    Mai ascoltato, però gli album di Natale non li sopporto per principio, quindi 1 per pregiudizio. Recensione completa.
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  5. HAIKARA | il 21 dicembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: 1 | Voto al Disco: 4

    non sono d'accordo per nulla sulla rece. Un gran disco che vede i Jethro Tull in gran forma (compreso, a sorpresa viste le difficoltà precedenti, del buon Ian al canto)
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  6. DEDOLUZ | il 21 dicembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    auguri manalishi :-)
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  7. BEATBOY | il 21 dicembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Beh Green, la copertina non è poi tanto male... Ma da quello che hai detto sulle varie tracce, già so cosa aspettarmi e già ho espresso il mio parere sulla mia rece di "Emerson Lake & Palmer", su quanto la penso su reunion di grandi gruppi comi i Tull. Grazie Green, auguri anche a te!
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  8. HELLRING | il 21 dicembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 2

    ...
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  9. C'è | il 21 dicembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 3

    l'album è invece bello. Si meriterebbe un 3,5 ma non essendoci il mezzo punto vado sul 3
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  10. THE GREEN MANALISHI | il 21 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    @Haikara: secondo me Ian ricanta i pezzi vecchi da cane, tutto qua. Mentre in Root To branches la prestazione era buona, in Dot Com, qui la voce proprio non c'è. Ho avuto modo anche di seguirlo dal vivo...babba bia!!! Questo sempre secondo me, poi... Grazie comunque per aver espresso il tuo parere.
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  11. FLOYDMAN | il 21 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    A ME PIACE PIù BOUREè FATTA QUI.
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  12. ROBY86 | il 21 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 2

    Ancora un'ottima recensione Green! Veritiera e parecchio graffiante... infatti il disco, in molti punti, è piuttosto fiacco. Secondo me, però, la parte peggiore è quella dei riadattamenti natalizi (sarà forse perchè questo tipo di canzoni non mi entusiasmano in nessuna versione). Buoni i pezzi nuovi... tra i classici passino invece le reiterpretazioni di "Weathercock" e "Fire At Midnight" - BUON NATALE!!!
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  13. BJORK68 | il 21 dicembre 2006 in seconda serata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    bravo green, ottima. del disco, sinceramente, avevo già saputo che era una sola.
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  14. DAVEJONGILMOUR | il 22 dicembre 2006 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco:

    forse l'utente bjork intendeva "una sòla"..................smack!
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  15. HAIKARA | il 22 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    anch'io ho avuto modo di vedere Anderson dal vivo ed effettivamente vocalmente purtroppo non ce la faceva, anche se mi ha affascinato il suo carisma entusiasmante e trascinante nonostante venisse da seri problemi di salute. Su disco il discorso è molto diverso: imho la sua prestazione sull'album natalizio è nettamente superiore a quella dei pur validi precedenti
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  16. ANTONIODESTE | il 22 dicembre 2006 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Avevo visto sugli scaffali questo disco e confesso che effettivamente non sembrava emanare un buon odore. Leggendo Manalishi direi che forse non mi sbagliavo. Del resto, non so quanti soldini siano rimasti a Anderson con tutto quello che avrà dilapidato.... . E i regali di Natale dovrà pur farli anche lui, no ?! Buon Natale a Manalishi, Roby 86, DaveJonGilmour, Bjork, Beatboy, Pibroch, e naturalmente anche a tutti gli altri ! Merry X-mas and a Happy New Year !!
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  17. PIBROCH | il 22 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie Antonio, auguri anche a te.
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  18. BJORK68 | il 22 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    io li vidi nei primi anni '90 a Nizza e spaccavano ancora culi i jethro. adesso non si può pretendere di + da vecchietti.....xdave: sì intendevo proprio "una sòla" :-)))))
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  19. BJORK68 | il 22 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Buon Natale Antoniodeste, Buon Natale a tutti ! :-))))
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  20. ROBY86 | il 22 dicembre 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie Antonio, tanti auguri a te... ed a tutti gli altri de-commentatori!
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  21. HETFIELDGOD | il 22 dicembre 2006 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Grande Green, bella rece!
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  22. COELUM | il 22 dicembre 2006 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Complimenti :)
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  23. SHò | il 25 febbraio 2009 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Mah non sono d'accordissimo a me non dispiace e non mi sento un profano dei Tull visto che conosco praticamente tutta la loro produzione e continuo tutt'oggi ad ascoltarli con piacere. Chiaro non è un capolavoro, non è certo nemmeno a livello di ottimi dischi come "Catfish rising" o "Dot Com" ma è pur sempre un disco dei Tull, e per giunta dei Tull che hanno ormai smaltito la sbornia post "Under Wraps" (unico vero punto basso da loro toccato), un disco seguito da una ripresa costante seppur non esponenziale. Insomma è ben suonato. Forse l'unico vero disco da 5 pallini dopo "bursting out" è "Nightcap". Peccato per la voce di Ian ormai consunta da tempo
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