Nel 1980 la band messa su da Steve Harris, abile bassista con la passione del calcio, chiamata Iron Maiden, IRROMPE letteralmente sulla scena rock britannica con il suo omonimo esordio.
Dopotutto la line-up pur non essendo solida come oggi è ottimale per un buon album: Paul Di'Anno alla voce è fenomenale, lo storico chitarrista Dave Murray, il chitarrista rock/blues Dennis Stratton, il drumming furioso di Clive Burr e ovviamente sua maestà Steve Harris, padre-padrone della formazione.
Si incomincia con "Prowler", uno speed rock corposo davvero energico dove i Maiden fanno vedere i muscoli e fanno capire che loro stanno inventando qualcosa di nuovo, stesso discorso vale per la carichissima "Sanctuary", ottimo pezzo di hard rock portato ad una velocità maggiore da un Burr davvero poco dosato, ma pesantissimo ! Calma psichedelica per una "Remember Tomorrow" davvero mozzafiato con un Di'Anno che mostra il lato melodico migliore della sua splendida voce e dove Harris dimostra di essere un signor bassista con la B maiuscola, per una canzone che serve ad evidenziare le chiare influenze di rock progressivo che i Maiden non hanno mai negato, forse il capolavoro dell'intero album con i suoi assoli stupendi. Grandissimo classico con "Running Free", vero e proprio inno alla libertà, un inno che si alza dai pub di tutta la Londra oppressa dalla Tatcher, la Londra emarginata e esclusa che i Maiden, con la loro musica, rappresentano, musicalmente è davvero un'ottima canzone prima espressione di quella che sarà la NWOBHM.
La creatività di Harris è al massimo con "Phantom Of The Opera", davvero un'ottima canzone rimasta a lungo nella scaletta live del gruppo, bellissime le variazioni del tema centrale che si esprimono nella parte finale della canzone e il suo assolo davvero magnifico a dimostrare la bravura di un chitarrista come Dave Murray. Non ci sono parole per descrivere l'epica "Transylvania", strumentale scritta da Harris (e da chi sennò?) che sta ad evidenziare il grande periodo di creatività del bassista, davvero eccellente. Anche per i Maiden vi è tempo per la quiete e la tranquillità con la ballata "Strange World", con assoli e arpeggi di chitarra espressioni delle elevate capacità dei musicisti. Velocità speed per "Charlotte The Harlot", canzone nata nella geniale mente di Murray che firma sempre poche canzoni nei dischi maideniani, ma quelle poche che compone sono capolavori, come questa canzone che tratta il tema della prostituzione ed è musicalmente l'ennesimo capolavoro dell'album.
Si conclude con il classico "Iron maiden", non manca mai a nessun concerto dei Maiden e si capisce subito perchè: è troppo perfetta per non essere suonata, speed metal con Burr davvero al top e un Di'Anno imbattibile tant'è che nemmeno un cantante come Dickinson riuscirà a fare meglio di lui dal vivo con questa canzone davvero immortale e indispensabile per ogni Maiden e Metal fan, dopo i suoi 3 minuti e 36 secondi termina quello che, non presentando alcun cedimento, è uno dei migliori dischi della band e pietra miliare per tutto l'Heavy Metal di cui ormai gli Iron Maiden sono rappresentanti indiscussi (che i Metallica si mettessero l'animo in pace) in tutto il mondo.
Gli Irons SONO la NWOBHM.
Questo disco è ancora in bella vista nella mia collezione, sempre pronto a farmi tornare negli Anni '80 per una mezz'oretta abbondante.
Lo stacco iniziale della chitarra, secco ma allo stesso tempo travolgente, trasporta in una dimensione diversa.
Il capolavoro supremo dell’album è ‘Iron Maiden’, con ritmo perfetto e chitarre coordinate al bacio.
Una formula inconfondibile, fatta di repentini cambi di tempo, melodie epiche e assolo a due chitarre basati sugli intervalli di terza.
Sinceramente di metal riesco a sentire solo i Pantera, i Metallica e gli Iron Maiden, il resto secondo me è tutta m...a.
Se un gruppo rock del XX secolo ha deciso di chiamarsi Iron Maiden, ha deciso di non passare inosservato.
Il disco è senza dubbio un capolavoro, uno di quelli da avere comunque, di quelli che può cambiarti la vita.
“Questi ragazzi ci sanno fare!”
“La conclusiva ‘Iron Maiden’ che sicuramente non farà prigionieri dal vivo.”