Primissimo lavoro degli Evanescence, datato addirittura '98 con song scritte dalla fondazione del gruppo. Un lavoro quindi fondamentale per comprendere il gruppo adesso tanto denigrato con l'accusa di essere commerciale ma che di brava gavetta ne ha fatta eccome.
Ma andiamo con ordine. Il disco, un demo più che un lavoro vero e proprio, è rarissimo da trovare in quanto è stato distribuito ed esaurito la sera stessa di un live. La prima traccia è Where Will You Go, una song subito difficile da classificare ma dall'intermezzo che ti rapisce, si passa a Solitude, prima ballata degli Evanescence, di difficile ed impegnativo ascolto, ma apprezzabile appena la si comprende appieno.
La terza traccia è Imaginary, non ancora quella di Fallen ma ovviamente un demo, dal quale si scopre quanto vecchia sia questa song e quanto sia intima nella sua poesia, ma subito dopo si passa ad Exodus, secondo me il vero quanto sottovalutato capolavoro: un ripetitivo, forse banale quanto superbo tappeto di pianoforte fa da trama a un testo che parla di visioni della vita quotidiana in chiave inaspettatamente malinconica (Amy riesce a rendere oscura anche un "twenty bucks should get me through the week" - "venti dollari dovrebbero bastarmi per tutta la settimana"), per poi colmare nel folle, nel "so chi sei veramente", nell'intraducibile "where true meaning lies". Perché questa song è stata poi completamente ignorata?
Quinta traccia, So Close, anche questa mai più ripresa, un tappeto di arpeggi fa da sottofondo a un lamento composto e disperato, e quanto mai piacevole nella sua struttura, che invoglia ad ascoltare senza annoiare un secondo. Sesta traccia: la allucinata Understanding, dalle sonorità quasi doom e coinvolgenti, colmati da altri lamenti della Lee e da una voce coro a dare un brivido al tutto. Di certo, qualcosa di praticamente mai sentito prima, sentire per credere.
Ultima traccia. Traccia? Quella riportata alla traccia sette, che risponde al nome di The End, è tutto fuorché una traccia: un bordone di chitarra metallica mischiata brutalmente alla voce coro della Lee, il tutto intortato assieme a effetti di riempimento assolutamente da sfolgorio mentale. Una metafora del caos imperante?
Finisce qui purtroppo questo demo, che ha gettato le basi per la sonorità degli Evanescence, oggi forse più offuscate da quel velo di orecchiabilità in più, ma che ha dato vita alla loro personale interpretazione del gothic rock e metal che oggi è usata tranquillamente da tutti i maggiori esponenti della categoria.
Evanescence è un lavoro di coraggio, abnegazione, il racconto di una nuova Era e dell’evoluzione che il progetto Evanescence ha avuto.
La voce della Lee è accompagnata da una band classica, e l'album è rock al cento per cento, con chitarre incisive e una produzione quasi perfetta.