John Vanderslice: Emerald City

Recensione di: ziabice , (il 10 dicembre 2007 nel primo pomeriggio) | Voto: ●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di John Vanderslice Emerald City

Avrei voluto cominciare questa recensione con una bella tirata sul livello basso (ma basso basso) nel quale sta scadendo ultimamente il caro vecchio DeBaser, ma sarebbe stato come sputare nel piatto in cui mangio: "verissimo, ma il piatto è mio e ci faccio quel che mi pare!", avrebbe detto Paolo Rossi. Solo che io non sono Paolo Rossi, quindi mi limito a stupirmi del fatto che non ci sia nulla su John Vanderslice su DeBaser e vi invito a perdere meno tempo coi cazzeggiamenti che sanno tanto di inconcludente sparare sulla Croce Rossa...

C'è questo biondo indie-rocker americano che è fuori da circa 10 anni sfornando dischi di una perfezione micidiale, nei quali ogni singola nota è sistemata a dovere, coi suoi suoni levigati, ma non laccati, scuri, inquieti, dannatamente rock. Non è il classico "uagliunciello" con t-shirt e sorriso da scanzonato sul viso. Ride poco, direi. Non strilla, non arruffa i suoni. Bada parecchio al sodo. Quando la sua mano gentile si posa sulla mia testa non posso che scodinzolare come un cane, per poi ritrovarmi in mezzo ai flutti di una "The Parade" tra le cui pieghe di un inciso sentirete chiaramente echi di "Imagine" di John Lennon. Ora potrebbe sembrare azzardato, ma di talento qua ce n'è a bizzeffe, quindi il paragone non sfigura.

Ultimo parto di una carriera che ha visto tanto plauso di critica (soprattutto col precedente "Pixel Revolt" del 2005), questo "Emerald City" ha forse perso in cerebralità e spinto molto più sull'acceleratore della fruibilità, che per un artista di questo calibro non vuol dire che vi metterete a fischiettare una sua melodia (cosa comunque probabile), ma che tutte le vostre sinapsi non riusciranno a restare inattive seguengo la sua musica. Nove lunghi brani - 4 minuti in media - mettono in chiaro che ci vuole il tempo necessario per esprimersi, per fortuna rifuggendo totalmente la prolissità. Le sonorità privilegiano le note basse ed i toni minori, ed in tal cifra stilistica cercano di essere più varie possibile: con un'impronta prettamente chitarristica, ci si muove dall'acustico all'elettrico, passando per l'elettronico, dalle atmosfere notturne e claustrofobiche (quasi trip hop) di "Tablespoon Of Codeine" al ballatone psyco-folk "Kookaburra", che con la ritmata "Time To Go" è un deciso uno-due d'apertura. Il pianoforte che cade come polvere magica nella già citata "The Parade", cede il passo al flusso elettrico di "White Dove", con un inquieto testo che trasuda dolore. Si susseguono poi episodi un pelino sotto la media (molto alta) di questo quintetto d'apertura, per finire con le oniriche note di piano di "Central Booking", col suo incedere lento che poi diviene maestoso.
In tutto questo fluire di buona musica si sente molto presente la personalità ben definita dell'autore, che depone ulteriormente a suo favore: incasellando questo lavoro nella sua discografia, lo si sente perfettamente in linea e coerente con un percorso di maturazione che è praticamente giunto all'apice. Molto belli i testi, in bilico tra riflessione escatologica e semplice dipinto dell'inquietudine, insomma se vi è piaciuta Bat For Lashes o il nuovo di Thurstone Moore non fatevi scappare questo gioiellino.

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Sommario

John Vanderslice: Emerald City;
Recensione di ziabice per DeBaser
, 12/10/2007 3:53:15 PM (●●●●)

Anno: 2007

Generi: , , ,

Informazioni nel web: Il sito ufficiale con video e audio

Album collegati: Emerald City

Artisti collegati: John Vanderslice (non è DeFinit_)

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Voti e commenti

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L'opera è stata votata validamente 1 volte, ottenendo una media di 3.00

  1. ODRADEK | il 11 dicembre 2007 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ciao, Zia. Sono molto contento che tu non sia Paolo Rossi, non avrei retto ad una simile delusione. Ho il precedente, che non mi entusiasmò ma era un bel dischetto, in effetti. Per Bat For Lashes non condivido l'entusiasmo letto pure in DeB (carino, si, però...) e l'ultimo Thurstone Moore nemmeno l'ho sentito (devo?) Finirò, come al solito, per cercare anche questo. I consigi di Zia non riesco ad ignorarli, anche se abbiamo a volte gusti mooooolto distanti.
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  2. ZIABICE | il 11 dicembre 2007 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ciao reverendissimo :) Ultimamente più che un brano in se è l'umore di un disco che mi sta colpendo: l'ultimo di Thurstone Moore va molto a seconda del _tuo_ di umore, oggettivamente non ci sono pezzi spaccamascella, ma è l'insieme che è molto bello, alcune trovate, le sonorità scure, ma non cupe. E quel dannato violino.
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  3. ECIOSO | il 11 dicembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco:

    non so niente di lui.....però la rece mi incuriosisce assai.
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  4. CAPTAINHOWDY | il 11 dicembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    A me piace sparare sulla Croce Rossa, (e spesso quindi anche su me visto che alterno piacevolmente i ruoli..),il tipo l'ho sentito solo nominare ma dalle influenze che citi potrebbe interessarmi (soprattutto per le Bat for Lashes),vedro' di approfondire.
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  5. JAKECHAMBERS | il 11 dicembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Messaggio in codice per ziabice (da nerd a nerd, tanto per intenderci): long live slackware! ;-)
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  6. ZIABICE | il 11 dicembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    LOL JakeChambers: da quando ho provato ArchLinux non sono più tornato indietro. Tutta la potenza di una Slackware con il ruggito della rolling release... provala e non te ne pentirai ;)
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  7. BARTLEBOOM | il 11 dicembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Sempre segnalazioni sfiziose. Bravissimo!
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  8. REVERSE | il 11 dicembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    essendo avvezzo ai toni minori, mi incuriosisce.
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  9. REVERSE | il 11 dicembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    non male quello che c'è sul tubo. Approfondirò.
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  10. JAKECHAMBERS | il 11 dicembre 2007 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie del consiglio zia, ne ho sentito parlare molto bene, la proverò. :-)
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  11. TARGETSKI | il 12 dicembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 3

    Bravo ziabice, che riempie, in effetti, un vuoto. Quanto al disco, secondo me è un pelino sotto al precedente, ma sempre apprezzabile, molto Death Cab For Cutie e Postal Service, molto pop, ma di qualità. Ricordo che il mite John ha pure composto una interessante "Bill Gates must die"...
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  12. MINORTHREAT | il 28 dicembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    bella rece ziabice, davvero complimenti. Io John Vanderslice lo ricordo dai tempi degli mkUltra, buona band, ma con il tempo è sicuramente migliorato.... Questo però lo devo ancora ascoltare, ma lo farò presto.
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