Copertina di Vertù Vertù
acqualife

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Per appassionati di musica fusion, jazz rock, amanti dei bassisti virtuosi e ascoltatori curiosi di sonorità anni ’90
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LA RECENSIONE

Nove anni fà era il 1999, il tempo è passato inesorabile lasciandoci alle spalle tanti ricordi di momenti belli o anche difficili della nostra vita; ci ha lasciato alle spalle la spensieratezza della nostra giovinezza, quando ancora le vere preoccupazioni  erano lontane anni luce dallo standard che può infastidire un ventenne, amante della buona musica, pieno di voglia di vivere di sogni e speranze per il futuro. Oggi, rovistando tra i cd che hanno fatto per me da colonna sonora a quello splendido periodo ho ripescato questo fantastico progetto di Stanley Clarke affiancato dal compagno di tante avventure Lenny White. Poso lo sguardo sulla fotografia di Stanley nel libretto e penso....."Caro Clarke.... a quanto pare il tempo sta passando anche per tè.... quì il tuo aspetto era più giovane, ora i capelli bianchi sulla tua testa hanno fatto la loro inevitabile comparsa, le rughe sul tuo viso sono aumentate......ci hai recentemente regalato un lavoro quasi inutile come "The toys of man", nove anni fà invece oltre ad essere più giovane sapevi ancora regalarci tante emozioni, dischi fusion tendenti al rock come questo Vertù, cen' erano pochi in giro all'epoca e ce ne sono pochi anche oggi....oggi sento tanti ragazzi emozionarsi per i "Gordian Knot" fondati dal tuo "collega" Sean Malone.... Forse l'unico motivo è perchè non hanno mai sentito questo tuo disco. Hai chiamato all'appello il chitarrista Richie Kotzen, guitar hero indiscusso dei Mr Big, probabilmente capisco bene che per realizzare quello che avevi in mente avevi bisogno di uno come lui; Mi basta mettere su il disco per capirlo, sento partire la "cattiva" e rocchettara "V-wave", sento il veloce intro di batteria e a seguire l'accattivante tema principale invigorito dalla chitarra distorta di Kotzen, per comprendere tutto.  A unisono la chitarra e il violino della Karen Briggs (altra protgonista indiscussa di questo album)suonano il tema e il ritornello, per giungere poi allo scambio di soli come tradizione fusion vuole. A seguire riascolto "On top of the rain" che parte con con un groove rock-funk di Stanley e Lenny (il batterista per i profani); a creare il crescendo che porterà al tema principale sono i fraseggi di tastiera di Rachel Z(altra protagonista). il tema è qualcosa di epocale caro Stanley, quì vi eravate veramente superati; gli ingredienti sono gli stessi della prima traccia con la chitarra distorta di Kotzen a rendere il tutto più rock, il violino della Briggs ad imprezziosire il tema e "Z" con i suoi tappeti di tastiera; si giunge così ai soli dove è però il violino con il suo assolo orientaleggiante a regalarci la miglior performance. Un  romantico solo di basso dove tu sei protagonista caro Stanley non poteva mancare, ringraziamo quindi la Briggs che per il tuo basso a scritto "Anochè" pezzo di grandissima intensità. Si giunge alla rock-funk "The call" pezzo orecchiabile e divertente ma con "Topasio" le emozioni risalgono di intensità con un altro romantico tema dove sei tu il protagonista. Con "Topasio, part two" ci fai capire che nel tuo cuore c'è anche il be-bop; prendi il tuo contrabbasso riarrangi e reinventi il tema di "Topasio" transformandolo in uno standard jazz degno dei grandi jazzisti del passato (Parker, Gillespie e via dicendo). Anche il buon Lenny White ha un cuore jazz e per l'occasione compone l'orientaleggiante "Danse of the arlequim". "Start in again" è una ballatona composta e cantata da Richie Kotzen, non è molto differente dalle ballad contenute nei suoi dischi da solista, ma sentirlo cantare supportato d una simile band caro Stanley, è tutta un'altra cosa. Ha la Briggs  piace l'oriente l'avevamo capito, e con "Marakesh" lo dimostra ancora, un pezzo rock quasi totalmente privo di soli se non per il breve solo di chtarra all'inizio del pezzo; l'orientaleggiante tema suonato dal violino è carino ma per me il brano meno riuscito del disco. "Toys" è una mini suite di minuti 7:54 composta da più parti, alterna parti rock più "dure" a parti più  leggere e melodiche, anche quì caro Stanley hai fatto centro, il brano è molto bello... Il tempo passa caro amico e a volte non ce nè accorgiamo neanche, restano i bei ricordi, i momenti felici passati con amici, parenti, le persone a noi care in generale e i musicisti che ci hanno fatto sballare e ci hanno regalato qualche brivido in più. L'unica cosa che ci resta di fare adesso è andare avanti e sperare che la vita abbia ancora qualche emozione e gradita sorpresa da regalarci"

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Riassunto del Bot

La recensione riflette sul valore duraturo dell'album Vertù di Stanley Clarke, un progetto fusion rock ricco di emozioni e virtuosismi strumentali. Con la collaborazione di musicisti come Richie Kotzen e Karen Briggs, l'album mescola perfettamente funk, rock e jazz. Riscoprire questo disco significa rivivere momenti intensi e apprezzare un lavoro raro e prezioso anche oggi. L'autore evidenzia la profondità dei brani e l'importanza dei temi orientali inseriti nei pezzi.

Vertù

Vertù è un progetto/fusion supergroup del 1999 guidato da Stanley Clarke, che coinvolge musicisti come Lenny White, Richie Kotzen, Karen Briggs e Rachel Z. Il progetto ha prodotto l'album omonimo pubblicato nel 1999.
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