Quando un gruppo intitola un disco con il proprio nome, ci sono due possibilità: si tratta dell'album di esordio, oppure di album il gruppo ne ha già fatti un bel po', e nel citare se stesso è alla ricerca di una nuova identità. Questa seconda circostanza è esattamente ciò che succede agli Erasure, duo britannico formato dallo scienziato pazzo Vince Clarke (colui che ha scritto da solo o quasi il primo album dei Depeche Mode, per andarsene subito dopo) e dal proletario Andy Bell, la voce del gruppo, un working class hero fiero, alcuni anni prima, del suo terrificante look tutto jeans e maglietta di cotone bianco arrotolata sui deltoidi.
Ma dalla copertina di questo loro settimo album, "Erasure", uscito nel 1995, ci osservano con uno sguardo torvo e notturno, ridotti a fumetto. Dopo aver infilato almeno un paio di hits danzerecci per disco, a partire dal loro esordio nel 1986, qui adattano il loro stile al passaggio epocale dal vinile al compact disc, e riempiono quasi per intero la superficie del nuovo supporto, il dischetto argentato: 71 minuti di musica per undici brani. Se prima di questo lavoro erano tra i paladini più sfrontati di un synth-pop mercantile e disimpegnato, qui dilatano all'estremo i tempi della forma canzone e se ne escono con ballate che vanno dai 6 ai 7 minuti e oltre.
In più la musica è stranamente solenne per un gruppo di questo tipo, la prima mezz'ora è un crescendo di intensità emotiva in cui Vince Clarke dietro ai sintetizzatori sembra recuperare quell'afflato cosmico monopolio dei tedeschi di due decenni prima. E se vi capita di ascoltare "Rock Me Gently" - pop song sì, ma di altissimo livello (e di 10 minuti di durata) - assisterete all'incontro tra lo strampalato duo e la voce luciferina di Diamanda Galás (presente qui e anche nell'intro di "Angel") che si presta a destabilizzare tutte le coordinate a cui eravamo abituati per un gruppo come gli Erasure.
Lavoro sperimentale, sia pure in un territorio che resta ben delimitato - quello del pop -, suscita il parziale sconcerto dei loro fan, che dopo aver spinto al n. 1 delle classifiche inglesi i quattro album precedenti, non fanno arrivare oltre al n. 14 questo disco. E infatti, a seguire questa prova, ci sarà il ritorno a un electro-pop suadente e non problematico, ma decisamente meno interessante.