Copertina di Blink-182 Blink-182
Taurus

• Voto:

Per fan di pop-punk, appassionati di musica alternativa, ascoltatori curiosi di evoluzioni sonore nella musica rock
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Arrivati al successo mondiale con "Enema Of The State", questo disco omonimo rappresenta anche l'ultima prova sulla lunga distanza per il combo stato per anni il portacolori del pop-punk sui mass media di mezzo mondo, prima del trascurabile "Greatest Hits" e del definitivo scioglimento. O meglio rappresentava, visto l'improvvisa riappacificazione tra i tre di San Diego e l'annuncio dato dell'imminente riunion dei Blink-182. Come conseguenza Mark & Travis hanno sciolto il loro progetto, i +44, mentre gli Angels And Airwaves di Tom Delonge rimangono in vita.

Non ci troviamo di fronte ad un gruppo di certo che eccelle particolarmente per doti tecniche forse solo il batterista offre qualche cosa di più, ma bensì un gruppo capace di creare  melodie facili e singoli di successo che hanno avuto fortuna nel corso degli anni.

Album come il già citato "Enema Of The State" e il successivo "Take Off.." saranno pure simpatici per qualcuno, ma invece risultano essere tremendamente noiosi visto la loro eccessiva ripetitività e soprattutto con canzoni tutte o quasi fotocopia. Il pop-punk devo riconoscerlo è un genere piacevole e anche abbastanza facile all'orecchio, ma che alla lunga è diventato troppo inflazionato con band che si copiano a vicenda a più non posso; ed era quindi lecito attendersi qualche cambiamento (e io aggiungerei era ora che i ragazzi si dessero da fare e maturassero un po') in questo disco.

Per carità, non siamo certo di fronte a cambiamenti drastici di genere come è un po' successo ai colleghi Sum 41 con il convincente "Chuck" eppure le differenze con i precedenti due si fanno sentire.

In cosa consistono di preciso queste novità?

L'album è molto meno scanzonato dei precedenti e anzi si avverte un'atmosfera più cupa e malinconica in certe parti. Ma non solo, risalta notevolmente pure il tessuto musicale stavolta ottimamente curato e vario con trame melodiche ben assortite e parti strumentali abbastanza lunghe come intro e/o outro sparse lungo i pezzi. E questo convince non poco, tenendo presente che i tre di San Diego hanno avuto sempre il vizio di usare sempre e quasi comunque il  solito stracavolo di arpeggio per aprire le canzoni, senza apportare nessun'altra modifica ritmica alle struttura delle canzoni.

Peccato che la voce di Mark e Tom siano sempre troppo ancorate al solito timbro melodico senza variare il ben che minimo registro vocale (segmenti vocali più aggressivi e decisi decisamente assenti).

Naturalmente non mancano anche canzoni alla vecchia maniera, ne sono un esempio le ottime e energiche "Stockolme syndrome", "Go", "Feeling this" ma che stavolta risultano essere più interessanti e genuine di quelle a volte monotone scritte in precedenza.

Il lato più cupo e dark del platter esce fuori dalla collaborazione del trio con il leader dei Cure, Robert Smith in "All of this", canzone che definire lenta e oscura è poco e il single-ballata dove vengono sperimentate nuove sonorità date dall'uso del contrabasso in "I miss you". Canzone che può piacere o meno, ma che finalmente risulta essere "nuova" e ci risparmia la solita struttura irritante di pezzi come "Adam's song" e "Stay together for the kids".

La palma per la song più curiosa viene assegnata a "Violence" non tanto per il testo, bensì per la scelta del particolare mix di sottofondo delle strofe che contrasta con la vivacità dei ritornelli in cui ritornano chitarre e batteria sparite precedentemente. Non manca nemmeno qualche caduta di stile riferibile all'interludio strumentale "The fallen interlude" e ad "Asthenia" tanto per rimembrare il passato, con un refrain tremendamente sfacciato. Più riuscita in questo senso è sicuramente la traccia 2 "Obvius" in cui troviamo delle inedite chitarre pesanti dalle sfumature pseudo metalliche che contrastano con la voce sempre melodica dei singers.

Da annoverare tra i top insieme a "Stockolme syndrome" va messa "Easy target", che descrive bene le peculiarità del disco con un buon lavoro sugli intrecci chitarristici e un atmosfera inquietante che riporta alla mente persino gli Alkaline Trio.

Il voto sarebbe tra tre e quattro, ma do comunque le quattro stelle, (tenendo conto che i due precedenti sono impalpabili) in proporzione ai  passi avanti fatti dal combo  per i cambiamenti apportati al loro sound, che segnano una svolta e evitano l'ennesimo disco fotocopia.

In conclusione, un buon cd, sintomo dell'evoluzione sonora del gruppo, di cui va preso atto e che risulta essere per buoni tratti convincente, ma che potrebbe ricevere le critiche dei fan di vecchia data e invece ampliare la base di potenziali ascoltatori.

Molti, sei anni or sono,  avevano aspettato invano il seguito di questo platter, che aveva segnato una decisa svolta  a 180° nel loro percorso musicale, per vedere a cosa avrebbe portato questa nuova maturazione intrapresa. Ebbene, tra qualche mese, con l'uscita del nuovo disco di inediti si avrà una chiara risposta in merito.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Il disco omonimo dei Blink-182 segna una svolta nel loro percorso musicale, con atmosfere più cupe e arrangiamenti curati. Pur senza grandi rivoluzioni, il gruppo dimostra maturità, evitando la noia dei precedenti lavori. La collaborazione con Robert Smith e l'uso di nuove sonorità contribuiscono a un album convincente che potrebbe ampliare il pubblico senza tradire totalmente i fan storici.

blink-182

I blink-182 sono una band pop punk statunitense nata a Poway, California, nel 1992. Composti principalmente da Mark Hoppus, Tom DeLonge e Travis Barker, hanno attraversato cambi di formazione, scioglimenti, reunion e una lunga serie di successi mondiali. Album come 'Enema of the State' e 'Take Off Your Pants and Jacket' hanno segnato la scena pop punk tra la fine degli anni '90 e i primi 2000. Hanno influenzato una generazione di ascoltatori grazie al loro stile ironico e a canzoni che mischiano adolescenza, sarcasmo e malinconia.
35 Recensioni

Altre recensioni

Di  ste84

 La mia prima recensione! Ho scelto questo cd perché mi ha stupito.

 Il batterista picchia così bene (e si sente!), con assoli e ritornelli trascinanti, un vero marchio.


Di  sexyajax

 "'I Miss You' è una delle più belle canzoni che ho mai ascoltato, un’atmosfera dark che chiude in un gioco pericoloso il basso e la voce triste del cantante."

 "La forza dei blink sta nel basso esplosivo e nella batteria punkizzata."


Di  albi6

 "I blink lo considerano il loro primo album perché mai sono stati così liberi di dare sfogo alla loro creatività."

 "'I Miss You' è semplicemente fantastica... è il simbolo del cambiamento dei blink."


Di  The_dull_flame

 Il vero capolavoro è “All Of This”, in duetto con il grande Robert Smith: una canzone che mette i brividi.

 I Blink con questo album ci avevano salutato, cercando di dare il meglio di loro e ci sono riusciti.


Di  d3vid 182

 "Appena l'ho visto è stato amore a prima vista!"

 "Il ritornello di 'Feeling This' ti fa impazzire... e ti vien voglia di ascoltarla 1000 e più volte!"


blink-182 ha 9 recensioni su DeBaser.
Puoi scopri tutti i dettaglio nella pagina dell'opera.