At The Gates: With Fear I Kiss The Burning Darkness

Recensione di: wwwhatemoornet , (il 1 agosto 2004 dopo mezzanotte) | Voto: ●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di At The Gates With Fear I Kiss The Burning Darkness

“And as I dreamed the lilies white in the shade of a birch…”

Questi sono i veri At the Gates. Mica quelli patinati a cui dobbiamo la colpa di avere oversaturato il mercato con tutti i loro fuchi svedesi, pescatori che fino a qualche anno fa facevano i pescatori ora imbracciano chitarre ribassate e ci propongono migliaia di Slaughter Of The Soul.

Questi sono gli At The Gates, e più precisamente questo è l'Adrian Erlandsson non solo capace delle due famigerate costruzioni ritmiche alla At The Gates: tupatupatupatupa o tututupatututututupatutututututupa ma ci propina simpatici terzinati o spiazzanti cambi di ritmo degni di un batterista che si rispetti.

Infine la musica, stupenda. Chiunque abbia già da tempo digerito i Dark Tranquillity dell’immenso Skydancer non farà fatica a riconoscere in questo With Fear I Kiss The Burning Darkness un tentativo di evoluzione che parte appunto dalle stupende armonie disegnate dai cinque svedesi ora decontestualizzate (mamma mia) e trapiantate su un impianto che rimanda agli Entombed dell’era Clandestine, alfieri dello Swedish death più pesante e aggressivo.
La maggior parte dei riff è in tremolo picking ma ci sono anche le prime avvisaglie di quelle ritmiche più thrash/death che appariranno poi in tutti gli album seguenti.
Le vocals del buon Lindberg sono molto molto diverse da quelle di Slaughteriana memoria, sguaiate, imperfette forse, più proprie di un Vikernes (o di un Fridèn Skydanceriano) qualsiasi, ma mai così adatte alle linee di chitarra ora malinconiche ora lievemente dissonanti ora epiche ma sempre originali, spiazzanti con un lieve retrogusto folk-melodico che ha fatto la fortuna del death svedese.

Col tempo gli At The Gates hanno purtroppo perso la complessità, anche dal punto di vista dei testi (tutto l’album sembra essere un concept sul naturale potere purificatrice dell’oscurità, e del fuoco del tramonto, si sa da tempo di quanto il buon Lindberg sia un simpatico ubriacone), e l’indisciplina tipica di un gruppo giovane e fresco in favore di una maturità vagamente più easy listening che li ha portati a diventare una delle band più influenti in ambito estremo, e a mio parere è un grande peccato.

In canzoni come Raped By The Light Of Christ dal testo allucinante, The Break Of Autumn col suo rifferama letteralmente impressionante, la lunghissima (per gli standard degli At The Gates) Primal Breath, Stardrowned, la stupenda The Burning Darkness, Ever-Opening Flowers, Through The Red, non c’è alcuna struttura predefinita, i riff appaiono e scompaiono all’improvviso come delle comparse non ben istruite sul da farsi ma il tutto funziona così bene che le canzoni fluiscono perfettamente anche senza un minimo di coerenza geometrica, come guidate dall’istinto.

Sicuramente non un capolavoro per tutti ma un disco che insieme a Skydancer e al già diverso The Jester Race è una delle testimonianze più valide e importanti del movimento svedese quando ancora muoveva i primi passi e non era così pacioccoso (vedi Colony giusto per fare un esempio).

“Jesus, no prince of my starved hell to be / No way, my world it dies with me”

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Sommario

At The Gates: With Fear I Kiss The Burning Darkness;
Recensione di wwwhatemoornet per DeBaser
, 8/1/2004 12:00:00 AM (●●●●)

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Voti e commenti

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Ha ricevuto 6 voti validi, totalizzando una media di 3.50
L'opera è stata votata validamente 5 volte, ottenendo una media di 4.40

  1. BATHORYARIA | il 3 agosto 2004 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco:

    non lo tengo questo cd, però slaughter of the soul non me lo toglie nessuno. perchè senza copertina?
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  2. WWWHATEMOORNET | il 3 agosto 2004 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    perchè i nani non hanno voglia di faticare per cercare una copertina brrrrrrrr metal...tantomeno io per cui
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  3. TURKISH | il 4 agosto 2004 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    ecco la copertina
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  4. NORVHEIM | il 4 agosto 2004 in mattinata | Voto: 2 | Voto al Disco: 4

    Non vedo assolutamente motivazione alcuna per dire che è una colpa aver avuto molti cloni...Cazzo non è assolutamente un motivo per sminuire un disco come "Slaughter.." che detto per inciso è di netto superiore a questo. Sinceramente mi sembra una grossa idiozia
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  5. WWWHATEMOORNET | il 4 agosto 2004 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    mah io invece la penso così e sapevo anche che qualcuno avrebbe criticato Slaughter è carino ma non è un capolavoro, mentre questo a mio parere lo è è un po' come pensare a skydancer e The Gallery, io preferisco di netto il primo...poi ho so' sempre opinioni personali no? ;D
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  6. NORVHEIM | il 4 agosto 2004 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Hai ragione...ma resto della mia opinione:)
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  7. CLIFFBURTON86 | il 8 agosto 2004 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    ;-) tututupatututututupatututututu tupa
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  8. FILO91 | il 7 ottobre 2005 in prima serata | Voto: | Voto al Disco: 5

    non mi piace molto. ma trovo sian molto bravi a suonare.
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  9. METALMANIAC | il 15 giugno 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    bello mi è piaciuto, devo procurarmene altri assolutamente.
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  10. CANEPELATO | il 27 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    non-divine. detto tutto
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  11. FRAXINUS | il 13 febbraio 2008 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco: 4

    Ricordo che, allorquando uscì questo "With Fear I Kiss the Burning Darkness", vi era un angoletto tutto dedicato a questo disco, in un megastore musicale milanese. Attratto inspiegabilmente dalla meravigliosa copertina, esaltata dalla confezione del vinile, mi avvicinai e inforcai le cuffie per l'ascolto in loco. Credo di essere rimasto lì una buona mezzora, e infine acchiappai una delle copie lì affastellate e la acquistai. Nel medesimo giorno feci mio pure quell'immane capolavoro che è "Grin" dei Coroner, ma vabè... altra storia. Se debbo essere sincero questo è uno dei dischi archetipici di un certo death metal svedese: indubbiamente NON un capolavoro, ma un chiaro e genuino esempio di quel sottogenere caratterizzato da partiture melodiche oblique e gelide, con tanto di riff di ghiaccio tagliente. A tratti c'è forse troppa "baraonda" nelle canzoni di quest'opera, ma dopo così tanti anni si fa ancora ascoltare assai piacevolmente. "The Red in the Sky is Ours" lo trovai molto meno "a fuoco", ma sicuramente promettente. Per chi, come me, è rimasto indifferente a Slaughter of the Soul, è in questo disco che alberga il vero sound degli At The Gates, o al massimo nel successivo "Terminal Spirit Disease". Da lì in poi mi son sembrati davvero troppo prevedibili e asettici.
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  12. GENNAMAIA | il 22 marzo 2008 in mattinata | Voto: 2 | Voto al Disco: 5

    Allora qui stiamo facendo a gara, questo è meglio di quello etc...etc... Mentre si perde l'importanza di un album come questo, dove la forma canzone veniva manipolata dal genio di 5 ragazzi forse troppo avanti con i tempi...un album coraggioso ma pur sempre fondamentale
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  13. CARPATHIAN KING | il 22 marzo 2008 verso mezzogiorno | Voto: 3 | Voto al Disco: 4

    questo è stato il mio primo disco degli at the gates e devo dire che mi è piaciuto parecchio,successivamente acquistai "slaugter..." che mi colpì ancora di più...quest'ultimo avrà anche creato molti inutili cloni ma....cazzo che capolavoro....comunque questo "with fear..."è indubbiamente un ottimo album ma non superiore a slaugter of the soul.....gusti son gusti..
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