The Bloody Beetroots: Romborama

Recensione di: Frankie89 , (il 8 febbraio verso mezzogiorno) | Voto: ●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di The Bloody Beetroots Romborama

Il 2009 è stato l'anno di grazia del revival Hardcore Techno. E già, alla fine sono riusciti a rispolverare pure quello, ora ci manca solo lo speedcore gabber e cominceranno a fare i revival dei revival (se già non li stanno facendo).

Ma che cos'è l'hardcore techno? Essenzialmente è un genere di musica elettronica dance nato dalle parti di Rotterdam: potente, aggressivo, beat industriali, qualche frequenza sub-bassa che ti faceva fare la cacca addosso e una ripetitività che senza qualche pasticchina quà e là provocava volentieri la pazzia. 

Fatto sta che purtroppo per noi giovincelli italioti questa roba spacca-timpani andava forte all'inizio degli anni '90, giustappuntamente cavalcante la meravigliosa onda assassina del periodo rave. Ecco, quindi, che a riempirci di nostalgia per un tempo mai vissuto spuntano fuori nel 2007 i Justice, e via di revaivol: niente più trance da checche, via tutta la house commerciale da quartiere bene, bentornati rave sgangherati, ma questa volta con più alcohol e meno mdma, che se ritorni a casa da una festa senza vomito seccato sulla maglietta di H&M è come se non ci fossi andato affatto.

E pensate un po', in prima linea assieme a Justice e Boys Noize ci sono fra l'altro due "band" italiane: Crookers e The Bloody Beetroots. Premetto che non voglio perdermi in facili nazionalismi e cercherò di descrivere il disco dei Bloody Beetroots senza pensare che vengono da Bassano del Grappa. Che poi chissenefrega della geografia in musica, no? Che guardi questi due buontemponi giramondo che appaiono in pubblico sempre con una maschera in faccia (chi ha detto Daft Punk?), in questo caso di Venom, la nemesi di Spider Man o ilcheccacchioneso di Spider Man, purtroppo (?!) non mi intendo di fumett, e, insomma, non pensi mica che sono Italiani, ma nemmeno boh americani, cioè, non pensi proprio.

Ebbene questo dischetto, assemblato dopo una sequela ben nutrita di remix, è più che altro una compilation di cose già edite più qualche novità, ma la cosa non ci tange più di tanto visto che da DeBaseriani passiamo più tempo a criticare (o a osannare) i Dream Theather che nelle discoteche o sui siti "in", pertanto è improbabile che abbiate già ascoltato qualcuno dei precedenti, e sconosciuti, ep.

Bene cominciamo dalle cose "brutte" di questo "Romborama". I primi tre brani risentono fortemente dell'influenza Justice: organi inquietanti dappertutto a ricordarci che, ok, ce la stiamo spassando sul dancefloor e stiamo sudando come maiali, ma che prima o poi dobbiamo pur tirare le cuoia. Il massimo per passare un sabato sera di spensieratezza. Inoltre, è un disco essenzialmente danceable e basta: difficile che lo mettiate nell'ipod per ascoltarlo dall'inizio alla fine. Le tracce sono scollegate e da una traccia all'altra lo stile cambia notevolmente. D'altronde se uno fa musica dance

Alla quarta traccia "Awesome" qualcosa di diverso già si sente: una sboronata hiphoppica che sembra urlare "U-S-A-U-S-A" però se ci pensi un attimo gli americani non sono così misurati e raffinati con la sboronaggine, il brano si ferma a 2 minuti e mezzo, nel bel mezzo del tuo ancheggiamento entusiasta. E poi, bè, arriva una bomba e si chiama "Cornelius", un raver coi capelli verdi e sudaticcio che si fa largo a gomitate sulla pista urlacchiando esagitato "'ardkore, u know da score!", e gli iniziali dubbi suscitati dall'inizio del disco spariscono nella folla calpestati da una slam-dance irrefrenabile, e di sottofondo un "OH, OH, OH, OH!!" che sembra un urlo di guerra degli Unni. La pressione aumenta, il vapore fa implodere la pentola a pressione, tutti, unni compresi, pogano in una violenta e gioiosa estasi. Qualcuno sbratta quà e là, qualcuno è costretto a uscire dalla mischia con la faccia insanguinata e tutti son contenti. E il carosello non si ferma. "It's better a DJ on 2 turntables" spara vira verso il minimalismo maranza à la "Flat Beat" di M Oizo, "Talkin' in my sleep" è soul apocalittico che erutta dall'esofago, sbatacchiamento di testa a mò di Bobble Head, fin quando la testa non si stacca, "Butter" rivira in zona Justice facendo sembra terrificante pure un dozzinale handclappin'. E di nuovo, un'altra mazzata, "Warp 1.9" con il blasonatissimo Steve Aoki: uno scorreggione sonico che si alza e si abbassa come un ottovolante per 3 minuti inframezzato da battiti di mano e "UhUh" brutalmente gay.

C'è anche spazio per robine definite da altri tizi, sottoscrivo, "morriconiane", ovvero dei brevi e teneri intermezzi che in mezzo a tanto maestoso sudore riscaldano il cuore. Cioè, come si fa a non intenerirsi quando la bambina in "Little Stars" canticchia Jingle Bells? 

Tutte cose non funzionali ai club, certo, ma che fanno capire quanto puntino in alto, o perlomeno verso luoghi inesplorati, i Bloody Beetroots, che fra l'altro tra un dj-set a Buenos Aires e uno a Tampa riescono a trovare il tempo per dire al giornalista di turno che i loro dischi preferiti sono "Metal Box" dei P.I.L. e altre robine punk. Un attitudine punk, fuori dagli schemi di certo ci vuole, per non far sembrare becero il solito autotune come in "Second Streets Have No Name" o non sdolcinato un mistone di organo e archi fintissimi su una drum-machine old skool.

E poi vabbè, ci sarebbero ancora altre tracce interessanti da raccontarvi di quest'album esuberante, vi basti sapere che la musica elettronica italica sta correndo più velocemente di quanto l'Italia dei club (quella di Gigi D'Agostino) si stia rendendo conto. I Bloody Beetroots hanno sfilato con un calcio lo stivale e si stanno prendendo il mondo. E se già avete l'ultimo favoloso disco di Vitalic, è qui che dovete passare per capire dove sta andando la EDM del nuovo decennio. 

E anche, perché no, se volete imbrattarvi ben benino il maglioncino a righine.

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Sommario

The Bloody Beetroots: Romborama;
Recensione di Frankie89 per DeBaser
, 2/8/2010 12:18:00 PM (●●●●)

Anno: 2009

Generi: , , ,

Informazioni nel web: Pogate responsabilmente

Album collegati: Romborama

Artisti collegati: The Bloody Beetroots «Più che le barbabietole, qui a sanguinare (lussuriosamente) sono i timpani.»

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Voti e commenti

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  1. TOBBY | il 8 febbraio in prima serata | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Rece molto FIKA, mi piacciono quello scritte a flusso di coscienza, ma credo proprio che nella foga tu abbia perso una parte, precisamente dopo "(...)D'altronde se uno fa musica dance" (fine del sesto paragrafo). I Bloody Beetroots ancora non li ho ascoltati bene, spero che tutto quest'hype sia motivato!
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  2. DOPESMOKER | il 8 febbraio in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    Scusami se te lo dico, ma questa recensione è una merda. Non solo hai inquadrato i Bloody Beetroots in un contesto socio-musicale non loro (Hardcore Techno?!), inoltre non ne hai nemmeno colto le velleità artistiche e stilistiche. Loro non fanno altro che Electro. Chiamala Nu Disco, Nu Rave, Nu Electro, Electro Breaks. Ma ha un nome. Lo stesso dicasi per Justice, Sebastian, Pro7, Boyz Noize, Cyberpunkers e tutta questa scena (dalla Ed Banger a La Valigetta la strada è breve). Inoltre come punto di riferimento per la scena elettronica Italiana prendi ad esempio Gigi D'Agostino, uno che spopolava nei club tamarri dieci anni fa. La scena elettronica italiana, al di là del ramo Electro, è viva e vegeta. E non si limita certo a quell'universo. C'è un sottobosco di produttori Breaks, Drum & Bass, Tekno ed Idm che nemmeno immagini. Per non parlare poi del mondo della Techno (o Techno Minimal), ma qui è un altro ambito che, sinceramente, mi fa caghicchiare. E sopratutto l'estetica ed etica da club è propria dei Bloody Beetroots e non entità a parte come si evince da "vi basti sapere che la musica elettronica italica sta correndo più velocemente di quanto l'Italia dei club". Dai, magari l'Elettronica non è la tua tazza di thè.
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  3. WOW, MAGOMARCELO è divèrs_!!! MAGOMARCELO | il 8 febbraio in seconda serata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    È un commento divèrs!

    ad ascoltarli nonostante i consigli del pugliamix non ce l'ho ancora fatta - e forse perché non mi sono ancora ripreso dalla sbronza dei Justice - ma la recensione si legge che è un piacere!
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  4. IL DANDI | il 9 febbraio verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    questo album mi ha un pò deluso...qualche traccia carina ma altre mi sono sembrate riempitive ("come la cina" é terribile). il meglio dei bloody é nei vari mixtape e raccolte che hanno fatto, se si fossero limitati a prendere il meglio delle loro produzioni per fare questo loro primo album il risultato sarebbe stato di gran lunga migliore, poi ho notato che ha differenza dei vecchi lavori una vena pop ancora più marcata.
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  5. FRANKIE89 | il 9 febbraio nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Il "d'altronde se uno fa musica dance" è una parte che volevo cancellare e che nella revisione mi l'ho completamente mancata con gli occhi... Se qualche editor di passaggio cancellasse quella parte ne sarei piuttosto grato. Grazie.. Comunque, Dopesmoker, sarò un ignorantone ma alla fin fine mi baso sul significato delle parole: la parola "electro" vuol dire tutto e vuol dire niente, cosa dovrebbe qualificare? Come si distingue dalla techno e dalla house? Questi fra l'altro sono termini che oggi hanno accumulato un grado di arbitrarietà allucinante. Poteva avere qualche senso parlare di house e di techno negli anni '80 quando si discuteva di Chicago e Detroit. Ora però è tutto talmente impastato che a meno che uno non si metta a fare delle operazioni squisitamente manieristiche è difficile trovare qualcosa di inquadrabile con certezza. Se proprio devo esser sincero per me la musica elettronica che non è ambient ma serve a far muovere il culo per me è semplicemente musica "dance" e se proprio vogliam fare i pignoli "dance elettronica". Poi vabbè c'è la d'n'b che è già più facilmente riconoscibile, ma sempre "dance elettronica" così come i Mogwai fanno pur sempre "rock", nonostante ci si possa anteporre un "post" che onestamente alla fine queste etichette son cose da Ondarock, non ci voglio perdere troppo tempo quando potrei semplicemente cercare una descrizione emotiva e/o tecnica di un suono. E comunque, bè, ho citato Gigi D'Agostino perché onestamente non conosco altri punti di riferimento della scena italiana dopo lui e, onestamente, non credo ci siano. Sarei lieto se tu mi smentissi, però, se ci penso non mi viene in mente null'altro.
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  6. FRANKIE89 | il 9 febbraio nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    E comunque la scena hardcore non me la sono mica inventata: ho letto un po' di robe al riguardo, certo, perché all'epoca non sapevo manco parlare figurarsi impasticcarmi in un rave olandese. E ho trovato che alcune cose di Beltram (come quella linkata) abbiano ispirato almeno superficialmente le ultime pulsioni mainstream della scena elettronica...
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  7. FRANKIE89 | il 9 febbraio nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ah, una postilla per completare (o meglio tappare i buchi de) l'opera. I Bloody Beetroots hanno anche rifinito con i loro beat un brano dell'ultimo disco de Il Teatro degli Orrori: "Direzioni diverse". Sapevatelo...
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  8. FRANKIE89 | il 9 febbraio nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Wow, prima avevo parlato di "revisione", cacchio ok, è vero ci sono un sacco di erroracci errorini e dimenticanze sparse quà e là... Bè, spero almeno di avervi invogliato a dargli una possibilità a questi tipi, così almeno la recensione la può fare qualcun'altro con meno problemi di concentrazione.
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  9. DOPESMOKER | il 9 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Forse mi sono lasciato prendere la mano definendola "una merda", ma gli erroracci di fondo ci sono. Electro non è solamente una classificazione "di base", ma un genere a se stante (esempi: http://www.youtube.com/watch?v=klnkvXc1c_k; http://www.youtube.com/watch?v=o85fzdJyDyI; http://www.youtube.com/watch?v=hNRKWsMgOnY) che negli anni si è evoluto. Ora come ora la tendenza principale è l'Electro Breaks (o tutti i nomi di cui sopra; genere nel quale rientra anche i brani linkati). E, credimi, in ambito elettronico le classificazioni sono fondamentali tanto quanto nel Rock. Altrimenti non faremo distinguo tra Fky ed Autechre, tra Venetian Snares e James Holden, tra Burial e Les Boucles Etranges e così via. Non sono utilizzi manieristici ma dei distinguo fondamentali da fare per addentrarsi in un campo ormai vastissimo, alla pari di altra musica (anche più "colta"). Magari però visto da occhi esterni è diverso. Come se chiedessi ad una persona al di fuori del campo la differenza tra Slint e Fugazi. Non so se rendo.
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  10. PURPULAN | il 9 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 2

    Dire semplicemente "Fidget"?! Perché quello è l'approccio e, per quanto ci possano girare attorno, non è che la sostanza cambi un granché, stringi-stringi. Ed il materiale sonoro è pure piuttosto grezzo ed approssimativo. "Roba tagliata male", insomma ; ).
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  11. DOPESMOKER | il 9 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ecco, per dire: Fidget lo vedo tanto come una di quelle etichetta alla Hypnagogic Pop, Shit Gaze e puttanate simili.
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  12. PURPULAN | il 9 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Pienamente d'accordo Dope sulla (poca) sostanzialità di certe definizioni, ma con qualche riserva: quelle da te citate sono di conio "critico" e spesso vengono rigettate dai musicisti che vi si trovano "incasellati" (inoltre, la "prova del tempo" debbono ancora superarla, troppo fresche per capire se avranno un seguito). In ambito "club music" va detto che spesso è lo stesso produttore/Dj (in questo caso "Switch") a spiattellare un appellativo di propria tasca per definire il "suo stile" (con operazione più o meno redditizia in ambito d' "autostima"; l'unico esempio avulso che mi salta in mente è quello dello "UK Garage", ed infatti ad inizio 2000 nessuno voleva sentirsi dire: "Fai quella musica lì!", salvo poi ritrovarcelo come genere storicizzato e di deriva, oggidì) e se la cosa diviene d'uso comune e riconosciuta da vari "epigoni", be', non resta che arrendersi all'evidenza dei fatti (o delle parole/pugnette ; ).
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  13. DOPESMOKER | il 9 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Sono propenso più per il considerarle pugnette. Però il tuo discorso non fa una piega, specie quando parli di autostima "artistica". Fattosta che continuerò a chiamarla Electro, non fosse altro che per le derive palesi.
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  14. DOPESMOKER | il 9 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Dimenticavo di aggiungere: che piaccia o meno ai trendsetter nordici, che si chiamino Bloody Beetroots o Cyberpunkers.
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  15. FRANKIE89 | il 9 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Senti, Dope, dato che mi pare "del settore", che te ne pare di Fake Blood? Quel tipo che ha riportato in voga (oddio non so se sia lui il principiatore del revival) il gusto per il breakbeat sporco che tanto andava 20 anni fa. Sto ascoltando ossessivamente i suoi vari ep e mi sta passando in mente la malaugurata idea di recensirne qualcuno, stavolta usando il controllo grammaticale di Word.
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  16. DOPESMOKER | il 9 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    In ambito "dancefloor" l'Electro e la Break Beat per quanto mi riguarda oggigiorno vanno di pari passo. Si è andata piano piano assottigliando il confine tra i generi, non poco hanno contribuito artisti come Far Too Loud, B Phreak, Bsd, Maelstrom e compagnia danzante. Insomma il concetto di New Skool Breaks ha tagliato un pò tutti i ponti che c'erano. Vi si potrebbe anche fare un unico calderone con tutte queste derive, Fake Blood compresi, tant'è che nella maggior parte dei set di quel campo vengono suonate indistintamente tracce appartenenti a filoni apparentemente diversificati. A conti fatti io la considero tutt'una storia.
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