Slaughter: The Wild Life

Recensione di: Core-a-core , (il 8 febbraio verso mezzogiorno) | Voto: ●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Slaughter The Wild Life

Slaughter: il cervello di Golia nel corpo di Davide. Una belligerante macchina da guerra, molto folkloristica, dotata di bocca spara lacca pietrificante, borchie rotanti, armature in pelle disumana e ruggiti da leoncino. Dopo tanti anni, anche io mi trovo a fare il defender e schifare l'"hair metal" parodistico di questi tempi ma, se ci penso, un gruppo come questo, in un disco come questo, diventa un ottimo pretesto per scherzare sul glam tosto degli anni che furono. Non che, a mio modesto parere, siano da buttare a piè pari, ma così proprio non va.

Questi Kiss de borgata, questa brigata minacciosa come un Blackie Lawless arrapato, questa banda trucidamente sdolcinata di tamarri n°1, questi Manowar (per la parte scenografica) del rock provenienti da Las Vegas hanno scommesso molto su se stessi e, almeno all'epoca, erano riusciti ad alzare un bel gruzzoletto e una discreta fama con l'esordio del 1990 "Stick It To Ya" e successivo tour di supporto ai Kiss. Poi decidono di strafare due anni dopo, forti di cotanta sponsorizzazione, con questo "The Wild Life" che effettivamente ha molto di selvaggio. Tra rombazzi di moto della serie "oddio mio stanno arrivando!", inopportuni suoni celestiali, rifacimenti country tipo cowboy seduto sulla sedia a dondolo, cappello calato sugli occhi e stivalazzi poggiati sula ringhiera, i signori se ne escono con un disco non propriamente bello, ma nemmeno privo di episodi divertenti. Tra i difetti principali da annoverare c'è una produzione che definire cafona significa darle valore, una voce e una pronuncia sguaiatamente bassolocate (quasi puzzano d'alito), e la ballad di chiusura che sembra una presa per il culo. "All the days gone by, do you remember when we were the best friends!" con campane che suonano a festa su un ritornello da pianola karaokesca.

Di positivo c'è la spinta glam rock classica, aggressiva e coriacea di Reach for the sky e The wild life, unita al party (un po' tamar) rock di songs come Out for love, Dance for me baby, Hold on e altre ancora. Queste quattro belve affamate di palcoscenico sanno suonare, pure bene, però hanno grossi limiti espressivi: non si sono inventati niente a differenza di tante formazioni che hanno praticato lo stesso genere e che con il secondo album si sono consacrate.

Per quel che mi riguarda possono essere considerati una meteora che, ancora infuocata, sta girovagando per l'universo sparata a milioni di anni luce. Ma ecco, meglio vederli e osservarli da lontano. Da vicino sembrano solo l'esasperazione, una prima forma di parodia sul genere. Rolling Stone a questo album da tre stellette. Io gliene darei due e mezza semplicemente perché erano realmente convinti di quello che facevano. Ma DeBaser non conosce mezze misure e quindi un due pieno come un uovo. Marcio.

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Sommario

Slaughter: The Wild Life;
Recensione di Core-a-core per DeBaser
, 2/8/2010 1:50:00 PM (●●)

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Voti e commenti

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Ha ricevuto 5 voti validi, totalizzando una media di 4.80
L'opera è stata votata validamente 1 volte, ottenendo una media di 3.00

  1. ANATAS | il 9 febbraio in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    li conosco ma non mi hanno mai entusiasmato più di tanto.... la recensione è scorrevole e divertente (il paragone ai Manowar è azzeccato, ma varrebbe la medesima cosa per ogni glam metal band.....)
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  2. WOW, DOTT. FOTTERMEIER è divèrs_!!! DOTT. FOTTERMEIER | il 9 febbraio in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    È un commento divèrs!

    Wow, sei stato velocissimo! Questo non lo conosco (ovviamente ho solo Stick It To Ya), ma se non sbaglio uscì nel 1992 quando ormai il grunge aveva spazzato via ogni gruppo di questo genere. Però nonostante tutto mi hai incuriosito lo stesso..
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  3. FEDEZAN76 | il 9 febbraio verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Questa recensione mi ha fatto scompisciare dalle risate. Grande! Loro non li ricordo bene, ma erano proprio così tamarri ? Peggio dei Motley Crue ?
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  4. SCHIZOID MAN | il 9 febbraio nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    "Questi Kiss de borgata, questa brigata minacciosa come un Blackie Lawless arrapato, questa banda trucidamente sdolcinata di tamarri n°1" su Kiss de borgata stavo morendo dal ridere :D simpatica rece! :D
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  5. CORE-A-CORE | il 9 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie a tutti, troppo gentili già solo per la sopportazione di recensioni a profusione su questo genere ormai andato. @Fedezan: non hanno le piume di pavone, però sono bruttissimi, pelosi e ricoperti di pellaccia nera. Sembrano una gang di Tor Bella Monaca anni 80...composta da quelli che volevano fare gli americani incazzati e metallari. Almeno io non mi scollo dal cervello quest'idea.
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  6. GEB | il 9 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    Questi non e li sono mai cagati troppo, però ricordo il video di "The Wild..." il cantante mi sembrava belloccio. Non fraintendere eh, io ho altri gusti...:-)
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