Copertina di Tori Amos To Venus and Back
pluto77

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Per appassionati di musica alternativa e rock, fan di tori amos, ascoltatori critici e appassionati di album dal vivo
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LA RECENSIONE

Durante il Plugged Tour '98, Tori, mentre si dedica all'attività concertistica lavora a dei nuovi brani con i musicisti che la seguono dal precedente album. Presto l'Atlantic entra nell'ottica di rilasciare una raccolta di rarità, ma Tori preferisce assemblare (per quanto in fretta) un album vero e proprio con i suoi "boys". Alla fine, da outtakes a produzione in studio si passa ad un album doppio che raccoglie anche brani registrati durante lo stesso tour.
Quando in campo artistico ci sono così ripensamenti e/o dubbi legati o guidati dalla logica tipica del mercato, all'ascoltatore medio in genere vengono dei dubbi, prima di un'analisi dettagliata del prodotto.
E se Tori (o chi le stava dietro) non fosse stato così sicuro dei nuovi brani e allora ha aggiunto un disco live per farsi perdonare dai battaglioni di fans?
Oppure il disco in studio è giusto una scusa per dare alle stampe un semplicissimo album dal vivo? Le risposte potrebbero essere entrambe, perchè per quanto concerne il primo cd è un pugno allo stomaco rispetto all'elogiato "From The Choirgirl Hotel", mentre nel secondo, come sognava da bambina, si consacra definitivamente come stella del firmamento rock.

Guardando in maniera meno superficiale, però, si può notare che anche Venus.orbiting. (in studio) ha una sua omogeneità, e comune denominatore è il livello delle composizioni della Amos vergognosamente precipitato. Spesso i cambi radicali di strumentazione e arrangiamenti tra un brano e l'altro sembrano giusto una farsa per illudere chi ascolta di trovarsi ad un degno successore dell'album precedente.
Venus segue la scia dell' "elettronica" di una qualsiasi Cruel o il modello più spartano di rock à la Spark, estremizzando sempre di più i confini già esplorati, ma se dopo un pò di ascolti stringendovi ai braccioli riuscirete a sopportare lo stupro di massa raccontato in Juarez (guardacaso brano n.2 in scaletta come Cruel), la batteria elettronica e i feedback di Bliss (leggete pure Spark) sono già scacco matto per la cara Tori, che però è solo al primo brano nonchè singolo apripista. Un brano come Bliss, così intimo e personale, acconciato con uno scanzonato ritornello in re maggiore e una maliziosa accoppiata drum machine/basso con plettro suona definitivamente falso. Più stereotipato è il terzo brano (altro singolo utile) Concertina, ben calibrato tra strofe e ritornello, produzione impeccabile, radiofonicamente perfetta, cantabilissima... ma purtroppo milioni di pixel ed easy listening non significano per forza emozioni, sentimenti, un nodo al cuore. Si passa poi a Glory of the 80's, ottusa e volgare, a cominciare dal video (sembra quasi un vizio degli artisti in crisi aggrapparsi ferocemente a criticare le mode passate) e si arriva a inutili sciami elettronici come Riot Poof e Datura o brani sonnolenti come Lust o Suede, che sarebbero le ballate di turno, ma purtroppo non hanno un briciolo del pathos di una Marianne o una Playboy Mommy.
Dal quarto brano in poi, quindi, il disco inciampa definitivamente e anche se, increduli vi ostinerete a riascoltarlo, ci saranno poche ancore, come Josephine (gradevole, nessun lampo di genio comunque) e 1000 Oceans, uno dei momenti più teneri dell'album, sorretto da un inutile ritmica debole che sembra più un pessimo remix radiofonico di sè che la versione originale (era l'ultimo singolo rimasto, amen).

Quello che veramente salva questo doppio album è il secondo disco: Venus. live. still orbiting, Tori rinnova radicalmente gli arrangiamenti, e si ripete a magia di From The Choirgirl Hotel. La scelta dei brani poi, e qui c'è la mano della cantautrice, è più verso un atmosfera originale che uno dei soliti live celebrativi. Insomma, il secondo cd è una sincera raccolta di brani, non un greatest hits qualsiasi. Sicuramente non ritroveremo da altre parti il delirio di Precious Things e le fughe di Cornflake Girl (allungate sino a 7 minuti) quanto la -veramente cruda- Cruel e la zeppeliniana improvvisazione su The Waitress (11 minuti).
Fanno capolino le due b-sides Cooling e Purple People, che chiude le danze. Sarà soddisfatta Tori di questo disco?
Io parlo per me e mi definisco contento per metà: doppio disco, 50% di delusione.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'To Venus and Back' di Tori Amos, un doppio album composto da un disco in studio e uno live. Il disco in studio delude per composizioni deboli e arrangiamenti poco convincenti, mentre il disco live emerge come un punto di forza grazie a rivisitazioni intense e una scaletta originale. Nonostante qualche momento godibile, nel complesso il lavoro risulta un prodotto diviso e non sempre soddisfacente per i fan.

Tori Amos

Tori Amos (Myra Ellen Amos) è una cantautrice, pianista e compositrice statunitense, nota per l’intensità delle sue performance e la fusione unica di pianoforte classico e sensibilità rock. Dall’esordio solista nel 1992 con 'Little Earthquakes', ha rivoluzionato il cantautorato al femminile degli anni 90 affrontando temi come religione, sessualità, traumi personali e società.
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