Copertina di Giuseppe Ungaretti Soldati
cptgaio

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Per appassionati di poesia, studenti di letteratura, lettori interessati alla prima guerra mondiale e al minimalismo letterario.
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LA RECENSIONE

12 Agosto 2011, Terra

Non mi sento troppo bene ma neppure i volti delle altre persone mi sembrano brillare nella gioia.

L'unica consolazione è che il genere umano (se evita l'autodistruzione) è destinato ad un progressivo miglioramento del proprio status.

Ma credo che noi non riusciremo a vederne neppure l'alba.

"Si sta come

d'autunno

sugli alberi

le foglie"

(G. Ungaretti, Bosco di Courton, Francia, 1918. "LAllegria", 1931)

"Soldati" fu scritta alla fine del primo conflitto mondiale e fa parte di una raccolta che rappresenta (come dice lo stesso autore) un'autobiografia. Il senso è palese: rappresenta la precarietà della vita dei soldati in guerra. In senso lato si può trasferire all'umanità, in generale, e a quella battaglia che è la vita. La metrica aggressiva nel suo minimalismo è perfetta nell'immaginare e nell'immaginarsi il dolore, la compassione ed il senso di abbandono.

Tutto il resto è lasciato a chi legge (pure nel cercare segnali di rinascita).

Mo.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora la poesia 'Soldati' di Ungaretti, sottolineandone il valore autobiografico e il minimalismo nella metrica. Il testo riflette sulla precarietà della vita in guerra e, più in generale, dell'esistenza umana, invitando il lettore a una personale interpretazione del dolore e della speranza.

Giuseppe Ungaretti

Giuseppe Ungaretti (1888–1970) è un poeta italiano, nato ad Alessandria d’Egitto. Figura centrale dell’Ermetismo, combatté nella Prima guerra mondiale e trasformò l’esperienza del fronte in una poesia essenziale. Tra le principali raccolte: Il porto sepolto, L’Allegria, Sentimento del tempo e Il dolore. Insegnò alle università di San Paolo e di Roma.
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