R.E.M.: Fables Of The Reconstruction

Recensione di: murmur , (il 29 gennaio 2005 dopo mezzanotte) | Voto: ●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di R.E.M. Fables Of The Reconstruction

Vorrei partire dalla fine, "Wendell Gee", la traccia che chiude l'album lascia nel cuore un segno profondo, quello che di solito lasciano i REM in qualsiasi altro album. Ma di canzoni da favola in questo lavoro ce ne sono purtroppo veramente poche.

Siamo nel 1985, i REM sono reduci dal sorprendente esordio di Murmur (1983) e la conferma di Reckoning (1984). Per realizzare la loro terza fatica il quartetto di Athens decide di trasferirsi a Londra: nuovo ambiente, nuove influenze, nuovo produttore e nuovi stimoli. Purtroppo la band non troverà mai il giusto feeling con il produttore John Boyd e con la città di Londra (l'inverno umido e nebbioso sommato alla freddezza della grande metropoli non sono stati di aiuto al gruppo). Ne esce un disco oscuro, cupo e confuso in cui le nuove idee non mancano ma la qualità dei suoni e della voce di Stipe sono di qualità troppo modesta. Ma se la scarsa qualità delle registrazioni è dovuta alla carenza in fase di produzione stessa cosa non si può dire per la parte vocale. Un Michael Stipe depresso ed alcolizzato ha realizzato la sua peggiore prova di cantante della sua intera carriera.

Fables è un disco folk-rock che segue lo stile dei suoi predecessori, ma con qualche innovazione in più. "Feeling Gravity Pulls" apre l'album in maniera oscura per poi scivolare in un ritornello di rara dolcezza, "Maps And Legends" è un classico pezzo folk senza infamia e senza lode, "Driver8" è invece a tutt'oggi una delle più belle canzoni in assoluto della band, un classico gioiello folk-rock di rara intensità ed immediatezza.
Punto e basta.
Dalla quarta traccia il disco ci porta dal paradiso di "Driver8" all'inferno di canzoni tutt'altro che memorabili: la confusa "Life And How To Live It", la scarna "Old Man Kensey", l'insignificante "Green Grow The Rushes" e la deprimente "Can't Get There From Here". Nel finale Fables ritorna di nuovo ascoltabile, lanciando un trittico di brani che strizzano l'occhio al genere dark in voga a Londra negli anni '80. Pezzi come "Kohutek", "Auctioneer" e "Good Advices" sembrano ispirati al genio di Ian Curtis. Dopo questa immersione nelle nebbia londinese esce di nuovo il sole per l'ultima traccia "Wendell Gee" che chiude con una dolce ballata un disco per nulla convincente.

Un disco che per molti estimatori della band è un "masterpiece" per le sue sonorità grezze ed oscure. Personalmente lo reputo come l'unico passo falso di un gruppo che ha regalato e sta regalando lavori di livello assoluto.
Tornati da Londra con i nervi a pezzi la band otterrà comunque un buon successo a livello di vendite che permetterà ai REM di continuare a far musica e l'anno successivo daranno alla luce il loro più grande lavoro degli anni '80: Life's Rich Pageant.

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Sommario

R.E.M.: Fables Of The Reconstruction;
Recensione di murmur per DeBaser
, 1/29/2005 12:44:00 AM (●●)

Anno: 1985

Generi: ,

Informazioni nel web:

Album collegati: Fables of the Reconstruction, Fables of the Reconstruction

Artisti collegati: R.E.M. «Una band che, partendo dal giro indipendente, è riuscita ad arrivare al successo planetario senza calare le braghe, e…»

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Voti e commenti

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L'opera è stata votata validamente 8 volte, ottenendo una media di 4.00

  1. SBIRULINO | il 1 febbraio 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco: 3

    i miei preferiti degli anni 80 sono document e green
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  2. GIOV | il 1 febbraio 2005 verso mezzogiorno | Voto: 4 | Voto al Disco: 1

    l'unica cosa che regalano ultimamente i R.E.M. sono solo stronzate.
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  3. SOCRATES | il 1 febbraio 2005 nel primo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 5

    So di andare controcorrente, ma lo reputo il migliore dei REM, insieme al citato "Life's Rich Pageant" e al più recente "Automatic for the People". Non vorrei si aprisse un'altra diatriba simil U2, ma per me i REM erano e sono grandi.
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  4. NICKGHOSTDRAKE | il 1 febbraio 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 5

    no, no, non condivido. Dei primi 3, questo e' sicuramente il meglio suonato, meglio arrangiato e meglio prodotto. Boyd all'epoca fece il possibile, stiamo parlando di 4 giovani ragazzi che cercavano in tutti i modi di costruirsi una reputazione con talento. No, no, di una spanna sopra "Murmur", ma sopra.
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  5. NICKGHOSTDRAKE | il 1 febbraio 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    mi pare che questo fosse l'ultimo che mancava, abbiamo finito :)
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  6. | il 2 febbraio 2005 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco:

    no nick ... manca Reckoning!!! :-)
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  7. NICK | il 2 febbraio 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    azz'
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  8. BLOOMER | il 3 febbraio 2005 verso mezzogiorno | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Recensione precisa, con contenuti. Per questo il voto. Ma inutile dire che non sono d'accordo con la tesi. Di nuovo mi ritrovo in quello che dice Socrates. D'altra parte Murmur, tu stesso ti rendi conto di andare contro corrente rispetto al più dei fans
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  9. MURMUR | il 6 febbraio 2005 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Per essere precisi per completare la discografia dei REM oltre a RECKONING mancano DEAD LETTER OFFICE(raccolta di b-sides) ed EPONYMOUS (il best degli anni 80), ma credo che personalmente mi limiterò a recensire RECKONING poi lascerò stare i REM fino al live di Imola di Giugno.
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  10. NICKGHOSTDRAKE | il 8 febbraio 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    E vai!!!!!
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  11. BORNTORUN1976 | il 14 ottobre 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco: 3

    Maps And Legends: Bellissima. Briver 8: idem. Green Grow The Rushes: idem. Wendell Gee: idem. Insomma almeno un3 lo merita tutto....io ho l'edizione rimasterizzata con in piu' Crazy, Burning Hell, Bandwagon, e 2live....da 4 pieno.
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  12. DANIELE | il 18 marzo 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 2 | Voto al Disco: 5

    Sono proprio le atmosfere a rendere questo disco un vero e proprio gioiellino, solo leggermente inferiore a murmur a mio avviso
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  13. JUST_A_DREAM | il 26 aprile 2006 in prima serata | Voto: 1 | Voto al Disco: 4

    Oh cazzo....ok direi che sono un pò in ritardo x commentare questa rece ma....cazzo missà che te i R.E.M. proprio non li capisci...un album stupendo.
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  14. ODRADEK | il 26 aprile 2006 in prima serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Beh, qualcosa di vero c'è, anche se il recensore è troppo drastico (per me è un 3,5)NickGhostDrake ha ragione solo in parte: Boyd fece si tutto il possibile, ma lui stesso dichiarò che non era sodisfatto del proprio lavoro, di aver forzato la produzione, snaturandola. E che la freschezza dei primi due dischi era magica e fu un errore stravolgerla. Io credo che Murmur sia una specie di miracolo (lo ascoltai appena uscito e mi suona uguale anche adesso: il primo album vero e proprio (il primo ep era molto acerbo) e tanti pezzi di quel livello, quella personalità, quella maturità e originalità compositiva... Se lo pensava anche un vecchio lupo degli studi di registrazione come Boyd...
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  15. MARCETOGNA | il 30 marzo 2008 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco: 5

    Per parafrasare Beck, la recensione mi fa venir voglia di fumare crack. Dopo questo sfoggio gratuito di fichaggine citazionista "alterna", dico e urlo e ribadisco che FABLES OF THE RECONSTRUCTION è e, se le cose saranno come stanno (e lo saranno), rimarrà il miglior album dei R.E.M., la quintessenza, il distillato, la crème de la drème, l'essenziale: intensità + raffinatezza + mistero, il tutto alla massima estensione delle loro possibilità. solo AUTOMATIC FOR THE PEOPLE, a mio avviso, vi si avvicina ma con un paio di passi falsi che lo rendono un cazzo-c'eri-quasi capolavoro. Mentre questo E' un capolavoro; da fima a ciondo. Ciao
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  16. MARCETOGNA | il 30 marzo 2008 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco: 5

    ...e che MURMUR gli fa una sega a FABLES! e bon!
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  17. | il 13 marzo 2009 nel primo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 5

    A mio parere il migliore LP dei R.E.M. (a pari merito con Murmur) e comunque il migliore lato A in assoluto (scusate ma data l'età sono cresciuto coi dischi in vinile) di tutta la discografia dei R.E.M (Feeling-Maps-Driver-Life è una sequenza di canzoni da paura). Forse "penalizzato" dalla produzione di Joe Boyd (ed infatti il disco successivo ha un suono completamente diverso), non so se abbiate mai ascoltato i pezzi dal vivo. E comunque i Joy Division non c'entrano proprio una mazza. Steve-68
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