Il metalcore non smette mai di piacere alle nuove leve. Una conclusione che viene spontanea dopo essersi imbattuti negli High Hopes, giovane combo di Reading che a meno di un anno dalla nascita sforna il suo primo lavoro discografico.
Un EP omonimo di cinque tracce solide e ben congegnate, dove al suo interno troviamo tutti quegli elementi che hanno reso celebre il genere al panorama musicale mondiale: ripetuti breakdown e stravolgimenti ritmici, sound marcatamente heavy, cantato claustrofobico sostenuto dai cori e un mood minaccioso che aleggia in ogni brano. Insomma un lavoro onesto e dignitoso, non c'è che dire. Certo di sacrifici questi musicisti ne devono aver fatti parecchi visto che hanno investito di tasca propria sul progetto affidandosi a studi e produttori di fama che hanno dato ancor più groove e professionalità a un lavoro privo delle classiche sbavature da debuttante. Lo stile degli High Hopes ricalca molto da vicino quello dei primi Parkway Drive (con le dovute proporzioni, ovviamente), con un prodotto duro negli intenti ma accessibile anche per chi non apprezza brani tirati dal primo all'ultimo minuto. Musicalmente nonostante la rigidità del genere proposto il quintetto mostra di avere buone idee, soprattutto sul piano chitarristico dove di tanto in tanto vengono proposte trame care al post-hardcore. Una formazione che va a completarsi con un frontman che potrebbe facilmente ricoprire il doppio ruolo di urlatore e sex-symbol di teenagers in preda a depressione post fidanzamento di Oli Sykes dei Bring Me The Horizon.
Non manca nulla agli High Hopes insomma, compresa l'attenzione dei media britannici, sempre pronti a osannare la next big thing di casa e un tour di debutto in compagnia degli ormai noti Your Demise. Mica male per degli esordienti no?!