California, terra di psichedelia.
I Midnight Movies reinterpretano il verbo in maniera personale, suggestiva e oscura, pur provenendo singolarmente da altre zone degli States.
Immaginate un (riuscito) connubio fra chitarre liquide e ipnotiche di matrice floydiana, tastiere ed effetti elettronici fra il dark e certo prog oscuro (Quatermass?) e una voce femminile eterea e declamatoria, vicina allo stile vocale di Nico. Proprio la voce della batterista Gena Olivier rappresenta al contempo carattere distintivo e punto debole del trio. Se all'inizio il fantasma che aleggia, come detto, è quello di Nico, col progredire degli ascolti l'immagine che si fa largo prepotentemente è quella di Laetitia Sadler degli Stereolab. Rimane quindi spesso difficile coniugare il ricordo delle melodie pop analogiche degli Stereolab, con una musica per la mente dal forte potere ipnotico. Inoltre la voce , anche se suggestiva, risulta un po' monocorde, rendendo le 12 tracce un po' troppo simili tra loro.
Voce a parte, la musica è piena di intuizioni interessanti, e la scelta di escludere il basso in luogo di tastiere e campionamenti, si rivela alla fine vincente. Ondivago quindi l'andamento del disco, che alterna perle di psichedelia "spaziale" (Persimmon Tree), accelerazioni heavy psych (Time And Space) e algide tastiere che portano "altrove" l'ascoltatore (Human Mind Trap), a momenti meno riusciti, come nella mielosa "Words For A Love Song", o nell'improbabile shoegazer di "Love Or A Lesson".
Quando scende la notte sintonizzatevi su Fuori Orario, azzerate il volume, premete Play sul lettore e scoprirete come i "film di mezzanotte" possano essere una buona colonna sonora ai soliloqui in sfasato di Ghezzi.