In cerca di scrivere due righe questa sera, niente occhi e troppi fantasmi nella testa; mi alzo e cerco tra i cd in attesa di essere vivisezionati.
CocoRosie, e subito il cervello entra dentro un appartamento parigino fatto di fumo e giochini per bambini.
Dalle casse esce una cantilena low-fi coraggiosa fatta di due vocine tanto dolci quanto taglienti, non riconoscerei la differenza tra le due se non sapessi che sono due sorelle a cantare e a riempire di suoni multicolori delle tracce che vanno dalla lirica, una delle due arriva prorpio da lì, ad un blues che inciampa in melodie di telefonini e mucche elettroniche. Il tutto confezionato da un bit di batteria imbastito con mani e bocca di un terzo personaggio che ha collaborato al disco.
Sierra e Bianca Casady, non mi stupirei se avessero le ali sotto quelle camicette country, niente paura nelle voci e niente paura nell'affrontare un intero cd con in mano solo una chitarra classica e qualche altra cianfrusaglia a cui nessuno darebbe la benché minima inportanza (almeno fino a questo momento).
Qualcosa di nuovo c'è in giro, effimero e tanto potente da farti rimanere dentro al primo divano che trovi per sentire fin dove ti può portare tutta questa ispirazione...
Ascoltando La Maison De Mon Rêve, immaginate di essere lì, dietro la porta della cameretta, ad origliare la musica della bambolina CocoRosie.
La loro musica dolcemente perversa, che con così pochi (e primitivi) strumenti mette insieme tanti elementi in modo semplice e inebriante.
"Mai avrebbero immaginato che dal loro giocare sarebbero nate alcune delle più belle melodie degli anni 2000."
"Voci angeliche, provenienti da un altro mondo, dolcemente sospirate o emanate come poesia, un flusso di suoni che prendono colore."