Bob Dylan: The Bootleg Series vol. 5 - Live 1975

Recensione di: cece65 , (il 20 agosto 2005 dopo mezzanotte) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Bob Dylan The Bootleg Series vol. 5 - Live 1975

E’ un Bob Dylan in forte crisi personale quello che nel 1975 e nel 1976 vaga da una città all’altra dell'America con il suo carrozzone itinerante, anticipando in parte quello che sarebbe diventato, di lì ad alcuni anni, il “Neverending Tour”, che dura tuttora.
Stava uscendo a pezzi da un matrimonio, quello con Sara Lowndes, la “Sad eyed Lady of the Lowlands” così mirabilmente descritta in una epica canzone del 1966, apparsa su “Blonde on blonde”.

Artisticamente però il musicista è in uno dei suoi momenti più ispirati, era in mezzo a “Blood on the tracks” e “Desire”, i suoi due massimi capolavori dei ’70.
In questo supergruppo, oltre naturalmente a Bob, sono presenti Bobby Neuwirth, T-Bone Burnett, Steven Soles e Mick Ronson alle chitarre, Scarlet Rivera al violino, David Mansfield alla steel guitar, al mandolino, al dobro e al violino, Rob Stoner al basso, Howie Wyeth al piano e alla batteria, Luther Rix alla batteria, percussioni e congas, e Ronee Blakely ai cori. Inoltre c’è la straordinaria partecipazione in quattro pezzi di Joan Baez e in uno di Roger McGuinn.

La cosa che si nota subito è il grande livello della registrazione e del suono. Si parte con un pezzo che era, in origine, sull’album country “Nashville skyline”, e che qui è rivista in una potente versione rock con le chitarre in bella evidenza. “It ain’t me babe”, una canzone che sui suoi live è quasi sempre presente, qui è in una curiosa versione che somiglia un po’ a “Memphis blues again”. Grande la versione di “A hard rain’s a-gonna fall”, anche se chi è abituato alla solita versione acustica e dolce, rimarrà un po’ perplesso. Qui è rock-blues a tutta birra. “The lonesome death of Hattie Carroll” è una ballata presa dal suo terzo disco, “The times they are a-changin’”. Poi una canzone che all’epoca del Rolling Thunder Revue non era ancora uscita, e che quindi era sconosciuta ai più: “Romance in Durango”, inutile aggiungere altre parole. Altro brano proveniente dal non ancora pubblicato “Desire”, è “Isis”, cantato con una partecipazione e una intensità a dir poco sbalorditive. “Mr. Tambourine Man” dà inizio ad un fantastico momento acustico che comprende anche “Simple twist of fate”, e poi l’entrata in scena della Signora Joan Baez che esegue in duetto con Bob tre pezzi d’oro del repertorio dylaniano, “Blowin’ in the wind”, assolutamente da non perdere con Bob che canta e Joan a fargli il controcanto, “Mama, you been on my mind”, dedicata alla madre della Baez, e poi il pezzo forse più bello dell’intero doppio live, “I shall be released”, incantevole.
Il secondo CD (già, perché è un doppio con un cofanetto contenente anche un libretto di 56 pagine contenenti numerose informazioni sul tour, ricco anche dal punto di vista iconografico) parte con un altro pezzo acustico, “It’s all over now, baby blue”. “Love minus zero/No limit” in questo caso fa capire perché è una delle sue canzoni più “coverizzate”, altra grande versione acustica. Il momento acustico prosegue poi con “Tangled up in blue”, una canzone che deve essere stata parecchio sofferta, visto che nel corso degli anni ha subito parecchi mutamenti nel testo (nel suo periodo cristiano il poeta italiano del ‘300 era diventato un passo della Genesi). E’ poi il turno di un traditional, “The water is wide”, per il quale ritorna sul palco la Baez. Finito il momento acustico, si rimbracciano le chitarre elettriche ed è subito una cavalcata rock-blues, “It takes a lot to laugh, it takes a train to cry”, uno dei pezzi dello storico “Highway 61 Revisited”. Si torna poi alle ballate con “Oh, sister”. Poi è il momento di uno dei brani dylaniani più rappresentativi del periodo, quella “Hurricane” che fu dedicata al pugile nero Rubin Carter, ingiustamente incarcerato e accusato di omicidio. Si passa ad un’altra ballata presente su “Desire”, quella “One more cup of coffee” che è apparsa anche recentemente sul nuovo album di Robert Plant “Dreamland”. Uno dei momenti più toccanti del concerto è quando Bob intona un pezzo di una tristezza infinita. Quel pezzo è dedicato accoratamente alla moglie Sara che lo sta lasciando. Quel pezzo è intitolato semplicemente “Sara”. Non poteva certo mancare “Just like a woman”, poi si chiude con Roger McGuinn che aiuta Bib nella conclusiva “Knockin’ on Heaven’s door”, messa in salvo da Bob nella sua versione definitiva prima che arrivassero dei Guns’n’Roses qualsiasi a deturparla.

Che altro aggiungere? Che questo disco potrebbe anche far ricredere quelli che considerano Bob Dylan un juke-box da concerto, un uomo poco espressivo e pieno di sé. Questo disco è sicuramente uno dei migliori live della storia ed è una grandissima cosa che la Columbia abbia deciso di renderlo pubblico, per di più in una confezione lussuosa, dopo anni di “pirataggine”.

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Sommario

Bob Dylan: The Bootleg Series vol. 5 - Live 1975;
Recensione di cece65 per DeBaser
, 8/20/2005 2:10:00 AM (●●●●●)

Anno: 2002

Generi:

Album collegati: The Bootleg Series, Volume 5: Live 1975: The Rolling Thunder Revue (disc 2), The Bootleg Series, Volume 5: Live 1975: The Rolling Thunder Revue (disc 1)

Artisti collegati: Bob Dylan «Dal folk-rurale di Guthrie alla svolta elettrica di Newport: il Jokerman nato a Duluth è uno, nessuno, centomila. …»

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Voti e commenti

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  1. BUZZOTTA | il 21 agosto 2005 in seconda serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    MA è VERO CHE MOLLA DELLE SCOREGGE PAUROSE IL VECCHIO DYLAN? FANNO VERAMENTE PAURA...
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  2. CECE65 | il 21 agosto 2005 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    Sì, questa l'ho sentita anch'io.
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  3. SESSO DROGA & DYLAN DOG | il 22 agosto 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    come lui nessuno mai
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  4. EL GUEVO | il 22 agosto 2005 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Una bellissima testimonianza.
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  5. ODRADEK | il 22 agosto 2005 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Si
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  6. MC SAMPYR | il 22 agosto 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    rispetto le generazioni ma apparte Hurricane, Bob Dylan non mi piace
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  7. | il 22 agosto 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Se a uno non piace Dylan, vuol dire che non gli piace neanche la musica.
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  8. MC SAMPYR | il 22 agosto 2005 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    infatti non mi piace la musica mi piace l'hiphop
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  9. | il 23 agosto 2005 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 3

    anche a me piace l'hip-hop,che nn è musica??
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  10. MC SAMPYR | il 23 agosto 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    l'hiphop è oltre
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  11. ENKRIKO | il 23 agosto 2005 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    E basta co sto uomo orribile dalla faccia da topo che canta nenie su tre accordi con quella sua voce atroce e sgraziata... la risposta è nel vento, si forse la flatulenza è il suo problema
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  12. MC SAMPYR | il 23 agosto 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    enkriko cominci a starmi simpatico
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  13. MC SAMPYR | il 23 agosto 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    d'altronde dio creò miti perché piccoli uomini potessero abbatterli e goderci nel farlo... io ci godo
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  14. BOWIE&BARRETT | il 17 settembre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    APPELLO AI FANS DI BRUCE SPRINGSTEEN: PREGASI SMETTERLA CON ARDITI CONFRONTI. MINACCIASI RICORSO A PROVVEDIMENTI GIUDIZIARI PER RISOLUZIONE QUESTIONI EREDITARIE.
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  15. BOWIE&BARRETT | il 17 settembre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Devo votare un capolavoro? 4, perchè era più bello il bootleg originale da cui questo concerto è tratto ("Get Ready! Tonight Bob's Staying Here With You (Boston, 11-21-1975)"). Posso votarlo al di fuori dello schema a 5 punti? Bruce Springsteen: masturbati sul cesso e piangi.
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  16. THE ELECTRIC EYE | il 30 novembre 2005 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    La recensione è piacevole, ma il giudizio sull'album secondo me è troppo generoso. Il "Rolling Thunder Revue" è forse il tour più memorabile di Dylan sotto tutti i punti di vista e certamente meritava una pubblicazione ufficiale, che finalmente è arrivata. Le performance scelte sono esplosive e potenti. Qual è allora il problema? Solo questo: invece di proporre un concerto per intero (come nei "Bootleg Series" 4 e 6, meravigliosi, quelli sì da 5 stelle) sono stati presi dei brani da vari concerti e accostati insieme seguendo una ipotetica "scaletta tipica" del tour. Una scelta che, come nel caso dei "Bootleg Series" 1-3, è a parer mio dl tutto insensata.
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  17. | il 31 ottobre 2008 in mattinata | Voto: | Voto al Disco: 5

    "Bruce Springsteen: masturbati sul cesso e piangi." Di solito quando uno si masturba non piange, ma è evidente dai tuoi scritti che hai qualche problema...
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