Credo che un album metal, per essere considerato un capolavoro, debba avere due qualità: musica ed arte. Ed ascoltando “Korn”, il primo album della band di Backersfield, ho la conferma di quanto detto prima.
Non ho alcun problema a dire che quest’album è uno tra i migliori dischi metal (se non il migliore) uscito negli anni ’90. Il cd, infatti, è fresco, innovativo, spontaneo, diretto. Tutti i membri della band giocano un ruolo fondamentale: i chitarristi James “Munky” Shaffer e Brian “Head” Welch, con le chitarre a sette corde, realizzano dei riff taglienti, nervosi, instabili, la batteria di David Silveria “sprigiona” un forte ritmo ed il basso di Reginald “Fieldy” Arvizu realizza degli slapping così folli...
Ma l’apice si raggiunge con la voce di Jonathan Davis, il quale non si limita a cantare questa e quella canzone, ma urla, sussurra, singhiozza, alternando così i suoi stati d’animo. E vi posso assicurare che, al primo ascolto, si resta totalmente spiazzati.
I testi sono autobiografici e ricchi di dolore e di rabbia, uno specchio dell’anima.
Difficile citare una canzone tra le 12 perle che l’album contiene, perché tutte hanno qualcosa di magnifico che le rende un must da sentire: l’inizio di "BLIND" ti lascia senza parole (senza contare che live è uno spettacolo...), "BALL TONGUE" nella quale Jonathan si esprime alla grande (contro l’ex manager dei Korn...), la tormentata "CLOWN", la bellissima "FAGET", l’epica "SHOOTS AND LADDERS", la classica canzone dei Korn nella quale è presente la cornamusa (e devo dire che, rispetto alle “bagpipes song” dei prossimi album, tipo "LOWRIDER" o "MY GIFT TO YOU", la cornamusa di "SHOOTS AND LADDERS" appare molto più “pronunciata”). Il brano finale è l’emozionante e la commovente "DADDY", canzone che il cantante ha scritto contro il padre Rick Davis...
Solo sentendo l’album in questione ci si può rendere conto quanto “Korn” sia immenso. Nonostante sia uscito da più di 10 anni, ancora oggi il primo lavoro della band di Backserfield (California) ti emoziona, ti fa venire i brividi.
Il quintetto di Bakersfield sforna un concentrato unico di suoni mai sentito prima, con la rabbia unica che trasmette la voce del leggendario Jonathan Davis.
Chi non ha mai alzato la testa avanti e indietro come ogni buon metallaro alle note di "Faget", Clown, Shoots and Ladders ma soprattutto, la mitica Blind.
"Un urlo disumano che viene trattenuto e controllato a fatica."
"Quando a tirare il carro si hanno un pugno di brani come 'Blind', 'Shoot & Ladders' e 'Daddy', è facile intuire che il lavoro ha tutti i connotati per entrare nella storia."
"Il disco più importante del movimento Nu Metal, una perla 'nera' di violenza, cupezza e atmosfera malata."
"Ascoltare nu metal e non ascoltare i Korn è più che un peccato imperdonabile."
Un incubo. Una visione terrificante, quasi irreale nel proprio brutale realismo.
Il culmine di questa maniera di agghiacciante impatto psicologico è 'Daddy', un dedalo di ricordi d'infanzia e visioni claustrofobiche.
Il miglior album nu metal insieme a "Significant Other" dei Limp Bizkit.
Jonathan Davis troverà finalmente il modo di sfogare sul pentagramma i brutti ricordi di gioventù.