Vinicio Capossela: All'una e trentacinque circa

Recensione di: mangoni , (il 5 ottobre 2005 nel primo pomeriggio) | Voto: ●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Vinicio Capossela All'una e trentacinque circa

A 25 anni Vinicio Capossela esordisce con quest'album che suscita l'interesse della critica ma non lo afferma certo presso il grande pubblico. Si tratta di un disco interessante ma non eccellente. Si parla tanto a proposito di questo personaggio di influenze contiane e waitsiane: io dico che questi influssi si avvertiranno in una fase secondaria della produzione di Capossela.

Fin dal titolo è molto forte la suggestione esercitata da Sergio Caputo, "presente" anche in altri episodi del disco (oltre al piacevole swing della title-track consideriamo anche "Sabato al Corallo" dal raffinato fraseggio pianistico, "Quando ti scrivo" con un bell'Hammond e l'alcolica "Pongo Sbronzo").
Non mancano ballate delicate e discretamente arrangiate: spicca su tutte "Scivola vai via", ma non demerita "I vecchi amori", mentre è piuttosto melensa e scontata "Stanco e perduto". Ma forse il pezzo migliore è "Una giornata senza pretese", malinconia cittadina allo stato puro e ritornello che non si dimentica.
Senza infamia e senza lode "Christmas song" e "Suite delle quattro ruuote".

Insomma, un buon lavoro, non all'altezza di altri "esordi" memorabili come quelli di Conte, De André, De Gregori e Jannacci, ma dal facile ascolto. Alcune idee saranno sviluppate in modo più compiuto in "Modì", da alcuni ritenuto il suo album migliore, per quanto siano già evidenti i difetti che il buon Vinicio si porta ancora oggi, su tutti una certa ripetitività e un barocchismo verbale che spesso gli sfugge di mano.

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Sommario

Vinicio Capossela: All'una e trentacinque circa;
Recensione di mangoni per DeBaser
, 10/5/2005 2:41:00 PM (●●)

Anno: 1990

Generi:

Album collegati: All'una e trentacinque circa

Artisti collegati: Vinicio Capossela «Deve molto a Tom Waits e qualcosina a Paolo Conte, ma rimane uno dei cantautori più veri del nostro…»

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Voti e commenti

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  1. LONESWORDSMAN | il 9 ottobre 2005 all'alba | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    Un 3/4 soltanto perchè non è il genere che preferisco, comunque Capossela non mi dispiace, molto "in" e di classe... per me un buon album da far girare ogni tanto quando sono saturo dei "soliti" ascolti
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  2. THE PUNISHER | il 9 ottobre 2005 all'alba | Voto: 3 | Voto al Disco: 3

    Disco carino, peccato poi che il Viniscio sia diventato tossico di brutto, ubriacone e completamente inaffidabile (ci ho dovuto lavorare assieme un paio di volte), sfornando cd-cloni di Tom Waits come da lui ammesso...
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  3. PRIMIBALLI | il 9 ottobre 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    disco bello (ma non strappiamoci i capelli). siamo in una fase in cui si sente ancora forte l'influenza contiana (stessi produzione e arrangiamenti -...pre litigio contiano con Marangolo...inteso....- e parzialmente stessa band). l'influenza waitsiana, invece, è qui meno presente (e imbarazzante) che altrove. a distanza il dubbio è: VC è (o era) davvero il futuro del cantautorato italiano...?
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  4. ZAIREEKA | il 9 ottobre 2005 verso mezzogiorno | Voto: 2 | Voto al Disco: 4

    Vabbè, ma non lo distruggiamo tanto, povero il grandissimo VC. OK, effettivamente non ha mai nascosto le sue influenze. Per quanto riguarda Tom Waits, effettivamente certe canzoni, ma solo nel Ballo di San Vito, sono al limite del plagio del grandissimo Tom. Ma anche certe canzoni del grandissimo Tom, vedi in particolare in Bone Machine, sono al limite del plagio di Captain Beefheart (più volte da Waits citato come uno dei suoi maestri). E secondo me nell'ultimo Waits c'è anche qualcosa dell'ultimo Capossela ("Con una Rosa" vs "Trampled Rose"). Waits. Insomma per me è una catena di interscambi di idee ed ispirazione fra grandissimi. PS C'entra qualcosa Marc Ribot che collabora con entrambi??
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  5. ZAIREEKA | il 9 ottobre 2005 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Per quanto riguarda il commento da predicatore evangelista tipo personaggio di Abbie Poe (vedi e l'asina vide l'angelo di Nick Cave) di The Punisher, mi risulta che Gigi D'Alessio non beva un goccio. Forse dovrebbe!!!
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  6. ZAIREEKA | il 9 ottobre 2005 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Punisher, quello che volevo dire che per me essere grandi artisti (non necessariamente riferendomi a Capossela che ritengo "abbastanza" tale) significa, purtroppo per loro, non essere troppo normali. Ti cito due, tre nomi a caso: Syd Barret, Dylan Thomas, Nick Drake.
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  7. THE PUNISHER | il 9 ottobre 2005 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Non essere normali significa necessariamente essere tossici, ubriachi o fancazzisti? e se così fosse c'é da prendere questo come modello da esempio? Siamo sicuri invece che proprio loro - più che non altre categorie - non siano i veri responsabili ad aver rovinato la nostra generazione con questa visione "decadente e autolesionista" del mondo? Meditiamo (magari senza i paraocchi dell'Ideologia, una volta tanto...)
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  8. MANGONI | il 9 ottobre 2005 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ho dimenticato il voto... 2/5
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  9. ZAIREEKA | il 9 ottobre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    No, caro Punisher, assolutamente no. Perchè non tutti i "tossici, ubriachi o fancazzisti" sono chiaramente grandi artisti (scusa, ma che centra fra l'altro essere fancazzisti con essere tossici ed ubriachi). Bisogna fare un distinguo. Chiaramente, e questo lo penso davvero, la grande arte nasce quasi solo e soltanto da un grande malessere personale, e dall'aspirazione all'assoluto e dalla voglia di eternità che non si riesce a soddisfare. E che a volte si cerca di soddisfare con mezzi sbagliati, con surrogati di eternità.
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  10. DULOZ | il 9 ottobre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Punisher, lascia perdere dai...facci il piacere dai...non infangare il nome di vinicio con le tue cazzate astrali. Lascia perdere va....
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  11. | il 9 ottobre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    inaffidabilità, ubriachezza e tossicità sono caratteristiche che possono danneggiare il lavoro di un ragioniere, non di un musicista.
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  12. HAL | il 10 ottobre 2005 in mattinata | Voto: 3 | Voto al Disco: 4

    Non so ... mi sembra un po' forte come giudizio. Sì avrà avuto le sue influenze musicali come tutti, però alla fine secondo me ha trovato una sua impronta caratteristica, forse grazie anche a quel "barocchismo" verbale che io vedo come una qualità e non come un difetto. E poi non concordo molto sull'idea di "ripetitività". In Capossela anzi vedo evolversi un percorso, forse senza strappi improvvisi, ma comunque in movimento. Ce ne fossero di musicisti così.
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  13. PRIMIBALLI | il 10 ottobre 2005 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    d'accordo, soprattutto sul barocchismo (aggiungerei piacevolmente provinciale) come pregio. Ma musicalmente -com'è evidente...- quasi tutti hanno qualcosa da dire, il che rende statisticamente assai probabile che VC qualche piccola pecca l'abbia, prima tra tutte l'esagerata individuabilità delle fonti d'ispirazione, spesso più clonate che citate. chiaramente, però, bisogna parlare di Canzoni A Manovella avendo, almeno, sentito Frank's Wild Years di Waits, per fare solo un esempio... Comunque uno dei migliori della nostra scena musicale, ma forse anche per forte demerito della concorrenza...
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  14. MANGONI | il 10 ottobre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ha certamento praticato stili diversi, è vero, Hal, ma tendendo ad insisterci un po' troppo. Tanto che il "cantautore alla Capossela" è ormai una costante, una definizione che tende ad essere utilizzata per tanti nuovi talenti o presunti tali. Personalmente, per un periodo l'ho idolatrato, poi quando ho colto i suoi riferimenti musicali che primiballi cita con precisione mi sono reso conto di aver espresso un giudizio relativo. Però che lui sia bravo e abbia qualità nessuno lo può discutere, ci mancherebbe. Ultimamente s'è un po' perso, e non sono d'accordo con chi sostiene che alcolizzarsi faccia male al ragioniere e al cantante no. A Capossela ha fatto malissimo, e lo testimonia il silenzio artistico degli ultimi anni ("Canzoni a Manovella" è del 2000, poi niente inediti). Ora uscirà un suo album, "Ovunque Proteggimi" pare che s'intititoli, e lo aspetto con curiosità. Mi auguro un buon lavoro, spero originale e personale, perchè il talentaccio c'è.
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  15. HAL | il 10 ottobre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Canzoni a Manovella era un disco meraviglioso e personalmente ci vedo dentro tanto Waits quanto Fellini e altre cose ... il circo, gli anni 20, la strada, verne ... una miscela gustosissima. Non clonazione, ma centrifugazione in qualcos'altro che è di Capossela, anzi che è Capossela. Oh ... si intende sempre secondo me. Poi non mi preoccupa molto il fatto che in questo lasso di tempo non abbia fatto altri dischi inediti, anzi. Preferisco di solito gli autori che lasciano decantare nel tempo le idee. Inoltre in questo periodo ha fatto tante altre cose. Oltre i concerti ha scritto, ha realizzato dei reading. Uno così mi incuriosisce. Insomma per me è un bel talento della nostra musica e questo disco non sarà eccellente ma ... ne uscissero di più dischi così. Per esempio non so se qualcuno ha sentito "Dietro ogni attesa" di Stefano Tessadri ... ecco ... si fa ascoltare ma sembra davvero una clonazione di... capossela. In un caso come questo mi sembra che - per ora - ci sia poco. Ciao
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  16. ZAIREEKA | il 10 ottobre 2005 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Primiballi, scusa, cosa c'entra Canzoni a Manovella con Frank's Wild Years?? Mi fai un parallelo fra due canzoni? Canzoni a Manovella è l'album che meno risente dell'influenza di Tom Waits.
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  17. REVERENDO33 | il 11 ottobre 2005 dopo mezzanotte | Voto: 2 | Voto al Disco: 4

    perchè ha una storia che si mescola nel personale. il mio.
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  18. PRIMIBALLI | il 11 ottobre 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    idea mia, come tutte discutibile, ma se da Canzoni a Manovella togliamo il lato felliniano (ma non bandistico), non siamo lontanissimi da Frank's, anche se convengo che il disco più clone del sommo Waits(apparentemente) sia Il Ballo. Ripeto...: vorrei fosse una critica costruttiva, io VC lo apprezzo moltissimo. Quello che mi spiace è l'incapacità degli italiani, salvo rarissime eccezioni, di non mostrare sempre la vocazione naturale di colonia. Le eccezioni, per me...? Direi Dalla fino al 1983, quasi tutto Battiato, Conte e il miglior Fossati (per altri versi non DeGregori, non De André, che peraltro amo, ecc...). Tutto, come sempre, opinabilissimo.
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  19. HAL | il 11 ottobre 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Sì ma se togli fellini non stai sottraendo poco ... poi non credo che avere dei riferimenti, appropriarsene e renderli propri con una nuova impronta riconoscibile possa essere un atteggiamento tacciato di "colonia", perfino mahler riempì le sue sinfonie di temi popolari, anche "fra martino" ma ... Sulle eccezioni poi non sono d'accordo. Pensare poi che De Andrè possa aver avuto un atteggiamento una "vocazione naturale di colonia" mi lascia perplesso.
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  20. PRIMIBALLI | il 11 ottobre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    diciamo che per il De Andrè (ripeto...grandissimo) dei primi dieci anni di carriera un nome viene in mente (Brassens), qual'é il nome che viene in mente per il Dalla migliore...? Detto questo, VC, lo ripeto, scrive benissimo e confeziona dischi di grande interesse. Una cosa di grande interesse può, però non essere originalissima. O no....?
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  21. HAL | il 11 ottobre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Sì certo Brassens è un riferimento per i primi anni di carriera di Faber, ma questo non vuol dire che si possa parlare di "vocazione naturale di colonia", basta vedere quel che è giunto dopo, era questo il punto che non condividevo. Quanto a Dalla per quel poco che lo conosco può anche essere come dici, però anche in assenza di un nome specifico di riferimento non so se davvero sia del tutto scevro da altre influenze musicali, che tuttavia per me sono un valore positivo, non un limite. Certo poi molto dipende dall'approccio del musicista. Ma tutti i nomi che hai fatto mi sembra che non abbiano mai avuto un atteggiamento passivo verso i loro riferimenti, tutto qua. Ciao :)
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  22. PRIMIBALLI | il 12 ottobre 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    se incentriamo il discorso sulla passività o meno dell'atteggiamento, non c'é nulla da dire: siamo d'accordo. Quel che dico, con dispiacere, intendiamoci, è che i Dylan e i Brassens nascono sempre altrove. Che poi, personalmente, giudichi De Andrè infinitamente superiore a Brassens è un altro conto. Ha avuto lo sviluppo artistico di un genio, e questo lo pone al di sopra di quasi tutti. E' il gene che sta quasi sempre altrove, ma, ripeto, è peccato veniale...
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  23. FEMMENOIRE | il 19 aprile 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco: 4

    Ho letto commenti di una superficialità brutale, anche se in effetti l'arte è, ahimè, alla merce' di chi la compra e usa, quindi rispetto le opinioni. Capossela credo sia rimasto fra i pochi artisti italiani (forse l'unico "di nicchia", ossia "non accessibile a chiunque"..e ne abbiamo palese e costante dimostrazione nel malcontento che a volte ha creato) a fondere poesia di un certo livello (che io non trovo "barocca", bensì altamente RICERCATA) con sonorità cosmopolite, quasi (mi chiedo come si possa considerare ripetitivo un artista che spazia da jazz, musiche latine e balcaniche, a tarante, folk e country, swing, ecc ecc). Non mi soffermo poi su quella che è stata la sua produzione teatrale e letteraria, piuttosto che i premi vinti e l'entusiasmo della critica che lo ha accolto. Ho elargito un commento del tutto generico, dato che pochi si sono soffermati al disco in sè.. sinceramente... consiglio più ASCOLTO che udito. Adios.
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  24. VIVIS | il 27 settembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco: 4

    a parte il fatto che il disco in questione non è assolutamente da 2 secondo me..e poi all'una e trentacinque circa è troppo bella..la sentii anni fa per la prima volta in un locale in sicilia da quel giorno ho scoperto Vinicio..
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  25. THECRAZINESS | il 1 marzo 2007 in seconda serata | Voto: 1 | Voto al Disco: 4

    ma scusa dici che non è male e gli metti 2 stelle?
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  26. GUSTAVOTANZ | il 27 maggio 2009 in seconda serata | Voto: 2 | Voto al Disco: 4

    Non è il miglior Capossela, ma non è assolutamente da 2 stelle questo album. Non dimentichiamoci che qui dentro c'è "Una Giornata Senza Pretese", uno dei pezzi più belli della fase maggiormente Contiana, a mio avviso. E poi "Scivola Vai Via", la stessa titletrack, "Stanco E Perduto"...ce n'è da dire su questo CD. Mi spiace, la recensione non mi gusta...
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  27. LIGDJS | il 20 giugno 2009 dopo mezzanotte | Voto: 2 | Voto al Disco: 4

    è un grande disco ragazzi, non sarà il suo migliore, ma è un grande disco
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