Aztec Camera: Love

Recensione di: Socrates , (il 27 dicembre 2005 verso mezzogiorno) | Voto: ●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Aztec Camera Love

Quando chiesi ad un mio compagno di studi cosa gli ricordasse la copertina dell'album "Love" degli Aztec Camera, rimasi piuttosto deluso. "Una giostra", egli mi rispose, non senza qualche ragione. A ben guardare era la risposta più ovvia e probabilmente anche quella giusta. All'epoca, però, in piena "sbornia" filosofica, a me quella più corretta ed anche scontata sembrava un'altra: il mito della biga alata e dell'auriga, quello che si trova in un dialogo platonico, "Fedro", dove si dibatte anche, ma guarda un po', dell'amore. Non poteva essere una semplice coincidenza. Il terzo album del colto Frame, che attendevo da più di tre anni dopo che i due precedenti mi avevano deliziato, quindi, si presentava ai miei occhi ancor più carico di aspettative. Non mi sembrava vero che l'ottimo Roddy, ormai one-man-band, potesse alleviare le copiose pene d'amore che quella stagione mi riservava. Così, già prima di posizionarlo sul piatto, suggestionato quell'impegnativa copertina, mi ero convinto che dall'ascolto di questo disco n'avrei tratto un beneficio, non solo estetico. Non rimasi deluso, anche se di filosofico in senso stretto c'era ben poco.

Perché il travagliato parto di "Love", prodotto "nientepopodimenoche" da Tommy LiPuma e Russ Titlman, che porterà il nostro, non solo musicalmente, nel Nuovo Continente, era davvero quello che ci voleva per un "ammalato" che aspirava alla "convalescenza". La casistica amorosa, con i dolci dolori e con i vertiginosi alti e bassi, è rappresentata nel migliore dei modo, a partire dall'idillio di "Deep & Wide & Tall" (..."Are we going to live together / Lovers over all / One unending understanding / Deep & wide & tall..."), frizzante pop d'annata delle highlands che sposa la black. Seguono le crisi, le insite contraddizioni, che trovano spazio nell'emozionante new soul di "How Man Are" ("It's called love / And every cruelty will cloud it / And his lie / True love could never allow it / 'Cos it's a lie that we have ceased to believe / We've said good-bye but it won't take its leave / Why should it take the tears of a woman / To see how men are..."). Non potevano mancare il passaggio "all'amore e basta", che crede di poter fare a meno delle convenzioni ("We make love in the face of it all / Feel the freedom and the purity / And what we need is not security / Something more than a law...") e l'esaltazione che solo la vera passione sa regalare, descritta con l'ingenuo ma contagioso rock'n'roll di "Somewhere In My Hearth" o con la penna intinta nel miele, come nel caso della luminosa, è proprio il caso di dire, metafora di "Working In The Goldmine" ('Cos I believe in your heart of gold / Automatically sunshine / Yeah, glitter, glitter everywhere / Like working in a goldmine..."). Il percorso termina con un bivio: la felicità insperata e abbagliante di "Paradise", altro pure-pop venato di "nero"; oppure la malinconia e le recriminazioni, condite da copiose libagioni, di "Killermont Street ".

In un altro più famoso dialogo platonico l'amore è visto come il ripristino di una mitica unione, il ricongiungimento di due metà complementari separate dagli dei causa l'arroganza degli uomini. Ecco, diciamo che con "Love" Frame, nel suo piccolo, ci ricorda come sia tormentata e allo stesso tempo esaltante la ricerca della nostra metà perduta.

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Sommario

Aztec Camera: Love;
Recensione di Socrates per DeBaser
, 12/27/2005 12:33:00 PM (●●●●)

Anno: 1987

Generi:

Album collegati: Love

Artisti collegati: Aztec Camera (non è DeFinit_)

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Voti e commenti

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Ha ricevuto 9 voti validi, totalizzando una media di 4.56
L'opera è stata votata validamente 4 volte, ottenendo una media di 3.50

  1. MR.NOBODY | il 29 dicembre 2005 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco:

    All'epoca mi deluse non poco, dopo i dischi precedenti. Chissà se oggi il parere sarebbe diverso... Reperirò il vecchio vinile per scoprirlo. Certo è che Frame di talento ne aveva. Ah, Socrates, leggendoti mi è venuta in mente un'affermazione. Non ricordo l'autore: chi scrisse che "tutta la filosofia altro non è che una nota in calce all'opera di Platone"?
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  2. MR.NOBODY | il 29 dicembre 2005 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Mi è tornato in mente: Whitehead, il platonico di Cambridge. Scusa l'intrusione, che non c'azzeccava punto. Bai
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  3. GABBOX | il 29 dicembre 2005 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 3

    All'epoca pensavo che l'amore ci avrebbe divisi. Ora invece sono convinto che l'amore unisca. Sempre. Però di quei tempi prediligo Smiths e Prefab Sprout e le buon Roddy salvo solo il primo.
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  4. PACINO | il 29 dicembre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    grande socrates. come sempre per i suoi impasti di note, ricordi e saggezze. roddy frame era uno di quelli che quando lo guardavi pensavi che sarebbe bastata una folata di vento a buttarlo giù, eppure non lo schiodavi facilmente dalla sua chitarrina acustica, dai suoi tentativi di fare musica. ancora oggi, a quanto pare, sta lì che incide dischi e fa concerti. all'epoca i suoi dischi erano una gran tentazione eppure, per me, c'era sempre qualcosa che pareva non andare... anche lui in fondo, per me, una promessa "quasi" mancata. un saluto al mrnobody citazionista...
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  5. SOCRATES | il 29 dicembre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    E' il classico giudizio nel quale il sentimento prevale sulla ragione. Forse il 3 di Gabbox potrebbe essere più vicino alla realtà, un album un po' discontinuo con alcune "perle", ma non riesco a non "pasticciare" con i ricordi, le note e le passioni, come dice il buon pacino. :-) P.S. Mr. Nobody, si potrebbe, tutto sommato, essere d'accordo con Whitehead, aggiungendo, però, il nome del discepolo Aristotele: tutta la filosofia non è che un corposo commento al pensiero di Platone ed Aristotele. ;-)
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  6. ORFEI C. | il 29 dicembre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: 2 | Voto al Disco: 3

    Bella recensione per un disco che col tempo ha perso molto smalto.
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  7. ORFEI C. | il 29 dicembre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Errore voto.
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  8. NUCLEAR | il 29 dicembre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Io non saprei fare una rece così.
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  9. BLACKCROW | il 29 dicembre 2005 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    E'inutile pensare di scrivere recensioni se a giro c'è qualcuno che già lo fa per te. Socrates, su questo disco non avrei saputo dire di meglio, tanto hai colto quello che intimamente ne penso. Lo zampino di Tommy Lipuma è qui fondamentale, basterebbero i soli arrangiamenti di "How Men Are" (che è perfetta sia come torch song che come cool song), "Working In A Goldmine" (sulla quale ho sognato molto "in gioventù") e la dolcissima "Paradise". A tratti il disco è lezioso, ma gemme come queste non possono che nobilitarlo. P.S.: a mio avviso il miglior lavoro del "gruppo" è il più tardo "Dreamland", con la sopraffina produzione del vecchio Ryuichi, che stempera col suo tocco 'romance' ogni possibile spigolosità del songwriting di Roddy Frame. Di quel disco, che consiglio vivamente a tutti, ricorderei le splendide "Let Your Love Decide" (Prefab Sprout? Penguin Café Orchestra?), l'introduttiva e celestiale "Birds", le meravigliose "Valium Summer", "Vertigo" e "Sister Ann" (quest'ultima ha un 'feel' dannatamente costelliano che ancora mi intriga).
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  10. SYLVIAN1982 | il 30 dicembre 2005 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Non so perchè ma gli Aztec Camera sono uno di quei gruppi che mi hanno sempre e soltanto sfiorato. Ho sentito qualche canzone quà e là e possiedo solo un loro disco. Sono come quelle donne che, si ti piacciono ma non hanno quel sex-appeal che ti accende il fuoco dentro e poi finisci per snobbarle e cercare altrove. Relego Roddy Frame nella schiera dei talenti "sprecati".
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  11. SOCRATES | il 30 dicembre 2005 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Black, condivido il positivo giudizio su "Dreamland", 4 stelle abbondanti "vere", non sentimentali, con l'apporto essenziale di Sakamoto. Forse, però, il migliore in assoluto è "Hign Land, Hard Rain". sylvian, risentilo. Con il passare degli anni cambiano anche i gusti in fatto di donne. ;-)
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  12. SYLVIAN1982 | il 30 dicembre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Sulle donne hai ragione. Per esempio Madonna la preferisco mille volte adesso rispetto agli esordi, nonostante avesse una ventina d'anni in meno :-)
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  13. HAL | il 2 gennaio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    ...
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  14. SOC | il 2 gennaio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    "All'editor gentil che ripara sempre errore", un appello stilnovistico affinché corregga un refuso: "è" al posto di "e" al quintultimo rigo del secondo capoverso, dove si afferma "(è) proprio il caso di dire...".
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  15. EDT | il 2 gennaio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    ok
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  16. SOC | il 2 gennaio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Tempestivo e gentile come l'anno scorso... auguri!
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  17. MARIAELENA | il 17 luglio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    si... ci vuole quel sex appeal che accende il fuoco dentro per saper amare qualsiasi cosa
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