"Press To Play" si presenta nella discografia di McCartney come una sorta di grosso e ingombrante problema di valutazione, non è facile infatti descrivere un album che viene sistematicamente affossato dalla critica, rivalutato e poi di nuovo dimenticato. Si tratta comunque di un lavoro estremamente complesso, superprodotto, suonato da molti musicisti di straordinario valore, Phil Collins, Jerry Marotta e Eric Stewart su tutti, ma il prodotto finale deve essere preso con le pinze. Paul McCartney confeziona un lavoro in piena sintonia con i tempi, la seconda metà degli '80, guarda caso produce un certo Hugh Padgham specialista ormai di riconversioni sonore di giganti del rock, i Genesis per fare un nome noto. Nel 1986 venne ben accolto, oggi viene considerato nei suoni antiquato, ma le valutazioni che circolano sono eccessivamente negative che non rendono giustizia a un disco che vanta alcuni momenti discreti.
Si parte con "Stranglehold", un buon pop-rock rafforzato dal sax, fino al secondo brano, il reggae di "Good Times Coming / Feel The Sun" il disco è buono, ottimo passo in avanti rispetto alle pochezze di "Pipes Of Peace", è con "Talk More Talk" che esplodono le batterie elettroniche, i sintetizzatori, tipici del periodo, per un brano che si dimentica facilmente. La collaborazione con Eric Stewart produce la ballata acustica "Footprints", la sperimentazione assoluta di "Pretty Little Head", pubblicata coraggiosamente come singolo, e tanti brani di scarsissima ispirazione, in cui è McCartney a non fornire valido supporto al compagno, i testi sono molto banali e la musica troppo rafforzata, anche la ballata pianistica "Only Love Remains" scompare tra i suoni sintetici ingombranti di "Press". In tanta modernizzazione incuriosisce la copertina, ripresa con una pellicola fotografica degli anni '30, troppo sentimentale si contende il primo posto iperglicemico con "Double Fantasy" di Lennon. La collaborazione di Linda è inoltre marginale, i cori di alcune canzoni e il parlato di "Talk More Talk", insieme al figlio James, questa appare una scelta abbastanza strana, lady McCartney aveva collaborato in tutti gli album precedenti con parti rilevanti, e forse questo è uno dei punti chiave dell'interpretazione del lavoro, infatti solo Linda poteva dire a Paul cosa era giusto e cosa era sbagliato, dirigendo un minimo le straripanti (e stravaganti) idee del marito.
"Press To Play" è l'album meno venduto del catalogo, nessuno si ricorda più una canzone, lo stesso McCartney probabilmente ha un vago ricordo di averlo inciso, e come lui stesso ha dichiarato se ne vergogna.