Paul McCartney: Press To Play

Recensione di: London , (il 1 gennaio 2006 nel tardo pomeriggio) | Voto: ●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Paul McCartney Press To Play

"Press To Play" si presenta nella discografia di McCartney come una sorta di grosso e ingombrante problema di valutazione, non è facile infatti descrivere un album che viene sistematicamente affossato dalla critica, rivalutato e poi di nuovo dimenticato. Si tratta comunque di un lavoro estremamente complesso, superprodotto, suonato da molti musicisti di straordinario valore, Phil Collins, Jerry Marotta e Eric Stewart su tutti, ma il prodotto finale deve essere preso con le pinze. Paul McCartney confeziona un lavoro in piena sintonia con i tempi, la seconda metà degli '80, guarda caso produce un certo Hugh Padgham specialista ormai di riconversioni sonore di giganti del rock, i Genesis per fare un nome noto. Nel 1986 venne ben accolto, oggi viene considerato nei suoni antiquato, ma le valutazioni che circolano sono eccessivamente negative che non rendono giustizia a un disco che vanta alcuni momenti discreti.

Si parte con "Stranglehold", un buon pop-rock rafforzato dal sax, fino al secondo brano, il reggae di "Good Times Coming / Feel The Sun" il disco è buono, ottimo passo in avanti rispetto alle pochezze di "Pipes Of Peace", è con "Talk More Talk" che esplodono le batterie elettroniche, i sintetizzatori, tipici del periodo, per un brano che si dimentica facilmente. La collaborazione con Eric Stewart produce la ballata acustica "Footprints", la sperimentazione assoluta di "Pretty Little Head", pubblicata coraggiosamente come singolo, e tanti brani di scarsissima ispirazione, in cui è McCartney a non fornire valido supporto al compagno, i testi sono molto banali e la musica troppo rafforzata, anche la ballata pianistica "Only Love Remains" scompare tra i suoni sintetici ingombranti di "Press". In tanta modernizzazione incuriosisce la copertina, ripresa con una pellicola fotografica degli anni '30, troppo sentimentale si contende il primo posto iperglicemico con "Double Fantasy" di Lennon. La collaborazione di Linda è inoltre marginale, i cori di alcune canzoni e il parlato di "Talk More Talk", insieme al figlio James, questa appare una scelta abbastanza strana, lady McCartney aveva collaborato in tutti gli album precedenti con parti rilevanti, e forse questo è uno dei punti chiave dell'interpretazione del lavoro, infatti solo Linda poteva dire a Paul cosa era giusto e cosa era sbagliato, dirigendo un minimo le straripanti (e stravaganti) idee del marito.

"Press To Play" è l'album meno venduto del catalogo, nessuno si ricorda più una canzone, lo stesso McCartney probabilmente ha un vago ricordo di averlo inciso, e come lui stesso ha dichiarato se ne vergogna.

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Sommario

Paul McCartney: Press To Play;
Recensione di London per DeBaser
, 1/1/2006 4:56:45 PM (●●●)

Anno: 1986

Generi:

Informazioni nel web: fun club italiano

Album collegati: Press to Play, Press to Play

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Voti e commenti

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  1. COPERNICO | il 2 gennaio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    Buona la recensione e in linea di massima condivido tutto, diciamo quasi, io ad esempio trovo che "Pipes Of Peace" sia in ottimo album (personale parere ovvio). In quanto all'album è verissimo, anche a me alterna dei momenti in cui mi aggrada sentirlo, con dei momenti che non so m'anco d'averlo.
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  2. HUAXITECANTLA | il 19 maggio 2006 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 2

    Questo disco ha un solo vero difetto: è di Paul McCartney. Siamo talmente abituati a considerare eterne le sue composizioni, che questo prodotto di puro consumo (figlio appunto degli anni '80) non gli appartiene veramente.
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  3. ENBAR77 | il 3 agosto 2007 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    Sono costretto ad ammettere, con molta malinconia la scarsa incidenza di questo lavoro. Effettivamente parte piuttosto bene, con dei pezzi, a mio parere, degni di nota, veggasi le prime sette tracce, esclusa la terribile, per la parte testuale, "Press". Ottime "Footprints" e "Pretty little head". Viene decretato un corner per salvare l'ultima edizione del disco inserendo nelle bonus tracks la meravigliosa "Once upon a long ago".
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  4. CURRAHEE72 | il 21 agosto 2009 in prima serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 2

    Eppure la prima facciata è piacevole.
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