Il miglior album nu metal insieme a "Significant Other" dei Limp Bizkit (azz!... qui ci sarà da discutere). Qui non cè rapping come certi razzisti ignorantelli vogliono far credere; ma almeno cè un ritmo sincopato duro e coinvolgente, scandito da una sezione basso-batteria capace perfino di bruschi cambiamenti - una sorta di ibrido Jane's Addiction/ Helmet. Anche le schitarrate di Head e Munky faranno scuola. Jonathan Davis, neo Burton C. Bell, troverà finalmente il modo di sfogare sul pentagramma i brutti ricordi di gioventù ("Blind", "Ball Tongue", "Faget", "Fake", "Daddy"), anche giocando su innocui accostamenti infantili ("Shoots And Ladders", "Clown").
Questo benché ci sia da dire che, col tempo, proprio Davis e le sue urla renderanno un tantino fiacco il quartetto attuale.
Il quintetto di Bakersfield sforna un concentrato unico di suoni mai sentito prima, con la rabbia unica che trasmette la voce del leggendario Jonathan Davis.
Chi non ha mai alzato la testa avanti e indietro come ogni buon metallaro alle note di "Faget", Clown, Shoots and Ladders ma soprattutto, la mitica Blind.
"Un urlo disumano che viene trattenuto e controllato a fatica."
"Quando a tirare il carro si hanno un pugno di brani come 'Blind', 'Shoot & Ladders' e 'Daddy', è facile intuire che il lavoro ha tutti i connotati per entrare nella storia."
"Il disco più importante del movimento Nu Metal, una perla 'nera' di violenza, cupezza e atmosfera malata."
"Ascoltare nu metal e non ascoltare i Korn è più che un peccato imperdonabile."
Al primo ascolto, si resta totalmente spiazzati dalla voce di Jonathan Davis.
Ancora oggi il primo lavoro della band ti emoziona, ti fa venire i brividi.
Un incubo. Una visione terrificante, quasi irreale nel proprio brutale realismo.
Il culmine di questa maniera di agghiacciante impatto psicologico è 'Daddy', un dedalo di ricordi d'infanzia e visioni claustrofobiche.