Red Hot Chili Peppers: The Red Hot Chili Peppers

Recensione di: let there be rock , (il 18 febbraio 2006 verso mezzogiorno) | Voto: ●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Red Hot Chili Peppers The Red Hot Chili Peppers

Siamo nel 1984. Nella scena musicale piombano i Red Hot Chili Peppers. Sono grezzi, sporchi, maleducati, e ai loro concerti si presentano indossando un calzino per coprire i genitali. Sono i Red Hot Chili Peppers e propongono un funk misto a sonorità rock.

Questo primo disco dimostra la stoffa del gruppo: si parte con "True Men Don't Kill Coyotes" che inizia con le note del basso vibrante e slappante di Flea a cui si aggiunge una buona sezione ritmica e la voce del cantante, oscura e non ancora al massimo. Buon pezzo. "Baby Appeal" è un brano molto più funk col cantato di Anthony che si poggia bene nell'intro creata da un giochetto tra la chitarra di Jack Sherman e il basso di Flea; lasciamo questo pezzo funkeggiante e ascoltiamoci "Buckle Down" che parte con un riff di chitarra sorretto da una massiccia batteria, poi entra il basso di Flea che ci delizia con uno dei suoi assoli, seguito a ruota da un assoletto di chitarra, brano più metal che funk, con assoli di chitarra che rimandano, appunto, più al metal che al funk. A riportare la situazione a livelli standard ci pensa "Get Up and Jump" autentica perla in questo disco, con una base musicale funky e un cantato che sfiora il rap. . . "Why Don't You Love Me" è anch'esso un bel funkettone, meno movimentato del precedente, ma molto, molto carino e scanzonato; da segnalare qui, come in altri pezzi, la presenza di tromboni, trombe e sax, che danno un tocco di originalità al sound. "Green Heaven" è uno dei pochissimi pezzi politici dei Chili Peppers, dove i nostri se la prendono con l'inquinamento; possiamo considerare questo come uno dei pezzi più rock all'interno del disco. "Mommy Where's Daddy" affronta il tema del divorzio se non vado errato; si parte con la batteria che da il tempo, a cui si aggiunge la chitarra funk di Jack e il basso di Flea, alla voce abbiamo Gwen Dickey per quanto riguarda il ritornello, da segnalare la grande prova della sezione fiati. Tocca a una pietra miliare del primo periodo dei Red Hot, ovvero "Out In L. A. ", primo pezzo scritto dai nostri: possiamo trovare tutte le caratteristiche del sound dei primi Peppers: un basso che spara note a raffica e che slappa, una chitarra che intreccia ottimi riff e una batteria che controlla questo intreccio favoloso. "Police Helicopter" può tranquillamente essere considerato un brano punk, altro esperimento molto interessante e tutto sommato ben riuscito. You Always Sing, può essere considerato un altro pezzo punk, della durata di 44 secondi, tuttavia inutile: il cantante ripete la stessa frase per un paio di volte. "Granf Pappy Du Plent" chiude il disco; è un pezzo strumentale della durata di 4 minuti; è abbastanza interessante ma non è tutto sto granchè.

Dopo 33 minuti di ascolto (tanto dura il disco) ci si rende conto che la stoffa c'è sicuramente, anche se questo disco non ne è la prova concreta. Migliori risultati si avranno già col successivo Freaky Stealy, dove la band si affida a un certo George Clinton, che porterà nel gruppo miglior equilibrio e maggiore freschezza nella composizione.

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Sommario

Red Hot Chili Peppers: The Red Hot Chili Peppers;
Recensione di let there be rock per DeBaser
, 2/18/2006 12:36:00 PM (●●●)

Anno: 1984

Generi:

Album collegati: The Red Hot Chili Peppers, The Red Hot Chili Peppers

Artisti collegati: Red Hot Chili Peppers «prima: droga, pene, funk, overdose, chitarre cazzute, sesso poi: soldi»

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Voti e commenti

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L'opera è stata votata validamente 8 volte, ottenendo una media di 3.13

  1. FRANIED | il 20 febbraio 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    quest'album mi è nuovo...
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  2. SENMAYAN | il 20 febbraio 2006 verso mezzogiorno | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    conosco solo alcuni brani del cd in questione, tra cui la stranissima "true men don't kill coyotes"! I red hot degli anni 880, ripeto avevano una marcia in più!
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  3. SENMAYAN | il 20 febbraio 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    si degli anni 880! eee! ma che minghia ho scritto!!!!?? Volevo dire degli anni 80!
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  4. SURFERKANGAROO | il 20 febbraio 2006 in seconda serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Eh si, ricordo anche io con immenso piacere le serate passate al grammofono ad ascoltare questo disco inciso nella cera. Che bei ricordi...ah il 1880! :D! Scherzo Senmayan!!! :D!!! Concordo con te, i red hot old style funkeggiavano alla grande! Un abisso rispetto al gruppetto pop che son diventati!
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  5. STINGER | il 21 febbraio 2006 dopo mezzanotte | Voto: 4 | Voto al Disco: 1

    Va bene tutto, ma nun ce provà...3 è troppo per questo disco! La recensione merita, ma questo disco è veramente inconsistente, in alcune parti irritante..niente a vedere con quelli che verrano dopo! ......Now you will excuse me, but I must be on my way......
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  6. SURFERKANGAROO | il 21 febbraio 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    a me i primi 3 fanno impazzire, delirio funky al massimo :)!
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  7. ANGELOFMETAL | il 21 febbraio 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco: 5

    e' spassoso
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  8. FLEA | il 22 febbraio 2006 all'alba | Voto: 3 | Voto al Disco: 2

    E'uscito davvero male quest'album a mio parere...si intravedono idee interessanti, ma il sound è ancora troppo immaturo, anche se la tecnica (soprattutto di Flea) non si discute...la riuscita della canzoni invece si, spesso anche rallentate rispetto alle versioni demo. Molto meglio le trasposizioni live degli stessi pezzi ;)
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  9. ENRICO | il 28 febbraio 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco: 1

    la band durante la registrazione di questo album ha avuto non pochi problemi se non altro viste le gravi incomprensioni con il produttore Andy Gill (chitarra dei Gang of Four) che voleva introdurre adirittura una batteria elettronica. La band e il produttore finirono per ostacolarsi a vicenda (Gill voleva creare un fenomeno da classifica mentre gli RHCP volevano suonare il loro beato funk in tranquillità se così si può definire) e il risultato è un disco che suona molto immaturo e adolescenziale, unito ad un linguaggio infame e alla politica dell EMI che li considerava dei pagliacci, questo disco risulta essere ne carne ne pesce. nel proseguo degli anni cambierà tutto...
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  10. FEDERICA | il 14 maggio 2006 in seconda serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    Il "Kill'Em All" del funk rock rappato.
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  11. SKINNYSWEATYMAN | il 4 ottobre 2006 verso mezzogiorno | Voto: 1 | Voto al Disco: 5

    che schifo di recensione mi sonorotto le palle anche a leggerla hai rovinato l'etere
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