Gil Scott-Heron: Reflections

Recensione di: Socrates , (il 21 febbraio 2006 in mattinata) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Gil Scott-Heron Reflections

Ho una mia idea sul perché un artista del calibro di Gil Scott-Heron non incida più da un pezzo e, soprattutto, sia caduto in un "buco nero" dal quale non riesce a tirarsi fuori. Proprio lui che nel corso della sua esemplare carriera di scrittore, poeta, musicista, attivista politico ha cercato di tracciare una strada di orgoglioso riscatto, di consapevole ribellione per i "fratelli" nei confronti di una società, di ieri e di oggi, ipocrita, razzista e troppo ingiusta, proprio lui è rimasto invischiato nelle sue trappole, blandito da quei miraggi dai quali ha cercato di mettere in guardia i suoi coetanei e le più giovani generazioni.

Credo c'entri non poco la cocente delusione per la percepita fine dei suoi ideali. Deve essere difficile accettare che proprio coloro che lo indicano oggi come punto di riferimento, come un antesignano (effettivamente Gil faceva "rap" quando ancora nessuno lo chiamava così...), abbiano alzato bandiera bianca, fagocitati dal dio-dollaro e ammansiti dal conseguente sfrenato consumismo. "La mia generazione ha perso", dovrà aver pensato il nostro; e quelle venute dopo, abbagliate dagli ingannevoli luccichii di Mammona, sono divenute poco a poco funzionali al sistema che ingrossa i ghetti, le prigioni e i conti in banca di pochissime, osannate "Black Stars".

Chi non lo conoscesse, può farsi un'idea della sua poliedrica personalità leggendo il suo secondo e ultimo romanzo del '72, non ne ha scritti più, pubblicato in Italia solo nel 2001 dalla meritoria casa editrice Shake, "La fabbrica dei negri", sorta di fotografia con luci ed ombre del movimento universitario studentesco afro-americano dei seventies; oppure procurarsi il suo "The Best", che contiene anche il suo pezzo più famoso, una sorta di manifesto politico-musicale, "The Revolution Will Not Be Televised", scritto nel '71 a poco più di vent'anni: più che un protorap, un "flusso di coscienza" (...The revolution will not go better with Coke / The revolution will not fight the germs that cause bad breath / The revolution WILL put you in the driver's seat / The revolution will not be televised, WILL not be televised, WILL NOT BE TELEVISED / The revolution will be no re-run brothers / The revolution will be live).

Ma è di un suo album degli anni '80 che vorrei parlarvi, quello del mio primo incontro con lui, "Reflections". Esso è un impareggiabile mix di impegno, popular black music, consapevolezza politica, intelligente easy listining: body & soul, insomma. E se nei suoi lavori precedenti una sorta di jazz-fusion era "l'abito " indossato più spesso dai suoi densi e diretti "streams", nei setti brani di "Reflections" c'è molta più varietà e si declina la musica "black" in tutti i suoi "casi". Dal raggae di "Storm Music", omaggio al re di Kingstom che considerava un maestro di libertà, alla Soul d.o.c. di "Grandma's Hands", in cui pare un Bill Withers arrabbiato. Non manca neanche un strizzatina d'occhio ai ritmi latino-americani con "Gun", né il classico "tappeto" cool-jazz su cui appoggiare i suoi "pensieri mattutini". "Is The Jazz?" è un continuo succedersi di immagini (Bird, Billie, Miles, Prez. . . ) che rispondono in modo inequivocabile, ma anche originale (ci sono anche Stevie Wonder e Bob Marley) al quesito.
A sigillare questa concezione ecumenica del black sound, non poteva mancare la cover di "Inner City Blues", un'interpretazione molto personale, una prima parte più canonica che si innesta sul suo tipico spoken-word. Chiusura in bellezza con i 12 e passa minuti di "b-movie", ironica filippica su quel mediocre attore western divenuto pessimo presidente (noi oggi non siamo messi meglio: c'è un pessimo pianista da crociera al timone della nave...).

Peccato che Gil se la passi male: i suoi occhiali a specchio che indossa fiero sulla copertina dell'album, sarebbero più che mai utili per aiutarci a riflettere (con "reflections" in inglese s'intendono sia i riflessi, i rispecchiamenti che le riflessioni) sull'attuale desolante realtà.

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Gil Scott-Heron: Reflections;
Recensione di Socrates per DeBaser
, 2/21/2006 11:30:00 AM (●●●●●)

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Voti e commenti

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Ha ricevuto 9 voti validi, totalizzando una media di 4.89
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  1. ODRADEK | il 23 febbraio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    :)
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  2. SFASCIA CARROZZE | il 23 febbraio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Dear oltrequé cordiale Monsieur Socrates, solo per testimoniarLe qué gradii sinceramente assai la Sua integerrima opera Scott-Heron/de-recensorea; artista peraltro pressoqué sfascievole/mente musiqualmente semi-sconosciuto. Grazie a iosa und saluti ossequiosi a catinelle. Your trita lamiere di (s)fiduciam.
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  3. BLACKCROW | il 23 febbraio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    "The Revolution..." l'ho ben presente, anni luce in anticipo rispetto a rap e connessi; per quanto riguarda questo, che non conosco, il recensore è al consueto garanzia di fiducia. ;-)
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  4. ODRADEK | il 23 febbraio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 5

    Spirits ti piacque, Socrates? Ritorno per il mezzo punto che manca a questo.
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  5. HAL | il 23 febbraio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    che parole intense Socrates, oltre la musica, il disco, l'artista. Leggere è stato un piacere. Recensione consigliata!
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  6. ZION | il 23 febbraio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Non conosco l'album, ma adoro le sue produzioni Proto-Rap/Funk della prima metà degli anni '70, soliste e con i mitici Last Poets. Colgo l'occasione per segnalare anche un paio di artisti che, riprendendo il suo insegnamento, hanno calato lo spoken-words nello scenario musicale odierno: Ursula Rucker ed il bravissimo Saul Williams. Anzi, se avete l'occasione guardate anche "Slam" di Mark Levin, bellissima pellicola che innalza il reading a pura filosofia urbana. Grande Soc, come sempre :-)
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  7. PAOLOS | il 23 febbraio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Mi ha incuriosito questo personaggio, proverò a scaricarmi qualche sua canzone!
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  8. ZION | il 23 febbraio 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    You will not be able to stay home, brother. You will not be able to plug in, turn on and cop out. You will not be able to lose yourself on skag and skip, Skip out for beer during commercials, Because the revolution will not be televised. The revolution will not be televised. The revolution will not be brought to you by Xerox In 4 parts without commercial interruptions. The revolution will not show you pictures of Nixon blowing a bugle and leading a charge by John Mitchell, General Abrams and Spiro Agnew to eat hog maws confiscated from a Harlem sanctuary. The revolution will not be televised. The revolution will not be brought to you by the Schaefer Award Theatre and will not star Natalie Woods and Steve McQueen or Bullwinkle and Julia. The revolution will not give your mouth sex appeal. The revolution will not get rid of the nubs. The revolution will not make you look five pounds thinner, because the revolution will not be televised, Brother. There will be no pictures of you and Willie May pushing that shopping cart down the block on the dead run, or trying to slide that color television into a stolen ambulance. NBC will not be able predict the winner at 8:32 or report from 29 districts. The revolution will not be televised. There will be no pictures of pigs shooting down brothers in the instant replay. There will be no pictures of pigs shooting down brothers in the instant replay. There will be no pictures of Whitney Young being run out of Harlem on a rail with a brand new process. There will be no slow motion or still life of Roy Wilkens strolling through Watts in a Red, Black and Green liberation jumpsuit that he had been saving For just the proper occasion. Green Acres, The Beverly Hillbillies, and Hooterville Junction will no longer be so damned relevant, and women will not care if Dick finally gets down with Jane on Search for Tomorrow because Black people will be in the street looking for a brighter day. The revolution will not be televised. There will be no highlights on the eleven o'clock news and no pictures of hairy armed women liberationists and Jackie Onassis blowing her nose. The theme song will not be written by Jim Webb, Francis Scott Key, nor sung by Glen Campbell, Tom Jones, Johnny Cash, Englebert Humperdink, or the Rare Earth. The revolution will not be televised. The revolution will not be right back after a message about a white tornado, white lightning, or white people. You will not have to worry about a dove in your bedroom, a tiger in your tank, or the giant in your toilet bowl. The revolution will not go better with Coke. The revolution will not fight the germs that may cause bad breath. The revolution will put you in the driver's seat. The revolution will not be televised, will not be televised, will not be televised, will not be televised. The revolution will be no re-run brothers; The revolution will be live.
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  9. SOCRATES | il 23 febbraio 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Il nostro non le mandava certo a dire, Zion. Odra, che gran pezzo "Spirits"! E' il suo "canto del cigno". Grazie ad Hal e a tutti gli altri amici. Mi piace anche segnalare un altro suo brano, riportato in auge da Paul Weller, "The Bottle", uno dei singoli "all time".
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  10. PACINO | il 24 febbraio 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Gil Scott-Heron è tra i miei preferiti. Tra tutte le sue canzoni ho una certa predilezione per Winter in America, per quel flauto, per quelle tastiere... Nelle sue critiche feroci alla società non mancava mai di inserire una via di fuga, c'era sempre una specie di luce che dava una speranza di uscita. A quanto ne so mi pare che sia impelagato da un po' di tempo in una qualche malattia (tra l'altro qualche anno fa ha annullato un giro di concerti in Italia, avevo pure comprato il biglietto!). Chi non ha la fortuna di avere suoi dischi in casa, ne faccia incetta in questi giorni: i negozi di musica sono pieni di riedizioni dell'incisioni dell'epoca a prezzi accessibili. Complimenti al Socrates, acuto piluccatore di perle perdute
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  11. GABBOX | il 24 febbraio 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Concordo con Pacino, Winter in America è un brano senza tempo, oserei dire epocale. Questo disco non è il migliore per me ma il 5 va alla sua carriera. Forse ora non se la passerà bene ma immagino abbia gradito il riconoscimento giunto da tutta la nuova scena.
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  12. ODRADEK | il 24 febbraio 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Ma il vostro album preferito? Io non saprei decidermi tra "Winter in America" appunto, "Pieces of a Man" del '71 e questo...
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  13. ZION | il 24 febbraio 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Io cito semplicemente quelli che conosco, il magnifico esordio "Small Talk at 125th and Lenox" (in cui è inserita "The Revolution Will Not Be Televized") ed il successivo "Pieces Of A Man", che ricorda giustamente il buon odra ;-)
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  14. ZION | il 24 febbraio 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Però "The Revolution Will Not Be Televized" è presente anche nella tracklist del secondo, il primo probabilmente sarà un live se ricordo bene... Vada per "Pieces Of A Man" allora :-))
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  15. RINGOSTARFISH | il 24 febbraio 2006 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Io ho alcuni degli album in collaborazione con Brian Jackson (From South Africa To South Carolina, quello con la bellissima Johannesburg e soprattutto il meraviglioso Winter in America). Che dire, la black music degli anni '70 ci ha dato un olimpo di miti ed eroi irripetibili. purtroppo. Quelle vette di impegno sociale, di ricerca di spiritualità, di riflessione politica, forse non torneranno più. Non tornerà più un anno in cui uscivano in contemporanea Winter in America, Innervisions di Stevie e Fresh di Sly. Voglio trovarmi il libro di cui parli. E grazie ancora per l'impegno della recensione, che va oltre la recensione e oltre il disco, oltre i soliti uncinetti giornalieri del sito e le sue dispute da playmobil. Qui si parla della vita, di coscienza. Di tutti i momenti storici in cui qualcosa va storto e siamo indecisi che rompere, riaggiustare o far finta che tutto possa tornare a posto da solo.
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  16. SOCRATES | il 24 febbraio 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Commenti che, come spesso capita, completano ed arricchiscono la rece, soprattutto quando ci sono gli amici che solitamente, bontà loro, hanno la pazienza di leggere le mie cose. Per il migliore di Scott-Heron c'è davvero l'imbarazzo delle scelta. Tutti validissimi i titoli citati. Per ragioni biecamente affettive io mi sono cimentato con "Reflections"; ma mi permettto di segnalare anche un suo live, "It's Your World", con una versione di "New York City" da brividi.
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  17. MAGOMARCELO | il 24 febbraio 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    "The Bottle" è una delle canzoni più belle da ballare di sempre, lode a Paul Weller e a tutto l'acid jazz che ne è scaturito, e a Socrates per questa segnalazione, decisamente da approfondire
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  18. SOCRATES | il 24 febbraio 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Sempre sia lodato! :-))
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  19. SOC | il 24 febbraio 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Mago, sul live segnalato c'è anche una versione da 13 min. di "The Bottle" tutta da ballare. A buon intenditor...
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  20. NASHIRA | il 24 febbraio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Grande Socrates, non conosco costui ma la tua recensione innalza il livello di questo sito ultimamente troppo frequentato da soggetti veramente disturbati e ostaggio di dispute degne di un asilo per cerebrolesi. Grazie a te quindi a prescindere (e prima o poi ci scappa l'ascolto).
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  21. SOC | il 25 febbraio 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie, Nashira.
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  22. SOCRATES | il 10 aprile 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Aspetto i primi sondaggi ascoltando "River Of My Father"...speriamo sia di buon auspicio. The Revolution Will Not Be Televisived!! ;-)
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  23. OTTO | il 4 ottobre 2006 in mattinata | Voto: 3 | Voto al Disco: 4

    Carina, all'album gli darei 4 però!
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  24. GIL | il 4 ottobre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Sei otto volte ridicolo.
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  25. OTTO | il 4 ottobre 2006 in seconda serata | Voto: 3 | Voto al Disco:

    chi io?
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  26. RELUCA72 | il 1 aprile 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    ho visto tre concerti di gil: nel 94 a imola con la formazione che aveva appena registrato l'album Spirits -un concerto memorabile- un anno dopo a firenze con una formazione diversa e meno intensa, qualche anno dopo a modena con una formazione quasi acustica un po'rimaneggiata che mostrava laconicamente la parabola discendente del grande gil e evidenziava anche un peggioramento fisico e di sicuro economico visto che suonava davanti a una cinquantina di persone. che dire, per me gil è e resta ancora il numero 1 perchè nonostante tutte le vicissitudini che ha attraversato è uno che è riuscito sempre e comunque a trasmettere la sua energia, le sue emozioni e soprattutto il suo messaggio, uno spirito davvero notevole, uno che non molla mai. se vi pare poco... peace go with you brother
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  27. FRANKIE89 | il 25 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Rispolverato perché è da poco uscito quello nuovo?
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