Georges Brassens: La mauvaise réputation

Recensione di: sangennaro , (il 1 marzo 2006 nel tardo pomeriggio) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Georges Brassens La mauvaise réputation

"La mauvaise réputation" ("La cattiva reputazione") è una raccolta di canzoni pubblicate in anni precedenti, risalente al 1953. Già in queste prime canzoni (ne compose circa 170) si rivela l'inarrivabile invenzione melodica e l'irraggiungibile perizia e arguzia letteraria che caratterizzano tutta l'opera del poeta-musicista; pur nella loro strumentazione essenziale (voce, due chitarre e contrabbasso) queste canzoni ci danno prova di come Brassens possa essere considerato il primo cantautore di senso compiuto, cosciente della sua attività poetica e insieme musicale, a tal punto da poter affermare che, pur non essendo il migliore frai passati e trai futuri, non esiste e non esisterà comunque qualcuno migliore di lui. Ci tengo inoltre a precisare che, contrariamente all'apparenza, Brassens teneva in maggior conto la musica rispetto al testo e se un primo giudizio può farci dire: - ma non c'è la musica! -, un ascolto attento ci rivela che la musica è fatta dalla voce, dalle straordinarie melodie che essa produce, trattata come un qualunque altro strumento.

Le canzoni che compongono la raccolta sono:

1- "La mauvaise réputation"
2- "Le fossoyeur" (Il becchino)
3- "Le gorille" (Il gorilla, di cui de André fece una traduzione)
4- "Le petit cheval" (Il cavallino, testo di Paul Fort)
5- "Ballade des dames du temps jadis" (Ballata delle dame del tempo che fu, testo di François Villon)
6- "Hécatombe" (Ecatombe)
7- "La chasse aux papillons" (La caccia alle farfalle)
8- "Le parapluie" (L'ombrello)
9- "La marine" (La marina, testo di Paul Fort)
10- "Corn d'aurochs" (non so precisamente il significato di questa espressione idiomatica, aurochs è l'uro, animale preistorico)
11- "Il suffit de passer le pont"
12- "Comme hier" (Come ieri, testo di Paul Fort)

Non ritengo oppurtuno parlare in questa sede di Paul Fort e François Villon; chiunque non sappia nulla di loro può trovarli in qualsiasi enciclopedia della letteratura.

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Sommario

Georges Brassens: La mauvaise réputation;
Recensione di sangennaro per DeBaser
, 3/1/2006 6:36:00 PM (●●●●●)

Anno: 2001

Generi: , , ,

Informazioni nel web: potete trovarci tutte le partiture e i file midi

Album collegati: Intégrale 1991, Volume 01: La Mauvaise Réputation, Intégrale 20ème anniversaire (disc 1: La Mauvaise Réputation)

Artisti collegati: Georges Brassens «genio ispiratore»

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Voti e commenti

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Ha ricevuto 6 voti validi, totalizzando una media di 4.50
L'opera è stata votata validamente 4 volte, ottenendo una media di 5.00

  1. NESSUNO | il 5 marzo 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    viva la musica francese!! lui e de andre che coppia!
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  2. LUCA | il 5 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Brassens è superbo! La raccolta merita il massimo ma la tua recensione no: è buona ma hai speso troppe poche parole per questo genio, 4!
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  3. MORNINGSTAR | il 6 marzo 2006 dopo mezzanotte | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    La prima recensione su Georges Brassens! Lui è stato veramente un grande; senza contare che se si va ad ascoltare il primo De Andrè sembra quasi un plagio da questo cantautore (tra l'altro ora che mi fai pensare pure "Tutti morimmo a stento" attinge da Villon...). Io in realtà ho solo la raccolta in due cd "Les copains d'abord". Mi piacerebbe qualche consiglio, limitandoci a 2 o 3 quali sono secondo voi gli album più essenziali di questo cantautore ? Di questo disco conosco solo 4 canzoni, ma bastano a dargli 5...
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  4. JEAN | il 6 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Per Morningstar: Nè uno, nè due, tutto è buonissimo da Zio Georges, c'è nient' a buttare!
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  5. SANGENNARO | il 6 marzo 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Purtroppo le canzoni di Brassens, considerati gli anni di pubblicazione e le modalità di diffusione di quegli anni, non sono state raccolte in album; i dischi che si trovano sono dunque tutte "raccolte". Per reperire queste raccolte il modo migliore è ordinarle in Francia, dove è possibile trovare anche l'opera completa, forse in 10 CD. Di quest'opera completa fanno parte anche un bel po' di canzoni (17) che Brassens non fece in tempo ad incidere (era giunto per lui il momento di morire) e che ha inciso Jean Bertola, con un organico diverso da quello originale, che consiste in voce, pianoforte, qualche chitarra, basso e percussioni e, credo, nient'altro.
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  6. MARCO | il 6 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Non conoscendo quest'artista ma avendo tanto sentito parlare di lui, vorrei che tu mi consigliassi il primo album che secondo te vale la pena ascoltare per cominciare a conoscerlo. Il più bello insomma... Grazie. Marco
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  7. LEWIS TOLLANI | il 7 marzo 2006 dopo mezzanotte | Voto: 5 | Voto al Disco:

    un po' povera... però vale 5 solo per la segnalazione...
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  8. TONTON | il 7 marzo 2006 dopo mezzanotte | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    semplicemente inarrivabile, il + grande poeta della canzone... x la rece potevi dire un po' di più dato ke su georges si potrebbero scrivere interi libri, comunque buona! corne d'aurochs è stato tradotto da nanni svampa in un libro che raccoglie tutte le canzoni di Brassens tradotte in italiano come "corno di bue" (l'uro infatti era una specie di bue), comunque corne d'aurochs è il soprannome di una persona realmente esistita e conosciuta da brassens qui sonoramente presa per il culo per la sua banalità...
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  9. GRASSHOPPER | il 7 marzo 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco:

    5 per la scelta. 3 per la recensione. Media = 4. Quel poco che conosco non mi consente di votare il disco. Il problema per me rimane insolubile: dove diavolo si trovano le raccolte di Brassens ?
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  10. JEAN | il 7 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Grasshopper: Zio Georges si puo' trovare per esempio sul site: Amazon.fr > Musique>genres>variété française>artiste de A à Z>de A à B>Brassens,Georges. Troverai circa 183 articoli diversi.
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  11. GIAKO | il 24 luglio 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    vorrei rispondere al tizio che praticamente fa passare De Andrè per uno che scopiazzava qua e la.. Ma ti rendi conto della fesseria che hai detto? hai mai ascoltato le opere di Faber? quelle proprio sue? bhe non ha niente in meno di brassens come poesia e se ha tradotto qualche opera di altri artisti e solo perchè lo hanno colpito e le ha valorizzate con la sua voce. quindi pensa prima di dire fesserie. Doverosa replica.
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  12. SANGENNARO | il 24 luglio 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Scusa, chi è che fa passare de andré per uno che scopiazzava?
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  13. HAL | il 24 luglio 2006 verso mezzogiorno | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Che Brassens e Villon fossero due riferimenti fondamentali per Faber è indubbio, al punto che Faber non volle incontrare Brassens per non incrinare l'idea dell'artista che egli aveva nella sua mente. Però scopiazzare è un brutto termine e non azzeccato anche perché Faber diede un imprinting particolare identificabile alla sua musica. Su Brassens ricordo che erano state pubblicate delle ristampe dei suoi dischi da parte della Philps a un prezzo ridicolo, credo che siano facilmente reperibili in italia in qualunque negozio di musica.
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  14. MORNINGSTAR | il 24 luglio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    @giako: non voglio togliere niente al valore di De Andrè come cantautore, io praticamente ci sono cresciuto con De Andrè, lo ascolto da quanto ho 12 anni (adesso lo ascolto di rado perche conosco a memoria quasi tutte le canzoni). Comunque quando ho ascoltato Brassens mi sono reso conto che per lo meno all'inizio ha attinto da lui un sacco, sia come tematica che pure come maniera di cantare. Non è solo una questione di cover (il gorilla, morire per delle idee, nell'acqua di una chiara fontana, marcia nuziale,delitto di paese e penso che le ho dette quasi tutte), ma di atteggiamento e di tematiche. Per esempio, prova ad ascoltare "Brave Margot" di Brassens e a comparare con "Bocca di Rosa". Riconosco che scopiazzare è un brutto termine. Penso che facendo un parallelo scontato e limitato il binomio De Andrè-Brassens è estremamente simile a quello Capossela-Tom Waits e De Gregori-Dylan, se vogliamo metterla così. Voglio semplicemente dire che se questi tre italiani sono dei grandi, gli altri tre se vogliamo sono dei grandissimi.
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  15. HAL | il 24 luglio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Il parallelo e il relativo principio comparativo non mi piace affatto, va bene che le graduatorie sono sempre opinabili, però il superlativo lo userei senza problemi anche per Faber che nella sua storia ha dimostrato di saper trasformare e collaborare in un modo sconosciuto ad altri lasciando sempre un imprinting ben determinato e riconoscibile del suo apporto. In sintesi se Brassens è stato un grandissimo lo è stato anche Faber.
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  16. MORNINGSTAR | il 24 luglio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Riconosco che questo genere di graduatorie sono povere, opinabili e il confronto semplicistico e stupido. Diciamo che il mio è uno spezzare una lancia a favore di Brassens, che in troppi pochi conoscono in Italia (e un ribadire che Faber da De Andrè ha preso in prestito diverse cose, per carità sempre dicendolo e sempre rielaborando i contenuti). Pure tradurre una canzone è un'impresa tremendamente difficile e De Andrè ci è sempre riuscito magistralmente dal francese, un po' meno bene dall'inglese (prendiamo "avventura a Durango" che secondo me non è ben riuscita, e pure "via della poverta" non mi soddisfa pienamente, mentre invece su "susanne" di leonard cohen ha fatto un lavoro magistrale).
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  17. MORNINGSTAR | il 24 luglio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Comunque poi quello che dico è valido in sostanza diciamo solo per i primi tre dischi di de andre', in seguito si è distaccato da brassens un sacco. Comunque se vi piace il de andre degli inizi, quello in realtà secondo me è quasi una vulgata di Brassens ad uso e consumo del pubblico italiano, per carità di estrema qualità ma le influenze si sentono veramente tanto.
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  18. HAL | il 24 luglio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Spezzare una lancia a favore di Brassens è una cosa, sminuire il lavoro di Faber un'altra, se sulla prima sono d'accordo sulla seconda non lo sono. Inoltre non vorrei sbagliare o ricordare male ma credo di aver letto che quelle due versioni siano state valutate positivamente proprio da Dylan e se lo diceva lui ...
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  19. MORNINGSTAR | il 24 luglio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ma A)non credo che Dylan sappia l'italiano, B) Dylan è sempre gentile con tutti. Sminuisco un pochetto Faber perche' dopo aver ascoltato Brassens e Dylan un pochino nella mia opinione si è sminuito, io in origine pensavo che era tutta farina del suo sacco, tutto li'. Comunque non voglio sminuirlo tanto, gli rimango affezionato pure io.
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  20. HAL | il 24 luglio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    E che c'entra sapere o meno l'italiano? Mi sembra solo di aver letto che Dylan dopo aver ascoltato "Avventura a durango" sia rimasto colpito dal timbro vocale di Faber e da come interpretava la musica. Non pensavo parlassimo meramente della "traduzione", ma semmai dell'interpretazione. Sul resto io penso che il fatto che in gioventù Faber abbia omaggiato Brassens (motivo che gli fece scegliere la musica anziché legge) non sia di per sé un fattore che lo sminuisce, almeno non ne vede la ragione anche perché poi c'è una storia complessiva da valutare che non è solo Brassens e Villon come del resto dicevi anche tu prima. Haloa
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  21. HAL | il 24 luglio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ah dimenticavo ... sulla gentilezza di Dylan avrei alcuni dubbi, dalla sua autobiografia viene fuori una personalità abbastanza spigolosa secondo me.
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  22. MORNINGSTAR | il 24 luglio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Dylan è gentile non con tutti, ma con quelli che lo incensano sempre. Si in effetti con i critici Dylan non è mai stato gentile, prendi "The Ballad of the Thin Man" ed è il modo perfetto di celebrare la stupidità di un critico e di preservarne il ricordo per i secoli a venire. Oppure "Idiot Wind", quelli sono i litigi con sua moglie sparpagliati ai quattro venti. Comunque ribadisco che Dylan è sempre stato oltremodo gentile con quelli che lo hanno incensato, come al contrario è sempre stato ossessionatamente acido da quelli che lo hanno attaccato.
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  23. MORNINGSTAR | il 24 luglio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    E poi pure io ho i miei padiglioni auricolari e non me lo deve dire Dylan se una cosa mi piace o meno :DDD.
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  24. HAL | il 24 luglio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ah beh respect :)))
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  25. SANGENNARO | il 24 luglio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Per chi ha detto che De Gregori è un grande e Dylan un grandissimo: credo proprio che hai invertito gli aggettivi, spero per sbaglio.
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  26. GIAKO | il 25 luglio 2006 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    morningstar ok da un lato forse hai ragione il primo Faber ha sicuramente preso un po dello stile di brassens ma vatti ad ascoltare crueza de mar o anime salve ti ricordano brassens anche quelli?? bhe la capacità di trasformare la realtà a volte molto dura in poesia non è da tutti, e magari chissa l allievo può anche superare il maestro a volte...
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  27. GERARD | il 12 aprile 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Brassens è stato uno dei maestri di De André. Forse quello da cui ha attinto di più, palesemente e meno palesemente. Non capisco come si possa pensare che questo diminuisca De André. Tutti i grandi artisti hanno avuto dei maestri. Mi sembra di dire una cosa abbastanza scontata. E poi certo che De André si è discostato da Brassens nel corso degli anni, ci mancherebbe. Per questo è diventato quel grande che è.
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