Nel 1998 due grandi personaggi della musica italiana, sbancano le classifiche con il loro omonimo album. Il risultato, però è un po' inferiore alle aspettative, le canzoni sono tutte molto orecchiabili, e ben confezionate, ma manca quel guizzo di genialità che sarebbe lecito aspettarsi da due artisti di questo calibro.
L'album appartiene soprattutto a Mina, specialmente nei difetti (esecuzioni vocali virtuosistiche, ma senz'anima e sovrabbondanza di tastiere) ma sono soprattutto gli interventi di Celentano a rendere l'album degno di nota; senza di lui l'esito dell'album sarebbe stato diverso. Tra le composizioni migliori si segnalano "Io ho te" (già incisa dagli Audio 2, che firmano altre due composizioni), e "Dolly" (dialogo tra un uomo e un cane che Celentano interpreta egregiamente con due tonalità di voce differenti) e la divertente "Che t'aggia dì" simil dialetto pugliesco.
Come ti giravi te lo 'sbattevano' in faccia: alla fine o lo comperavi o lo odiavi.
Uno strazio lungo 45' che, al di là delle vendite, non credo abbia soddisfatto né i fans di Celentano né quelli di Mina.