Marius Müller Westernhagen: Bittersüss

Recensione di: sangennaro , (il 7 marzo 2006 in prima serata) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Marius Müller Westernhagen Bittersüss

"Bittersüss" ("Dolceamaro") è il secondo album del cantautore tedesco e attore Marius Müller Westernhagen, risalente al 1976. Quella che segue è la lista delle canzoni:
1- 36
2- Paula (Du hast mich nie gekannt)
3- Franz Strumpf (Paula ist fort)
4- Ich geh meistens bei Rot (Kinderlied)
5- Armer Star
6- Einer wie er
7- Endspurt
8- Ich hab Dich so schrecklich lieb
9- Rudi Carell
Affermo senza ombra di dubbio che queste nove canzoni sono tutte, tranne una, dei capolavori sia dal punto di vista della melodia del cantato (aspetto che io considero principale) che da quello dell'espressività e della strumentazione e, naturalmente, della composizione nel suo complesso. I testi sono tutti di Muller-Westernhagen, mentre quasi tutte le musiche sono di o in collaborazione con Peter Hesslein, di cui non so nulla. La musica di "Endspurt", a mio avviso bellissima, è di Muller-Westernhagen. I musicisti che hanno suonato sono (facendo un copia-incolla dal sito):
MUSIKER
Dieter Horns: Bass
Peter Hesslein: Gitarren, Percussion
Peter Hecht: Flügel, Orgel, Fender Rhodes Piano, Synthesizer, Celesta, Solina
Karl Hermann Lüer: Flöte, Saxophon, Tenor
Bob Lanese: Flügelhorn, Trompete
Curt Cress (Courtesy Atlantic Records): Schlagzeug
Herbert Bornhold: Schlagzeug, Percussion
Heinz Habermann: Trompete
Herb Geller (Courtesy Teldec): Alt Solo auf Rudi Carell
Waldemar Erbe: Posaune
Heino Reese: Posaune
Ralle Oberpichler: Chor
Freya Wippich ((Courtesy Teldec): Chor
Brigitte Blunck: Chor

In quanto ai testi, non conoscendo il tedesco, non posso affermare nulla ma, grazie a una certa sensibilità che ho acquisito negli anni, mi sento di affermare la loro validità (e non chiedetemi come faccio perché è solo una sensazione, anche se forse due motivazioni tecniche potrei darle).

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Sommario

Marius Müller Westernhagen: Bittersüss;
Recensione di sangennaro per DeBaser
, 3/7/2006 9:39:00 PM (●●●●●)

Anno: 1976

Generi: , ,

Informazioni nel web: sito ufficiale

Album collegati: Bittersüß

Artisti collegati: Marius Müller-Westernhagen (non è DeFinit_)

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Voti e commenti

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  1. 1 | il 11 marzo 2006 verso mezzogiorno | Voto: 1 | Voto al Disco:

    scusa paolo? ma che recensione è? un'elenco di titoli e mucicisti e due frasette sul tutto è perfetto, non comunichi niente e poi che il cantato in tedesco possa essere un capolavoro mette forti dubbi
    Secondo me ‘sto commento è [ bëlo ( 0 ) ] [ brüto ( 0 ) ]

  2. PAOLO SENTINELLI | il 11 marzo 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Risposta al numero 1: il mio modo di intuire che cosa sia una recensione mi fa credere che quella che ho scritto sia una recensione ben fatta (e con questo non voglio dire che sia completa o dettagliata, chi vuole può aggiungere altre recensioni, quante ritenga siano necessarie). Perché dico che è ben fatta? Perché questo è il tipo di recensioni musicali che mi piace leggere: brevi, elencanti gli strumenti utilizzati, gli autori di musica e testi ed essenziali giudizii estetici (ho sempre dubitato dell'utilità di lunghi commenti critici per perifrasare l'affermazione "è bello" o "è brutto"). Inoltre, l'inserire un'opera in un genere mi sembra (salvo in rari casi) forviante e quindi preferisco astenermi da ogni classificazione (mi dispiace che stia anch'io diventando troppo noioso). Ma tutto questo ovviemente è discutibile mentre non è discutibile che la frase "che il cantato in tedesco possa essere un capolavoro mette forti dubbi" è indice di infinita ignoranza (lo dico come pura constatazione, senza alcun tono denigratorio) relativamente alla musica vocale tedesca (basta pensare a una cantata di J.S.Bach, giusto per fare un esempio famoso).
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  3. SANGENNARO | il 11 marzo 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Risposta al numero 1: il mio modo di intuire che cosa sia una recensione mi fa credere che quella che ho scritto sia una recensione ben fatta (e con questo non voglio dire che sia completa o dettagliata, chi vuole può aggiungere altre recensioni, quante ritenga siano necessarie). Perché dico che è ben fatta? Perché questo è il tipo di recensioni musicali che mi piace leggere: brevi, elencanti gli strumenti utilizzati, gli autori di musica e testi ed essenziali giudizii estetici (ho sempre dubitato dell'utilità di lunghi commenti critici per perifrasare l'affermazione "è bello" o "è brutto"). Inoltre, l'inserire un'opera in un genere mi sembra (salvo in rari casi) forviante e quindi preferisco astenermi da ogni classificazione (mi dispiace che stia anch'io diventando troppo noioso). Ma tutto questo ovviemente è discutibile mentre non è discutibile che la frase "che il cantato in tedesco possa essere un capolavoro mette forti dubbi" è indice di infinita ignoranza (lo dico come pura constatazione, senza alcun tono denigratorio) relativamente alla musica vocale tedesca (basta pensare a una cantata di J.S.Bach, giusto per fare un esempio famoso).
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  4. LUCA | il 12 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Beh, secondo me in effetti la recensione poteva dire di più. Intendo dire che Paolo ci ha fatto capire che ama l'artista in questione, che pensa che i testi probabilmente siano validi e che la melodia, del cantato e strumentale, sia davvero ben fatta. Ottime cose, ma sarebbe stato utile anche dire due parole sullo stile: avrebbe potuto dire che tipo di sonorità evoca, a quali musicisti è più affine e quali sono le maggiori influenze nella sua musica. Innanzitutto concordo con tutto quello che ha detto Paolo: la melodia è originale e vivace, "1" non ha alcuna conoscenza di lieder e opera tedeschi e i testi sono presumibilmente ottimi (lo si percepisce dalla metrica adottata e dalle sfumature timbriche che ricordano i grandi cantautori italiani). Aggiungo io che Westernhagen si nutre dei più svariati linguaggi musicali, attingendo soprattutto dal rock e dal blues ma senza cadere negli abusati clichè del genere. Quando usa i fiati (soprattutto il sax) ricorda il nostro Rino Gaetano. Potrebbe essere avvicinato in parte a De Gregori ma con maggior vivacità melodica. Tuttavia in rari casi mi ha ricordato perfino Battiato! Un grande! Paolo vai forte, bella recensione! Se non altro perchè questi pupazzi che affollano il sito sanno solo riempirsi la bocca di scemenze ma di gente con una reale cultura musicale ce n'è veramente poca (io non faccio parte di questa minoranza però non dico nemmeno scemenze); tu invece hai fatto una recensione veramente utile. Preciso che non mi riferisco a "1" (che ha fatto un commento legittimo e intelligente). Continua così che vai forte!
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  5. TURKISH | il 13 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Omioddio, Marius Müller Westernhagen! Me lo fecero ascoltare durante un soggiorno-studio in Germania nel 1981. Ich bin froh, daß ich kein Dicker bin, denn dick sein ist 'ne Quälerei... Me la ricordo ancora: l'album era "Mit Pfefferminz bin ich dein Prinz". Nostalgia a mille. Ora si fa chiamare solo Westernhagen. All'epoca era un po' l'equivalente tedesco di Vasco Rossi. Adesso manca solo che qualcuno recensisca i BAP e le lacrime sono assicurate.
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