"Io musico te soltanto e mentre canto la mia pelle sembra frigger come burro dentro suoni di padelle".
Suona antiquato, gentile, dotto ed assolutamente fantasioso questo album di Max Gazzè. È indubbiamente uno dei suoi migliori lavori. La canzone trainante è la splendida "Il Timido Ubriaco", già portata a San Remo, con un ritornello che esplode all'improvviso molto molto bello. La sonorità a volte elettronica e moderna si contrappone con lo stile canoro e con i testi di Max che spesso suonano come poesie antiche.
I testi sono inoltre ricchissimi di citazioni ed insegnamenti filosofici:
'Se stai scivolando, allora scivola per bene e non ti aggrappare a niente tocca terra... Ma soprattuto se piove non aprire l'ombrello, aspetta il tuo giorno di sole non puoi fare di meglio...' da "Se Piove".
A volte sono testi tanto incomprensibili da lasciare enorme spazio all'interpretazione fantasiosa del singolo (vedi "Su Un Ciliegio Esterno"). In questa qualità Max mi ricorda molto alcuni testi di Francesco De Gregori, molto fantasiosi e poco attaccati alla realtà, a volte quasi parole in libertà. Però il filo conduttore dietro c'è e si segue benissimo.
Ancora degne di nota: "L'Uomo Più Furbo" il bellissimo secondo singolo dell'album, "Elemosina", la conclusiva "Adesso Stop" e la meravigliosa apertura di "Poeta Minore". In copertina un cammello ruminante, che Gazzè dice essere l'animale che più gli assomiglia, e che peraltro imita perfettamente ;).