The Alan Parsons Project: I Robot

Recensione di: Pibroch , (il 8 marzo 2006 verso mezzogiorno) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di The Alan Parsons Project I Robot

Apro tra le mani la copertina del vinile, ed il faccione dell'automa nella sua fierezza domina l'avveniristico ambiente. Poi la capovolgo verso il lato interno e compare Alan, i suoi capelli, la camicia da boscaiolo e la fessura tra gli incisivi così umana. "I robot" è questo, nè più ne meno.

Una lotta per la predominza tra uomini e macchine, macchine costruite dall'uomo e poi macchine costruite da altre macchine. Ispirato al romanzo "I, robot" di Isaac Asimov (dal quale scompare la virgola per mere ragioni di copyright) l'ellepì esce nel 1976 per l'Arista, e segue direttamente quel "Tales Of Mystery And Imagination - Edgar Allan Poe", convincentissima opera d'esordio, innovativa e bellissima. L'opera è un concept che si dipana in atmosfere gotiche, in un climax di crescenti toni lugubri, a sottolineare l'ascesa degli automi ed il contemporaneo eclissarsi dell'uomo.

Si parte con "I robot": la title-track è un'affascinante strumentale, dominata da suoni elettronici e con una sezione ritmica in evidenza (Stuart Tosh alla batteria, David Paton al basso. La formazione base è completata da Ian Bairnson alla chitarra e dagli autori alle tastiere) che conducono ai famosi "campanellini" del finale. Poi la scanzonata "I wouldn't want to be like you", in cui la voce "nera" di Lenny Zakatek sembra rivolgersi agli automi... "Io non vorrei essere come voi". Viene poi un trittico, a mio avviso, la migliore sequenza di brani dell'intera discografia; "Some Other Time" è una struggente ballata in cui avverto una presa di conscienza da parte dell'umanità. È cantata a due voci, quelle di Peter Straker e di Jaki Whitren, di sesso diverso ma così simili da confondersi perfettamente. La confusione si instaura, "dove sono tutti gli amici che mi parlavano?" è uno degli interrogativi della quarta traccia, "Breakdown", dove il sofferto canto di Allan Clarke sfocia in un coro (di robot? O di uomini nei confronti della minaccia? Molti gli episodi di ambiguità dell'album): "Libertà, libertà, noi non obbediremo!". Il lato A termina con la bellissima ballata, molto Parsoniana, "Don't Let It Show", in verità piuttosto estranea al concept. La voce, da brividi quando accompagnata dall'organo, è quella di Dave Townsend (ammetto che per i vari cantanti ho fatto una ricerchina, poichè nei crediti dell'ellepì compaiono in ordine alfabetico...) Pausa.

Si risistema la puntina, e parte "The Voice". Al cantato c'è Steve Harley e l'ossessivo giro distorto "He's gonna get you" lascia intendere una presenza robotica che spia tutto e tutti, quasi Orwelliana, minando definitivamente la libertà umana: "Non hai scelta, perché non puoi scappare dalla Voce". Segue la seconda traccia musicale: "Nucleus" è incentrata ancora su sonorità elettriche, poiché il mondo esterno è ormai quasi dominato dalle macchine. Apertura musicale: la dolce voce di Jack Harris (che passerà alla storia, almeno per me, con la straordinaria "Pyramania" dell'album che verrà) gioca con i ricordi d'infanzia, i momenti col padre... fissa il cielo di un mondo che per lui non è più libero, perché dominato dagli automi. Ma, come dice il titolo, "Day After Day (The Show Must Go On)". Ma il destino è compiuto; "Total Eclipse" (arrangiata dall'orchestratore Andrew Powell, colonna portante del progetto con Parsons ed Eric Woolfson) è emblematica: nel titolo, nei toni cupi e gotici come non mai, nei cori. Sembrerebbe finita, insomma, è come se i robot, creati dall'uomo a loro immagine, avessero preso il loro posto, arrivando a riscrivere la storia e, perché no, la Bibbia: un nuovo versetto al primo capitolo della Genesi, "Genesis, Ch. 1, V. 32". Oppure è l'uomo che tenta la ribellione, ed è lui ha scrivere questo nuovo capitolo ? Per quanto mi riguarda è l'ennesima ambiguità di questo album fantastico, la sua forza. Caratteristica peculiare del Progetto, quella delle voci ospiti: le interpretazioni dei vari cantanti arrivano ad esprimere quello che immaginano Parsons e il fido Woolfson (manca invero la sua bellissima voce, in quest'opera).

Anche quest'album è pervaso da un'alone di atmosfera incredibile, come in ogni loro lavoro degli anni '70: è vario, cupo, inclassificabile in un genere ed incancellabile nell'anima.

È... Meraviglioso.

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Sommario

The Alan Parsons Project: I Robot;
Recensione di Pibroch per DeBaser
, 3/8/2006 1:39:00 PM (●●●●●)

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Artisti collegati: Alan Parsons Project «Artefice fondamentale del lato oscuro della Luna e poi strepitosa guida del suo Progetto, il buon Alan rappresenta una…»

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Voti e commenti

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Ha ricevuto 11 voti validi, totalizzando una media di 4.27
L'opera è stata votata validamente 10 volte, ottenendo una media di 3.90

  1. MICHI | il 11 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    capolavoro no, ma molto bello.
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  2. PIBROCH | il 11 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie michi, ormai sei il mio commentatore di fiducia :D
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  3. FLOYDMAN | il 11 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    capolavoro sì, e molto bello
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  4. ALEX 82 | il 11 marzo 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    :-)) Voi mi rovinerete finanziariamente. Più musica mi fate conoscere, più spendo! Non posso farne a meno. Adesso dò un'orecchiata pure a questo.
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  5. AMALTEO | il 12 marzo 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    non ho mai affrontato gli Alan Parsons Project. Fra le tante proposte musicali esistenti nel mercato della musica mi sembravano "difficili". Ora, con questa accurata ed informata introduzione potrebb essere arrivato il momento. grazie a pibroch e a debaser che ospita il voto al disco verrà dopo l'ascolto Amalteo
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  6. MICHI | il 12 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Eh, sì Pibroch!!!
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  7. PIBROCH | il 12 marzo 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Buon ascolto, allora, sia ad alex 82 che ad Amalteo.
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  8. THE PUNISHER | il 12 marzo 2006 verso mezzogiorno | Voto: 3 | Voto al Disco: 3

    "DIFFICILI" gli Alan Parson Project?!?! miiinchi cosa mi tocca sentireeee!!!!
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  9. CHAE | il 16 marzo 2006 in mattinata | Voto: 3 | Voto al Disco: 1

    Ho ascoltato questo cd e diversi altri dei "Alan Parsons Project" e sinceramente non mi piacciono per niente. Per inciso apprezzo molto la musica elettronica...ma questa la trovo indigesta.
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  10. JIMMORRISON | il 16 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Posso contare o no?
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  11. MORGAN | il 18 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Non li ho mai sentiti, ma deve essere interessante....
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  12. WALDO | il 24 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Condivido più per valore affettivo, avendo avuto Alan Parson Project fra i vari "tormentoni" che hanno caratterizzato la mia "teen-age", che per estremo valore artistico. Riconosco comunque il fascino dei suoni (non dimentichiamo che solo 3 anni prima di questo album, il nostro Alan era stato l'artefice principale del suono di uno dei dischi fondamentali della storia del rock, dal quale non può prescindere chiunque ami un minimo di psichedelia, space-rock, progressive... e chi più ne ha... ovvero "Dark Side Of The Moon" - spero di non dover specificare anche il nome del gruppo -) e dei concept di ogni album degli APP. Ad ogni modo, un annetto fa sono andato a vedere dal vivo Alan Parson al Velvet di Rimini e l'inizio del concerto con quella "I Robot" (senza virgola) con la ritmica poderosa che entra in maniera impetuosa già dalle prime note di basso, è stato sicuramente un attacco live da annoverare. Tutto il resto è stato interessante, divertente e, soprattutto, nostalgico, ma sicuramente ha appagato tutti gli appassionati del gruppo. Non dimenticate di ascoltare anche "Pyramid", "Turn Of A Friendly Card", "Eve", "Eye In The Sky", che insieme ad "I Robot" rappresentano il nucleo essenziale della discografia dell'Alan Parsons Project.
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  13. JOE CAVALLI | il 31 maggio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Concordo in tutto...bravo. Anche Alan ha voluto il suo Dark Side personale e ce l'ha fatta. Credo sia il concept dei Project più riuscito.
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  14. THE GREEN MANALISHI | il 29 luglio 2006 dopo mezzanotte | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    Questo album è fantastico, forse il più pinkfloydeggiante di Alan. Bella recensione, bravo.
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  15. PIBROCH | il 15 settembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Eccovì le samplè, parbleau...
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  16. DAVEJONGILMOUR | il 19 marzo 2007 dopo mezzanotte | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    ..HANNO VARCATO I CONFINI SPAZIO TEMPORALI :p
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  17. PIBROCH | il 19 marzo 2007 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Lo penso anch'io... ;-)
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  18. DANTECRUCIANI | il 1 maggio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    bellissimo, ma non come il primo.......
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  19. TRAVISBICKLE | il 2 maggio 2007 in seconda serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    ...
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