Katrienne. A volte scegliere il nome per il proprio gruppo può essere ardua impresa e magari riuscire male. Ma non in questo caso: il nome è affascinante, misterioso, fumoso. Come il loro disco, omonimo. Forse è il titolo migliore per catturarlo. “Catturarlo” perché non è diretto e orecchiabile, perché bisogna ascoltarlo prendendosi un po’ di tempo libero e un profondo respiro.
È rarefatto, leggero, strumentale per lo più o accompagnato a tratti da voci sottili o sospirate. Soprattutto è molto, molto intenso. Il sottofondo elettronico e le melodie composte da chitarra e basso (alla Mogwai per intenderci) calmano la rabbia e placano gli animi. È musica perfetta come colonna sonora di un amore passione, di un film eroico, o di qualsiasi sentimento positivo. Da ascoltare.
Il più delle volte ad accompagnare la tristezza per un amore perduto, c’è una canzone a cui siamo particolarmente affezionati.
Un vero pugno nello stomaco: una partenza così potente dopo una chiusura lenta.