Pankow: Wodka, Erdbeeren Und Andere Katastrophen

Recensione di: Mr.Moustache , (il 21 aprile 2006 dopo mezzanotte) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Pankow Wodka, Erdbeeren Und Andere Katastrophen

Nel 2003, quando credevo che l'esistere dipendesse da un jeans strappato con precisione chirurgica, volto ed intento ad attirare l'attenzione verso i miei stessi confronti, ripudiavo tutto ciò che non avesse a che fare con un cono valvolare (massimo... 2) e quattro birre scadute, posate al di sopra della cassa, in attesa dei fremiti partoriti dall'aggeggio in questione, che poco capivo avrebbe avuto a che fare con il mio limitato futuro di apprendista venditore di enterogermina o lacca per capelli in via di calvizie.

Il fatto è che quando varchi una determinata soglia di interesse nei confronti della "musica", la massificazione comunicativa inveisce affinchè tu possa riuscire a trovare quello che è il sound "che meglio ti calza addosso". Ed è qui che (se effettivamente esiste) risiede il trucco. Ritenere che i Pankow volessero o pretendessero che io, o chi per me, pensassi che loro pensassero che io pensassi che loro fossero tedeschi al 100%, non ha significato alcuno. Il mesto torpiloquio che mi accingo a recitarvi può solo avvicinarsi a quello che in molti vorrebero leggere in questa sede, ovvero una recensione. Eccomi allora: questo album è l'esatta voce della castrazione. Voce cuore e alito, in ogni barlume, in sadicità figlie di un padre metropolitano notturno, che prende forma in ognuno dei distretti industriali di questo globo, al calare di un sole estremamente trepidante per tale attesa.

Scariche di elettricità stagno-cromatica, percorrono a quantità industriale super-strade di vuoto sociale, pratica sterile di quel che in molti nominano come "discorrere". Da queste parti tira aria oscena, possibilmente sottoposta a marcia volutamente induttiva e indirizzante verso opinionismi cibernetici, estremamente cenciosi, indistintamente acidi. Si rimane interdetti, davvero, quando si apprende che il suddetto album appartiene al 1997, annata che ha visto sfornare flop techno-filo-nine inch nailsiani, cosa che riesce difficile da credere sottoponendo timpano incudine e martelletto all'ascolto. I Pankow (italianissimi per 3/4), sono l'incarnazione di quello che in pochi sarebbero in grado di invertarsi nel poter catalogare: ordinati e filo-metrici quanto i Kraftwerk, di cui rappresentano un deviato seguace, romanticamente acidi ed abrasivi nel saper corrodere quel poco che di melodico dei sopra citati Kraftwerk si può intrasentire nelle loro composizioni, e per finire, così decadenti, così maledettamente anticonformisti, anche nella sola modalità di produzione.

Uno specchio, due, tre in frantumi di zinco spietatamente ossidato da vocalità fendenti nella loro profonda e baritonale limpidità. Fiamme ossidriche di indefinibile taratura somiglianti sempre più a sinthesizer che ad altro, riusciranno credo, nell'impresa di opporvi allo stesso scopo per cui ogni qual volta si è impettiti nell'ascolto, ci si ritrova sistematicamente a piangere, per nostalgia di un qualcosa che più non è. Lasciando alle spalle Trent Reznor, relativi figli e/o amanti, fermatevi: se avete modo, vi prego, fatelo, almeno per rispetto verso a quel poco di buono che band come questa ha saputo testimoniare con passione, auto-critica e lungimiranza tra tutte, fermatevi davvero. Ascoltate, "inoculate" quello che Afterhours e Verdena vorrebbero riuscire a fare nelle loro registrazioni, e che ricercano senza mezzi termini all'estero, svendendosi in inglese, senza provarne nemmeno un principio di erezione, oltrechè un risultato.

Se dobbiamo qualcosa a coloro che hanno osato oltrepassare la gelidità dell'industrial europeo, ancor di più ad infettare la fievole scena italiana, anche rispetto all'europa stessa, tra questi i Pankow meritano lodevoli intercessioni. Siate clementi, se vi è possibile, fatevene un parere, specialmente a riguardo di quest'album.

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Sommario

Pankow: Wodka, Erdbeeren Und Andere Katastrophen;
Recensione di Mr.Moustache per DeBaser
, 4/21/2006 12:54:00 AM (●●●●●)

Anno: 1997

Generi: , , , ,

Informazioni nel web: Lugubre (quanto eso-terico) fun site...

Artisti collegati: Pankow (non è DeFinit_)

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Voti e commenti

Questa recensione ha un DeRango™ di 29.104, è stata commentata 12 volte ed è stata visitata 1049 volte
Ha ricevuto 7 voti validi, totalizzando una media di 4.86
L'opera è stata votata validamente 5 volte, ottenendo una media di 4.40

  1. QZERTY | il 23 aprile 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Come ho già detto in un'altra rece i Pankow costituiscono la sola band Industrial/TechnoPop Italiana famosa nel mondo. Questa raccolta è semplicemente strepitosa. Brani come "God's Deneuve" o "Strawberry Sperm" (al quale si ispira chiaramente l'immagine di copertina) sono dei piccoli classici del genere. Complimenti per il ripescaggio!
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  2. UNDYING | il 23 aprile 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Altra bellissima recensione, e un altra ottima scelta...complimenti davvero. Gruppi come i Pankow sono quelle rare realtà che ti fanno ricredere sul fatto che si può essere geniali musicalmente anche in Italia, la landa desolata. Ho conosciuto personalmente Paolo Favati in uno studio vicino Firenze, è veramente un tipo in gamba, notevole anche come produttore.
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  3. UNDYING | il 23 aprile 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Il voto, ovviamente.
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  4. FESTWCA | il 23 aprile 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Questa rece è davvero figa, complimenti. Pankow, eh? Prendo appunti, piacciono anche allo sfasciacarrozze.
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  5. REGULARJOAN | il 23 aprile 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    finalmente qualcuno che mi propone i pankow su debaser: e vai!"italiani d'esportazione", li ho scoperti qualche mese fa tra le pagine de "il mucchio selvaggio", sto pian piano ricostruendomi tutta la discografia. io darei a loro il premio "italiani nel mondo"!specialmente per "Gisela".
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  6. SFASCIA CARROZZE | il 23 aprile 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    Qué gruppo.. quasi quasi antzichè de-commentare [e la de-recensoream atzionem est muy aggradevole, sia claro] rimanderei alla sfascievole (et meravigliosa.. d'altronde se non me lo diqo da solo) Pankow de-recensoream atzionem, tempo addietro {farneticamente} redatta und concernente il recentibus und ultra-corpulento box Pankow-riassuntoreo. Ossequi vetero-metallurgici a sazietàde. Your s.c. di (s)fiduciam.
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  7. QZERTY | il 23 aprile 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Strano che non ci abbia pensato Tremaglia :D
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  8. ANTMO | il 23 aprile 2006 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    ottima segnalazione!
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  9. THE PUNISHER | il 23 aprile 2006 in prima serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Very Interesting!
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  10. UCCIUCCISENTOODOR... | il 23 aprile 2006 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    Non so perchè ma non riesco a smettere di fissare la copertina! 8)
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  11. MR.MOUSTACHE | il 23 aprile 2006 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    Gruppo eterodiretto: di quest'album adoro maggiormente "Kyrie", "Stalin" e "Freiheit"; molto incisive anche "Wait and Search" e "Wellend"... molto più che kraftwerchiana risuona invece la splendida "Pickel", pezzo da fare invidia agli adolescenziali Depeche Mode, dei quali ritrovo molto, infine in "English Waitresses". Splendidi, davvero.
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  12. N.I.B.II.O | il 16 dicembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    PER LA CRONACA I PANKOW SONO DI FIRENZE.
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