Tony Banks: A Curious Feeling

Recensione di: London , (il 21 aprile 2006 nel tardo pomeriggio) | Voto: ●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Tony Banks A Curious Feeling

"A Curious Feeling" è il primo lavoro da solista di Tony Banks, che lo realizza fra "....And Then There Were Three" e "Duke". La cosa che colpisce subito al primo ascolto è la scontatezza della musica che il buon Tony realizza, insomma non voglio dire che sia un disco dai toni dismessi o poco ispirati, è solo che Banks produce ciò che un fan dei Genesis si aspetta da lui, suoni sempre impeccabili e baroccheggianti uniti al suo gusto sopraffino nel tessere melodie coinvolgenti e complete, degne di un grande compositore.
Sembra allora che Tony , consapevole della svolta che vuole imprimere alla musica del gruppo, decida di regalare un'ultima volta ai suoi fans i vecchi bei suoni di un tempo, infatti è proprio Banks il principale artefice della brusca virata al POP dei Genesis.

Il lavoro è messo insieme quasi eclusivamente da Tony, che si occupa di tutti gli strumenti a parte la batteria lasciata a Chester Thompson e il canto che viene curato da Kim Beacon.
Le parti migliori del lavoro sono senza dubbio gli strumentali, l'apertura è una variazione sul tema di "Undertown" per tastiere e piano, molto bella peccato che duri troppo poco, "Forever Morning" invece, con un grande uso di sintetizzatori altisonanti nell'incipit del brano, procede carina e gradevole e rimanda già a qualcosa che si sentirà negli strumentali di "Duke", stessa cosa per "The Waters Of Lethe", apertura al piano su cui poi si aggiungono le tastiere che imprimono una svolta della melodia che da malinconica diviene epica per poi spegnersi di nuovo, molto bella non c'è che dire.

Le cose cambiano invece con le canzoni, c'è da dire che le tastiere di Tony dominano tutte le composizioni, ma queste nell'insieme non offrono grandi emozioni, l'assenza al canto di Collins pesa molto, e il rifarsi all'uso della 12 corde sembra ormai stonare troppo con i tempi (1979). "The Lie" pesca nella melodia che la regge direttamente dalle canzoni di "...And Then." per poi addirittura assumere la ritmica saltellante di "A Trick of The Tail", stessa cosa per "A Curious Feeling", canzoncina gradevole , non eccezionale che sembra uscire dai solchi del lavoro dei Genesis del 1978, l'uso delle tastiere ricorda quello di "The Lady Lies" l'orecchiabilità anticipa invece le cosine più semplici di "Duke". Da segnalare le ultime canzoni, "For A While" e "In The Dark" forse le più riuscite.

Alla fine si può parlare di lavoro piacevole ma ormai completamente fuori contesto, il Prog si è spento e fortunatamente Tony lo ha capito, peccato che la strada che sceglierà di seguire con i Genesis si rivelerà troppo deludente per i fans .

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Sommario

Tony Banks: A Curious Feeling;
Recensione di London per DeBaser
, 4/21/2006 7:05:26 PM (●●●)

Anno: 1979

Generi:

Album collegati: A Curious Feeling

Artisti collegati: Tony Banks «Il motore creativo dei Genesis, ha unito le sue notevoli capacità compositive alla sua sensibilità artistica, "Undertow" e "Afterglow"…»

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Voti e commenti

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  1. DANTECRUCIANI | il 23 aprile 2006 in seconda serata | Voto: 4 | Voto al Disco:

    cercherò di ascoltarlo e mi piace pure la copertina. Bella segnalazione! Certo che quest' uomo ne ha fatti di pezzi splendidi alle tastiere quando suonava anche col sig. gabriel.......
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  2. UCCIUCCISENTOODOR... | il 24 aprile 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Bella la copertina...
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  3. OLD KING COLE | il 24 aprile 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco:

    si... quanti dischi solisti di grandi tastieristi oggi in home page!Ce ne è anche uno di Wakeman....Comunque è Banks il migliore!
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  4. BARRET70 | il 24 aprile 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 3

    disco discreto,grande uso di tony nelle tastiere e questo non stupisce. diciamo che il vero artefice della virata pop dei genesis fu soprattutto phil collins.
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  5. NICK81 | il 24 aprile 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    ragazzi ma voi l'avete scarito o comprato? nei negozi non c'è ne la minima traccia (e non solo questo di Tony Banks)
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  6. ROBY86 | il 24 aprile 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    Trovo che Banks sia veramente un ottimo tastierista, dotato di uno stile delicato e molto pulito. Il disco l'ho sentito tempo fa, comunque ricordo che alternava momenti staordinari a canzoni un po' meno riuscite. Insomma carino ma poco costante. Gli darei un 3.5 su 5
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  7. COPERNICO | il 24 aprile 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    Concordo pienamente con la tua critica, a me personalmente piace "After The Lie", per il resto l'album è un po' troppo ovattato. Con "The Fugitive", più o meno si ripeterà, ma vi consiglio di ascoltare "Still" del 1992, dove oltre ad emergere le scontate capacità tastieristiche e compositive, emerge una grandissima produzione non più volta soltanto a far emergere il suono delle tastiere e i brani sono veramente belli. Banks è un vero compositore musicista, che non ha bisogno di nessun tipo di sotterfugio virtuosistico, anzi ultimamente nelle sue più recenti produzioni classiche, tende ad eliminare, a sottrarre, quasi rinnegando lo stile barocco che ha reso i Genesis (di conseguenza anche lui) grandi, segno di intelligenza e maturità artistica.
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  8. LA PROVA DEL QUOCO | il 22 maggio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    l'ospite è come il pesce, o forse come la lucertola?
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  9. HORIZONS | il 22 agosto 2007 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 2

    L'ho comprato originale di recente a Roma al costo di 15 euro. Conoscevo il brano "You" che adoro, tipicamente Genesis.Nel complesso un lavoro che mi ha deluso molto anche perchè parliamo di Tony Banks non di Cristopher Cross o degli Air Supply con tutto il rispetto per costoro che pure hanno composto delle belle romatiche canzoni. Il disco è melenso, moscio, non decolla, non ti prende... Accortomi che la mia autoradio (la musica ho tempo di ascoltarla soptatutto in macchina)preferiva sempre altri cd, adesso fa bella mostra di se a casa nella mia discoteca. Proverò ad ascoltare Still come consiglia Copernico (stavolta però 15 euro non li rischio)anche se la critica ha sempre considerato il primo l'album piu' riuscito.
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  10. LONDON | il 22 agosto 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    "The Fugitive" è considerato il peggior album solista di un Genesis, ho solo ascoltato "Yhis Is Love", mamma mia che pietà, canzoncina pop senza anima.
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  11. ILPROF. | il 11 maggio 2009 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco: 2

    Si tratta di un lavoro pop patinatissimo, privo di genio, noioso ai limiti dell'estenuante, ad esclusione del brano più intenso, The Waters of Lethe, rilassante immersione d'un piano cullante in un crescendo intimistico di tastiere. "A curious feeling" è inoltre uno di quei dischi che, fregiandosi d'un grande nome, rischia di rivelarsi una pericolosa trappola per chi, incautamente, vi riponga incondizionata fiducia. Il consiglio è di farsi in realtà ben poche illusioni e cercare in tutti i modi di ascoltarlo prima dell'eventuale acquisto.
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