Fabrizio De André: Vol.3

Recensione di: Viva Lì , (il 27 aprile 2006 in mattinata) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Fabrizio De André Vol.3

Ci sono album, così come ci sono film, che nonostante il passare del tempo e degli anni, nonostante il mutare delle generazioni, riescono sempre a rimanere unici tanto da venire giustamente definiti 'cult'.

È il caso, ovviamente, di questo famosissimo disco di Fabrizio De Andrè, "Vol. 3", che, nonostante sia datato 1968, non ha mai perso, e mai perderà, nemmeno un grammo della propria incontenibile maturità musicale.

Insieme a "Creuza de ma" e "Anime salve" è forse il capolavoro di De Andrè. Incontenibile e micidiale, "Vol. 3" rappresenta l'estrema poetica filosofica adottata da De Andrè in oltre trent'anni di onorata carriera: c'è l'amore verso la vita e l'attenzione, spuria e lucidissima, nei confronti dei reietti e degli umili, degli emarginati e dei perdenti. C'è l'ironia e la misticheggiante satira avanguardistica, l'affresco storico e di costume, e la condanna verso qualsiasi tipo di guerrra e fondamentalismo. E non è un caso, che ci siano voluti due album (carini, ma non eccezionali) perchè De Andrè potesse mettere definitivamente a fuoco le proprie convinzioni e le proprie condizioni.
Basterebbe la giallastra foto di copertina per capire che non ci troviamo di fronte a un dischetto mordi e fuggi, ma ad un qualcosa di serio e rispettabilissimo. "Vol. 3" contiene, tra l'altro, quello che può essere considerato come il brano più famoso e sofferto di De Andrè: "La canzone di Marinella". Storia viva e urgente (come direbbe Jannacci) di una prostituta uccisa brutalmente da "un re senza corona e senza scorta", finita, come i poeti francesi insegnavano, a volare in cielo su una stella. Più che una canzone una solenne poesia di ampissimo respiro epico: il soffio, quasi etereo, di una chitarra e la voce, bassa e impostata, di De Andrè. Un ritratto accorato e formidabile di un personaggio umile e secondario, usato come piacere e non come diritto, storia eccezionale, e perciò indispensabile, di un reietto ai limiti della subordinarietà.

De Andrè, con il passare degli anni, decise di riproporla in altre molteplici versioni: la più significativa fu la versione in duetto con Mina nel 1998, l'originale però, indubbiamente, è di gran lunga la versione alternativa migliore. Ma De Andrè è anche un grandissimo cantore ilare e gioviale (ha sempre priviliegiato poco questo sua buffo aspetto caratteriale), e "Il gorilla", traduzione da Brassens, e "S'i' fosse foco", da un sonetto di Cecco Angiolieri, sono esempi armoniosi e vitali di un umorismo grottesco e affascinante che ha, come scopo primario, l'irrisione e la satira graffiante: "Il gorilla" punta tutto sulla ridicolaggine e la derisione nei confronti del potere ottuso (il giudice), "S'i' fosse foco" è invece, una delicatissima rilettura di un celebre sonetto duecentesco in cui, tra il serio e il faceto, si scherza con i miti, i papi, i santi, le madri, i padri, il pudore e il sesso.
La tragedia però, è sempre dietro l'angolo: perle indiscutibili sono capolavori come "Amore che vieni, amore che vai", "La guerra di Piero" ma soprattutto "La ballata dell'eroe", tristissima storia di un soldato morto giovane per difendere la patria (così gli hanno imposto i superiori) e una fidanzata, forse moglie, che lo aspetta invano sdraiata su un letto color speranza ("...ma lei che lo amava aspettava il ritorno di uomo vivo, di un eroe morto che ne farà, se adesso, nel letto, le è rimasta alla gloria, una medaglia alla memoria."). Una ferma e lucidissima condanna nei confronti della barbarie della guerra in Vietnam.

"Il re fa rullare i tamburi" e "Nell'acqua della chiara fontana" sono due melodicissime ballate storico sociali, condite da suspense, erotismo e intrighi, mentre la mestissima "La ballata di Michè", più che una canzone è un film, una storia tragica e crudele di un uomo, accusato di omicidio, che decide di impiccarsi per la vergogna e il disonore. De Andrè canta meravigliosamente, e i pochi semplicissimi accordi quasi ebbri di ubriacante tragicità, non possono non rimanere impressi nell'animo e nelle coscienze (di chi, almeno, possiede un'animo e una coscienza). Nonostante tutto, c'è ancora spazio per lo sberleffo e l'irrisione: "Il testamento" è l'ennesimo brillante capolavoro deandreiano, un misto di burlesque e grand guignol sempre in bilico tra divertisseiment e critica sociale.

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Sommario

Fabrizio De André: Vol.3;
Recensione di Viva Lì per DeBaser
, 4/27/2006 10:49:00 AM (●●●●●)

Anno: 1969

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Artisti collegati: Fabrizio De André «Il porgere la parola e l'elevarla.»

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Voti e commenti

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Ha ricevuto 12 voti validi, totalizzando una media di 2.33
L'opera è stata votata validamente 13 volte, ottenendo una media di 4.77

  1. EGEBAMYASI | il 29 aprile 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 2 | Voto al Disco: 5

    Non hai azzaccato nemmeno una descrizione riguardo le canzoni!
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  2. ZARATHUSTRA | il 30 aprile 2006 in mattinata | Voto: 3 | Voto al Disco: 4

    -->Storia viva e urgente (come direbbe Jannacci) di una prostituta uccisa brutalmente da "un re senza corona e senza scorta", finita, come i poeti francesi insegnavano, a volare in cielo su una stella. --< Hai travistato completamente il contenuto della canzone. Il testo è chiarissimo: "dicono poi che mentre ritornavi/ nel fiume chissà come scivolavi/ e lui che non ti volle creder morta/ bussò cent'anni ancora alla tua porta". Evidentemente non è il "re senza corona e senza scorta" ad ucciderla... Ne "La ballata di Michè", il protagonista non si uccide per il disonore e la vergogna ma la cosa è molto più sottile... Per il resto la rece è buona. Il disco è fantastico come quasi tutti gli altri. In più questo ha un'immediatezza ed una semplicità incredibili, oltre che una classe senza pari nel trattare temi delicatissimi. Purtroppo con sole 5 stelline a disposizione, devo limitarmi, essendoci dischi secondo me ancora migliori.
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  3. FAGEN85 | il 30 aprile 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco: 5

    Capolavoro
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  4. GRASSHOPPER | il 1 giugno 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco: 5

    Egebamyasi, non ti meravigliare troppo che il nostro marco poletti non abbia azzeccato neanche una descrizione. Per lui è normale, e poi non dovrebbe cimentarsi con gente come De Andrè, ma al massimo con Baglioni. E infatti lì fa un pochino meglio
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  5. ADAMWEST | il 8 giugno 2006 dopo mezzanotte | Voto: 3 | Voto al Disco: 5

    Questo capolavoro si può comparare solo con il Vol. 1° e basta. "Il re fa rullare i tamburi" e "Il testamento" mi fanno troppo spanzare in due: STRA-POW!!!
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  6. VIVA Lì | il 16 luglio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 5

    Dite quel che volete, io mi autoapplaudo (ma non mi voto) e rivoto 5 questo capolavoro assoluto.
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  7. TOM TRAUBERT | il 27 luglio 2006 verso mezzogiorno | Voto: 1 | Voto al Disco: 5

    La recensione prende delle cantonate pazzesche ma azzecca il voto: 5
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  8. HAL | il 27 luglio 2006 verso mezzogiorno | Voto: 1 | Voto al Disco: 5

    oh cacchio questa mi era sfuggita, purtroppo l'ho scoperta dagli ultimi commenti ...
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  9. ASHANTI | il 27 luglio 2006 in seconda serata | Voto: 1 | Voto al Disco:

    ma credi di saper scrivere?...
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  10. DAVEJONGILMOUR | il 28 novembre 2006 all'alba | Voto: 1 | Voto al Disco:

    La grammatica prima, a polè, e poi De Andrè.
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  11. DEGREGORIUS | il 4 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    capolavoro
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  12. OLD KING COLE | il 9 marzo 2007 in prima serata | Voto: 2 | Voto al Disco: 5

    non è il mio preferito fra i dischi del faber, la rece cmq è illeggibile
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  13. A | il 13 giugno 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 1 | Voto al Disco: 4

    eccellente ma non il migliore
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  14. MANU | il 20 febbraio 2008 in prima serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    disco favoloso....come tutti del resto. secondo a storia di un impiegato.... cd leggerissimo che non stanca mai e piace da subito... buona la recensione
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  15. SENTENCE | il 29 novembre 2008 dopo mezzanotte | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    la recensione non mi sembra così oscena... che minchia vi prende?
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  16. ZAIO | il 28 dicembre 2008 in seconda serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Non trovo eccelso il disco, anche se molto poetico ed intelligente. Ma la recensione, non capisco perchè criticarla in modo così impietoso...
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  17. | il 15 gennaio 2009 in seconda serata | Voto: 1 | Voto al Disco: 4

    Hai detto una fila di stupidaggini, marinella non viene uccisa da un re, che è semmai il suo amante. La guerra di Piero non è contro la guerra in Vietnam, di cui nemmeno parla, è contro ogni tipo di guerra in generale. Prima di scrivere certe cose si dovrebbe pensarci su e ascoltare per bene un disco....
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