Il ritorno dei Pearl Jam nel 2006; l'energia, la forza, i suoni del concerto che ho visto nel 1996 a Milano li porto custoditi in un angolino del cuore dei ricordi migliori e da allora sono sempre in uno stato di ansia quando aspetto ogni loro nuovo album.
Intanto al primo ascolto qualcosa è cambiato nei suoni rispetto al dimesso "Riot Act": il suono delle chitarre è pieno, aggressivo e seventies più che mai ed è un buon inizio visto che anche le prime tre tracce partono veloci e danno l'idea che il gruppo di Seattle non abbia dimenticato come abbattere il muro del suono del rock.
Certo la composizione dei pezzi è classicissima (vedi singolo "World Wide Suicide"), diciamo nel rispetto della tradizione ma complice un Mike McReady in stato di grazia la chitarra taglia a fette la banalità con giri killer e svirgolate rumorose che spezzano lo svolgersi dei brani. Quando lo sfogo iniziale si attenue si passa a pezzi come "Marker In The Sand" e "Parachute": delicata ballata con inaspettato assolo finale stile Bowie di "Ziggy Stardust".
Dopo due trascinanti brani: "Unemployable" (con musica di Matt Cameron e testo di impegno sociale) e Big Wave si arriva a "Gone" con un incedere lento e ossessivo che sfocia in un ritornello da stadio, direi miglior brano dell'album che immagino salirà di diritto nell'olimpo dei bis a fine concerto. Di certo le buone notizie sullo stato di salute del gruppo continuano ascoltando le due tracce finali: "Come Back" e soprattutto "Inside Job" lunga ballad impreziosita dasuoni psichedelici e da un violino a sottolinerarne la malinconia. Veramente grandi.
Eddie Vedder e la sua voce strozzata e calda, avvolgente e frastornante continua a segnare le generazioni cresciute negli anni della morte di Kurdt spazzando via, anno dopo anno, i miseri tentativi dei cloni, mal riusciti nei risultati ma ben pagati dalle case discografiche.
Ora dopo la corsa ai biglietti vi renderò conto dei live a settembre in Italia molto, molto volentieri.
"'Life Wasted', primo pezzo e primo proiettile... un assolo finale super psichedelico di Mike McCready."
"Come back... si, sono tornati alla grande... senza dubbio."
L’omonimo album dei Pearl Jam è un ritorno che non lascia il segno.
Questi Pearl Jam sono innocui, non ci regalano nessun pezzo memorabile, ma piuttosto una ricercata aurea mediocritas.
Spero continuino a fare grande musica con semplicità. Come sempre.
Questa canzone fa sognare ad occhi aperti. Voi chiudeteli comunque... ed ascoltate.
È la loro passione che contagia, che li rende uno dei migliori gruppi in attività.
Passione che in questa ultima uscita non emoziona mai, ma che ci garantirà una gran bella sudata nelle esibizioni live a settembre in Italia.
I Pearl Jam sono un gruppo che usa la musica come strumento di comunicazione, di un'idea, di un'emozione.
Chi vuole i Pearl Jam di 'Vitalogy' o 'Ten' non dovrà fare altro che tirare fuori quei dischi e ascoltarli.