C'era effettivamente bisogno di un disco come questo nel panorama musicale d'oltremanica. Un disco che ha una carica sonora tanto vigorosa quanto originale e che si spinge oltre i soliti canoni segnati da una specie di rinnovamento per quello che riguarda la scena hard-core e dal revival neo-psichedelico che si concentra attorno alla dilagante e inflazionata Fuzz Club Records, che a questo punto è sicuramente tra le etichette che più sono emerse con una certa prepotenza negli ultimi anni. Una pubblicazione che si allinea perfettamente agli standard della Cruel Nature Records, la label di Newcastle Upon Tyne, UK che dal 2013 si è specializzata nella pubblicazione esclusivamente su cassetta di lavori scelti nel campionario di proposte musicali per lo più d'oltremanica e tutte caratterizzate da un certo sound ossessivo.

Registrato ai Dumbulls Studio di Liverpool da Jacobia Stig, "A National Day Of Mourning" (pubblicato anche su CD dalla Third-I-Rex) è il terzo album dei Bodies On Everest. Il disco muove da contenuti affini alla drone-psichedelia e lo sludge per poi spingersi oltre dentro rigurgiti post-industrial e ambientazioni cyberpunk; la ripresa di un "incidente" in slow-motion e come tale caratterizzata da una certa pesantezza nei suoni come negli stessi tempi delle composizioni. La stessa traccia d'apertura ("unreleaseddeathvideo.flac"), una specie di registrazione di una radiotrasmissione asincrona sparata ad alto volume, racconta scenari tipicamente "incidentali": uno scontro tra una folla di manifestanti e le forze dell'ordine, una strada trafficata, uno scenario di guerra... Tutte immagini strumentali e dove viene richiamata l'attenzione al dettaglio. Solo restringendo il nostro campo visivo del resto le dinamiche ci appaiono differenti e tutto assume una velocità diversa, irreale, che contrasta con quella apparente confusione e questo penso sia il concetto fondamentale di un disco che quindi dalla moltitudine punta alla situazione del singolo e che poi si riempie di scenari drone post-industriali come "Tally of Sevens", la litania noise-rock di "Gold Fangs In Enemy Territory", la schizofrenia spaziale di "Shotgun Or Sidearm", le onde ossessive di "Suspicious Canoe" e le macerie suburbane dello scenario di "Who Killed Yale Gracey?"

Dedicato idealmente a un parcheggio abbandonato a Sarasota, Florida; a una parete di Harrisburg, la capitale della Penssylvania e a un serbatorio di cloro; la fotografia di una rete di pescatori e un estintore; un avvocato che aspetta l'arrivo del treno fermo lungo i binari della stazione; quella parte dell'oceano Pacifico lungo le coste del Cile; "A National Day of Mourning" è una raccolta di istantanee riprese nel loro dettaglio. I suoi contenuti potrebbero apparire indistinti e come tratti segnati dietro tutta una serie di interferenze, ma questo vale per tutte le nostre percezioni che come radiotrasmittenti hanno bisogno di sincronizzarsi per cogliere ogni particolare e qualche volta - anzi molto spesso - questo succede solo se vi siano delle forti sollecitazioni in questo senso. Perché del resto ogni dettaglio fa parte della immagine nel suo complesso ed è comunque esso perfettamente visibile davanti ai nostri occhi.

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