Con il loro nuovissimo album gli IQ tornano a brillare a distanza di 6 anni dal loro ultimo disco.

La nuova opera si intitola "Dominion" e rappresentanta un'esaltante sintesi della loro carriera giunta ormai al 43° anno di attività. Il nuovo album, infatti, propone un ottimo mix di atmosfere futuriste, tese, inquietanti ma anche romantiche e distese (come nella grande tradizione prog rock più classica). Complessivamente il tono dell'album risulta più solare rispetto ai suoi più stretti predecessori: "Resistance" e "The Road of Bones". A rendere il nuovo disco di un livello superiore rispetto ai due predecessori, concorrono alcuni fattori: la buonissima coesione d'insieme dei brani, il contributo estremamente ispirato e determinante del tastierista Neil Durant e la più grande prestazione vocale nella carriera di Peter Nicholls! Vista l'età e i tanti anni di carriera sembra assurdo, ma è lui stesso a dirlo: <<in questo album canto come avrei sempre voluto cantare>>.

Ripercorrendo le orme del leggendario LP "Tales from The Lush attic" (1983) anche "Dominion" si apre in gloria con un imponente opener da oltre 22 minuti. La nuova suite si intitola "The Unknown Door" e incorpora in sé ben 3 assoli di chitarra e altrettanti di synth che permettono al tastierista di elevarsi ai livelli dell'illustre ex componente Martin Ordford. Senza mezzi termini mi sbilancio a dire che questo pezzo può candidarsi ad entrare nella top 10 del repertorio IQ!

Dopo cotanta maestosità, l'album riesce a mantenere alta la qualità, seppur con un pezzo di soli 3 minuti e mezzo come "One of Us". A mio avviso un raro esempio di ballad azzeccata prodotta dal gruppo (al pari di "Speak my nane" contenuta nell'album "Subterranea" del 1997).

A seguire è il turno del bellissimo singolo "No Dominion" dall'incedere cadenzato ed elegante, impreziosito sul finale da un assolo di chitarra elettrica magistrale.

"Far From Here" è il pezzo più innovativo e graffiante dell'album. Inquietante nell'intro, quasi prog/metal nella sua parte centrale, ed infine romantico e toccante sul finale. È la consacrazione definitiva del tastierista che in questo pezzo domina completamente la scena con atmosfere futuriste e con ben 2 assoli . Allo stesso tempo sfodera una grande prestazione anche il batterista, e nell' ultima parte del brano c'è spazio anche per un meraviglioso solo di chitarra.

Conclude l'album "Never Land". Classico pezzo da chiusura, sullo stile di "Closer" (2009). Il brano è bello ma non raggiunge di certo i vertici di "Guiding Light" che chiudeva il loro disco del 2000. In questo album può essere considerato il pezzo "meno bello" (anche se ciò da la misura del livello medio piuttosto elevato di questo nuovo album).

Con Dominion gli IQ riaffermando il loro status di leggende nel panorama prog rock del 21°secolo. Voto al disco? Sarebbe da 4,5 stelle, ma arrotondo a 5 perché con i tempi che corrono non mi sento di negare il massimo dei voti ad un lavoro del genere.

Bentornati ragazzi! ❤️

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