Gli Hocculta sono una band che, insieme a Vanadium & Co, ha caratterizzato l'indimenticato periodo della grande N.W.O.I.H.M. (New Wawe Of ITALIAN Heavy Metal). Il quartetto milanese si formò nel 1983, ovvero in un anno che diede alla luce moltissime valide formazioni metal, soprattutto in quell'area, cioè Lombardia e dintorni.
Gli Hocculta, dopo il primo demo "In The Dream Of Death", nel 1984 registrarono il celebre debutto "Warnings Game", che è considerato da molti come il loro vertice della carriera e uno dei tanti bei lavori del metal tricolore. Questo cd ottenne un immediato succcesso, caratterizzato dal classico sound metal italiano, influenzato fortemente da Judas, Saxon & Co. Dopo molte apparizioni live nel territorio milanese, dove scorrazzavano anche i Vanadium, nel 1988 fecero usire il nuovo album "Back In The Dark". La band subì due cambiamenti, cioè la dipartita dei chitarristi Marco Bona e Luca Trabanelli che vennero rimpiazzati da Roberto Broggi, mentre rimasero il bravissimo vocalist Massimo Lodini, il bassista Tony Chiarito e il drummer Floriano Buratti. Il titolo del disco, "Back In The Dark", già faceva intuire una piccola variazione del sound, che divenne più minaccioso, più oscuro e sfiorando per poco il doom dei connazionali Black Hole.
Gli Hocculta vennero influenzati molto dai primi lavori di Ronnie James Dio, dai Saint Vitus e anche dagli Scorpions, tanto chè la voce di Lodini è quasi identica a Klaus Maine! Le nove canzoni sono tutte di alto livello, forse tranne "Lonely Knights", che la reputo meno incisiva e meno entusiasmante rispetto alle altre. Questo lavoro lo definirei come il vertice assoluto degli Hocculta, addirittura di più di "Warning Games", che con tutto il rispetto mi sembra il solito album heavy metal scontato. Poi forse mi sbaglierò, però "Back In The Dark" mi ha subito colpito per l'originalità e la particolarità del sound, che in Italia non lo aveva proprio nessuno. La titletrack e "Angel Of Death" sono i brani più rappresentativi e più completi dell'intero cd, sia per impatto che per bellezza. La voce di Lodini è sorprendente e carismatica, e nello stesso tempo riesce a trasmettere carica e melodia. I refrain sono davvero potenti e si riescono a memorizzare sin da subito. "Angel Of Death", ha un sound molto influenzato dal doom dei Saint Vitus dell'omonimo disco, mentre il ritornello è qualcosa di rara bellezza e potenza! "Tempter" sembra una song ripescata dal primo repertorio di James Dio, una track selvaggia e coinvolgente, mentre "Dirty Illusion" è una buonissima semi-ballad. La canzone è introdotta dai bei arpeggi di Broggi che si trasformano in un classico riff metal che supporta la voce ricca di phatos del cantante.
"Along The River Of Memories" è un breve brano di appena due minuti e dieci dove la band concentra e riassume lo speed metal tanto caro agli Exciter e soprattutto agli Anvil. Una track davvero veloce e fulminante. Canzoni molto interessanti e mai scontate, come lo dimostra il refrain di questa canzone, dove il cantante assume un timbro piuttosto originale. L'ultima traccia "Shake Now" è l'episodio più classic metal oriented di "Back In The Dark", ovvero veloci riff, tipo gli onnipresenti Judas, voce acuta e sezione ritmica serrata e pesante. Questa è un'altra rarissima perla del caro metal italiano!
Gli Hocculta, dopo lo scioglimento avvenuto a fine anni Ottanta, si sono riformati ultimamente e nel 2006 hanno registrato "Taste The Pain", annunciando in modo inaspettato il loro ritorno!
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